(Adnkronos) – La crisi dell’auto ha profonde ragioni industriali, normative e commerciali. Si pagano gli errori fatti dai manager del settore, basta leggere gli ultimi sviluppi in casa Stellantis con le dimissioni ‘forzate’ di Carlos Tavares. Si scontano le regole imposte dalla Ue, con la deadline del 2035 fissata per lo stop alla vendita di diesel e benzina, e soprattutto con le proibitive tappe intermedie previste.
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Nella crisi di Stellantis sembra che Tavares abbia fatto sempre tutto da solo. Come se non avesse avuto azionisti, tra l’altro ampiamente ripagati negli anni della sua gestione. Come se la governance fosse stata del tutto personale. Curioso. Lo si rimprovera anche di aver creduto, meno di altri concorrenti, nell’auto elettrica. O perlomeno di essere stato ondivago. E le critiche vengono anche da una maggioranza di governo che sulla transizione energetica è revisionista se non negazionista.
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