MILANO – Banca Ifis uscirà dal business dei crediti deteriorati (non performing loans, Npl), una delle anime storiche dell’azienda e forte di 400 dipendenti. Ma che da quando le regole del calendar provisioning - che obbligano le banche ad accantonamenti crescenti sui crediti deteriorati - sono state estese agli istituti minori o meno significativi, come quello dei Fürstenberg, si è rivelata meno…
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Banca Ifis ha deciso di cedere entro l’anno il ramo NPL, attraverso un processo competitivo, accelerando la modifica del suo modello di business. Anche in seguito a un’ispezione della Banca d’Italia, la cui relazione verrà pubblicata entro l’inizio di settembre, ha deliberato accantonamenti su posizioni creditizie per circa 70 milioni, 40 dei quali relativi a esposizioni cartolarizzate nel comparto NPL di illimity.
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Banca Ifis registra la peggiore peformance di giornata al MidCap. Il titolo è sospeso per eccesso di ribasso dopo aver segnato un calo teorico del 22,6% e un ultimo prezzo di 16,25 euro alle ore 9.49. L’istituto ha comunicato che il consiglio di amministrazione ha approvato l’avvio di un processo competitivo per la cessione del business NPL finalizzato al deconsolidamento del portafoglio di crediti deteriorati.
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