Nella settimana lasciata alle spalle il sentiment degli operatori è stato influenzato dai timori sul maxi-debito degli Stati Uniti, sotto i riflettori dopo il taglio del rating da parte di Moody’s, e dall’approvazione del tanto discusso “Big Beautiful Bill”, il provvedimento destinato a ridefinire profondamente l’assetto della spesa pubblica americana. Quella prudenza che era rimasta sottotraccia anche nelle ultime settimane di rialzi è tornata a fare capolino, spingendo i rendimenti dei Treasury a 20 e 30 anni sopra la soglia del 5%.
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Approfondimenti:
Il 16 maggio l’agenzia di rating statunitense Moody’s ha annunciato il downgrade del debito americano, abbassando, seppur di poco, il rating di quello che è diventato il maggior debito pubblico al mondo (in valore assoluto) pari a 36 trilioni di dollari. La decisione ha portata storica, ed è un’altra spia dei cambiamenti del nostro tempo, tenuto conto che la valutazione di massima affidabilità del debito americano da parte di Moody’s (“Aaa”) risaliva addirittura al 1919
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Che cosa succederà al debito americano dopo la mazzata di Moody’s La scorsa settimana, l’agenzia di rating Moody’s ha declassato di un livello – su una scala di 21 – il rating del debito statunitense, che è passato da AAA a AA1. Un giudizio che rappresenta un segnale importante, anche perché molti investitori sono tenuti a considerare i rating di agenzia nelle loro scelte di investimento, e che potrebbe avere un impatto più rilevante delle attese.
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«Non stiamo cadendo in un precipizio, ma siamo comunque di fronte a un indebolimento delle aspettative verso gli Stati Uniti da parte degli investitori globali». Philipp Carlsson-Szlezak, global chief economist di Bcg e responsabile del Bcg Center for Macroeconomics, distingue tra l’impatto del declassamento del rating americano da parte di Moody’s e gli effetti di lungo periodo delle politiche d…
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Per questo, la settimana scorsa, ha destato notevole impressione il fatto che l’agenzia Moody’s abbia deciso di privare gli Usa della loro tripla A, cioè del voto più alto assegnato ai debiti pubblici del pianeta, sinonimo di estrema solidità delle finanze pubbliche e quindi sicurezza dell’investimento. Addio voti massimi - ha spiegato Moody’s - perché il deficit pubblico di Washington si ampia da troppo tempo e perché aumenta il costo del debito esistente a causa degli interessi in rialzo.
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La scorsa settimana Moody’s, una delle principali agenzie di rating del credito, ha declassato il rating del debito statunitense da Aaa ad Aa1 – un declassamento di ben un livello, sulla scala di rating di 21. Abbiamo voluto approfondire la questione. Le agenzie di rating ricoprono tradizionalmente un ruolo ibrido nel sistema finanziario: sono società private e svolgono analisi simili a quelle di molte altre istituzioni finanziarie.
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C’è un elefante che si muove nella cristalleria. E che elefante! Fa impressione notare che dopo anni in cui l’Italia veniva additata quale possibile epicentro di una crisi del debito globale, adesso siano niente di meno che gli USA ad essere finiti nel mirino dei mercati. Il “downgrade” del rating ad opera di Moody’s toglie definitivamente la tripla A ai Treasury. E per quanto il governo americano si agiti e reagisca rabbiosamente all’evento, i fatti gli danno torto.
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Gli indici di riferimento indiani dovrebbero aprire in leggero ribasso giovedì, poiché le preoccupazioni fiscali statunitensi e l'aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro hanno minato il sentiment degli investitori globali. I futures Gift Nifty erano scambiati a 24.757 alle 8:21 IST, indicando che il Nifty 50 aprirà al di sotto della…
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Il cambio euro dollaro sale ulteriormente fino a quasi raggiungere 1,1365, poiché il dollaro americano resta sotto pressione a causa del declassamento del rating creditizio degli Stati Uniti da parte di Moody’s.
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Per Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, c’è il rischio che Trump stampi più moneta per ripagare il debito pubblico. Per Jamie Dimon, ceo di JP Morgan, i rischi sono sottovalutati e quando i dazi verranno applicati i listini azionari crolleranno Perché poi un domani possano dire “ve l’avevo detto”, i guru della finanza internazionale lanciano allarmi importanti sulle azioni di Wall Street e sul mercato obbligazionario Usa.
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L’agenzia di rating Moody’s ha abbassato il rating del debito sovrano Usa (36.000 miliardi di dollari) da Aaa a Aa1. Per dare un’idea l’Italia ha Baa3, la Germania Aaa, la Francia Aa2 e la Spagna Baa1. Questa decisione si inquadra nella crisi del dollaro e della finanza americana: può essere un’opportunità per l’Europa? Forse, ma partiamo dall’analisi del presente. Gli Stati Uniti spendono più di quanto incassano in imposte, e hanno accumulato un debito di circa 36.000 miliardi di dollari.
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Dopo la clamorosa bocciatura di Moody’s sull’affidabilità del debito americano (ma non era la prima di un’agenzia di rating a deciderlo) l’attenzione è tutta rivolta all’andamento dei titoli, i Treasury, soprattutto con scadenza a dieci anni. Dopo un lunedì tormentato le quotazioni sembrano essersi stabilizzate - anche grazie agli acquisti massicci del Tesoro Usa - intorno al 4,5 per cento. Rendono di più, in dollari, dei nostri equivalenti Btp che oggi viaggiano intorno al 3,7 per cento.
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Dopo aver ritirato la Tripla A agli Stati Uniti, a causa dell'elevato debito e dei piani di spesa in deficit delineati dall'Amministrazione Trump, l'agenzia di rating Moody’s ha inferto un duro colpo al sistema finanziario statunitense, annunciando il declassamento delle principali banche d'affari americane, quali JP Morgan, Wells Fargo e Bank of America. La mossa rischia di aumentare i costi di finanziamento e la pressione normativa su istituzioni considerate di importanza sistemica.
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Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) chiede agli Stati Uniti di ridurre il deficit fiscale e di affrontare il tema del debito pubblico in costante aumento. L’appello arriva mentre il presidente Usa, Donald Trump, lavora per estendere i tagli fiscali del 2017. Leggi anche: Azioni, Piazza Affari vola oltre 40.000: le occasioni da cogliere dopo lo shock dazi Il warning dell’Fmi «Il deficit fiscale statunitense è eccessivo e deve essere ridotto», spiega Gita…
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Chiusura del 20 maggio Lieve ribasso per il maggiore indice americano, che chiude in flessione dello 0,39%. Lo status tecnico dell'S&P 500 è in rafforzamento nel breve periodo, con area di resistenza vista a 5.971,8, mentre il primo supporto è stimato a 5.900,8. Le implicazioni tecniche odierne propendono per un ampliamento della performance in senso rialzista, con resistenza vista a quota 6.042,9.
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Benvenuti su Outlook, la newsletter di Repubblica che analizza l'economia, la finanza, i mercati internazionali. Ogni mercoledì parleremo di società quotate e no, di personaggi, istituzioni, di scandali e inchieste legate a questo mondo. Se volete scrivermi, la mia mail è [email protected]. Buona lettura, Walter Galbiati, vicedirettore di Repubblica Un buffetto ai mercati, un monito alla politica alla vigilia del dibattito sulla legge di bilancio, il “Big beautiful…
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La lezione della crisi finanziaria del 2008 non è stata una buona maestra per i governanti americani. Il crollo dei mercati legato ai mutui subprime ha insegnato che non esistono istituzioni “too big to fail”, troppo grandi per fallire. Allora toccò ad un serie di banche, tra cui Lehman Brothers. Poi fu la volta dei debiti sovrani europei con la crisi dei Piigs, Portagallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna
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Lunedì è iniziato con un’apparente doccia fredda per i mercati: Moody’s ha ufficialmente tolto agli Stati Uniti il rating “tripla A”, provocando un'apertura in ribasso per l’S&P 500. Tuttavia, l’indice ha prontamente recuperato, chiudendo in leggero rialzo. Ancora una volta, la storia insegna che i downgrade del debito sovrano statunitense - già avvenuti con S&P nel 2011 e Fitch nel 2023 - non spaventano davvero gli investitori.
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Il 16 maggio 2025, Moody’s ha annunciato il declassamento del rating del debito sovrano degli Stati Uniti da Aaa a Aa1, segnando la perdita dell’ultima “tripla A” rimasta tra le tre principali agenzie di rating. Questa decisione riflette una crescente preoccupazione per la traiettoria fiscale del paese, caratterizzata da un debito pubblico in aumento e da deficit persistenti. Le motivazioni del declassamento Moody’s ha giustificato il declassamento citando: Debito pubblico in…
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Il clima sui mercati finanziari si è fatto incandescente attorno ai titoli del Tesoro statunitensi. I rendimenti dei bond a 10 anni hanno superato la soglia del 4,5%, mentre quelli a lungo termine hanno sfondato il 5%, segnale evidente che la fiducia degli investitori nella solidità fiscale americana sta vacillando. Lo spread rispetto ai Bund tedeschi ha toccato i 190 punti base, un livello superiore a quello registrato dai titoli italiani, storicamente più esposti a rischi di…
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C’è una logica dietro la brutalità con cui il mercato sta reagendo al declassamento del debito degli Stati Uniti da parte di Moody’s, annunciato venerdì nella notte in Italia. Anzi, c’è una duplice logica. La prima è meccanica, ma la seconda è politica. Sul fatto che la reazione ci sia e sia brutale, non possono più esserci molti dubbi. I titoli del Tesoro americano sono molto venduti oggi e quelli trentennali hanno visto il loro rendimento…
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L'Europa dà il via alla prima seduta della settimana in calo dopo i guadagni dell'ottava precedente, in scia alla debolezza dei mercati asiatici, dopo che Moody's ha tolto la tripla A agli Stati Uniti. A Piazza Affari il Ftse Mib cede l'1,7% ma bisogna calcolare il peso dell'1,77% dello stacco di dividendi da parte di 24 società del listino principale, senza il quale Milano sarebbe sulla parità. Parigi perde lo 0,4%, Francoforte lo 0,15%, Madrid lo 0,2% e Londra lo…
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Oggi, 28 maggio, in occasione dell’Hamburger Day, è utile volgere lo sguardo oltre la tradizione per valutare ciò che il comparto ittico ha saputo costruire nel tempo: l’hamburger di pesce non è più una nicchia di prodotto, ma uno dei formati più evoluti nel campo della trasformazione alimentare. Il settore ittico, da tempo, sviluppa una delle soluzioni più efficienti e coerenti con le dinamiche del consumo moderno: l’hamburger di pesce.
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Il Rapporto Coop 2025 offre una lettura nitida della condizione economica e psicologica del Paese. In un contesto in cui le parole chiave sono “preoccupazione” e “sfiducia”, anche il settore ittico si trova coinvolto in una crisi che va ben oltre l’andamento dei consumi: riguarda la percezione stessa del valore del cibo, della qualità e della sicurezza alimentare.I numeri lo confermano. La crescita prevista dei consumi si ferma allo 0,7%, mentre il carrello della spesa si fa più essenziale, selettivo…
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Finanza blu e cooperazione globale: nuove traiettorie per il settore ittico – Nel suo documento di indirizzo politico per la 4ª Conferenza Internazionale sul Finanziamento per lo Sviluppo (FfD4), il Consiglio dell’Unione Europea ha ribadito l’importanza di strumenti innovativi per sostenere l’Agenda 2030, con un forte accento sulla sostenibilità ambientale e sull’inclusione economica. Tra questi strumenti, c’è la finanza blu, indicata insieme ai green bonds come leva strategica per…
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Dal 27 al 29 maggio 2025, Muscat ospita la quarta edizione di HORECA Oman, piattaforma chiave per l’ittico nel Golfo e punto di riferimento per l’intera filiera dell’ospitalità e della ristorazione in Medio Oriente.Organizzato presso l’Oman Convention and Exhibition Centre, l’evento offre a produttori, distributori e buyer l’opportunità di confrontarsi su trend emergenti, innovazioni di prodotto e nuove esigenze del settore horeca.
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Il quick commerce, il commercio elettronico basato sulla consegna ultrarapida, si sta lentamente affacciando anche nel settore ittico. Una rivoluzione silenziosa ma potenzialmente dirompente, in cui tecnologia, logistica refrigerata e consumo urbano si intrecciano per ridefinire tempi e modi dell’acquisto di pesce fresco.A differenza di altri settori alimentari, dove il quick commerce si è consolidato in pochi anni grazie alla semplicità di stoccaggio e distribuzione, il pesce…
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