" Ci sono troppe cose che non tornano. Nessuno per molto tempo si è accorto che Simona era in acqua morta. Eppure la piscina è piccola e la villa era piena di giovani ". Lo scrive in una nota l'avvocato Gabriele Giambrone, legale della famiglia di Simona Cinà, la giovane pallavolista trovata morta la notte scorsa nella piscina di una villa privata a Bagheria (Palermo) dove era in corso una festa di laurea.
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«Se proprio a fine serata qualcuno è troppo ubriaco e per caso cade in piscina, considerate l’idea di portare un costume in macchina». È un passaggio, quasi premonitore, dell'invito alla festa di laurea dei due giovani che nella notte tra l'1 e il 2 agosto hanno festeggiato «in una bella villazza dove c'è anche una bella piscina». Che sarebbe stata fatale a Simona Cinà, la ventenne giocatrice di beach volley, ritrovata a fine serata sul fondo della piscina.
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