Roma, 10 set. – Giornata di forti tensioni politiche e sociali in Francia, con massicce proteste antigovernative che hanno fatto da sfondo all’insediamento del nuovo primo ministro, Sébastien Lecornu, il quinto nominato in due anni da Emmanuel Macron.Lecornu, fedelissimo del presidente e fino a ieri ministro della Difesa, ha assunto ufficialmente l’incarico a mezzogiorno, incontrando il suo predecessore Francois Bayrou, sfiduciato dall’Assemblea Nazionale lunedì per il piano di rigore volto a ridurre il deficit.
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.000 gendarmi e agenti di polizia sono dispiegati in tutto il Paese. Parigi, Caen, Bordeaux, Nantes... Si prevede che la Francia vivrà oggi una giornata frenetica in seguito all'appello "On bloque tout" pubblicato sui social media. Un movimento spontaneo, di protesta, di rabbia che si è sviluppato dopo le dimissioni del premier François Bayrou e mentre Sébastien Lecornu si prepara a succedergli. Seguiamo la "diretta" con il…
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In queste ore la Francia si ferma. O, almeno, questo vorrebbero ottenere i promotori di Bloquons tout, l'idea nata sul canale Telegran Les Essentiels (il che fa capire anche meglio, en passant, perché Pavel Durov, il fondatore del social, sia sotto processo in Francia), rapidamente diffusa dagli altri mezzi di comunicazione non istituzionali e infine sposata anche dal Rassemblement National
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«Non è solo la fine del macronismo, ma della Quinta Repubblica. La Francia sta vivendo una crisi di sistema, politica e istituzionale, che ha mandato in frantumi quel modello di efficienza basato sul doppio turno e sul potere monocratico del presidente», dice Massimiliano Panarari, sociologo dell’Università di Modena e Reggio Emilia, studioso del sistema francese e delle rivolte dei gilet jaunes. «Il 10 settembre vedremo quanto ampio e deciso sarà il tasso di…
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Il ministro dell’Interno, Bruno Retailleau, avverte che il paese «ha bisogno molto rapidamente di un primo ministro» di fronte «al rischio di disordini» nelle manifestazioni previste a settembre
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