I poteri occulti, la loggia P2 di Licio Gelli, il sistema eversivo, i poteri forti, la politica di sistema hanno sempre avuto come obiettivo prioritario il controllo del pubblico ministero Siamo all’attacco frontale contro i giornalisti liberi e coraggiosi e contro i magistrati autonomi e indipendenti. È il momento quindi che un fronte popolare democratico in difesa della Costituzione si attivi quanto più è possibile prima che sia troppo tardi.
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Lo stop al Ponte e il via alla campagna del referendum Francesca Schianchi Oggi arriva al traguardo parlamentare la riforma della giustizia, con il voto finale in Senato. Non potrebbe arrivare in una giornata più simbolica, dopo che ancora ieri c’è stata una polifonia di attacchi da parte del governo verso i magistrati, stavolta quelli contabili della Corte dei conti.
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Preparatevi ai flash mob dei partiti di maggioranza attorno a palazzo Madama, alle fanfare e al profluvio dichiaratorio a sottolineare che «oggi è una giornata storica». Ed effettivamente lo è perché di riforma della giustizia si discute da più di trent’anni, sin dai tempi di Bettino Craxi che sulla responsabilità civile dei magistrati fu costretto a mollare palazzo Chigi. Anzi – per i cultori de…
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La riforma della giustizia si arricchisce di un nuovo scontro quando Giorgia Meloni, alla vigilia della sua approvazione, arriva a bollare come «l’ennesima invasione dei giudici» la bocciatura della Corte dei Conti della delibera Cipess sul ponte sullo Stretto. Elly Schlein risponde duramente dicendo che la premier «con le sue gravi affermazioni chiarisce il vero obiettivo della riforma costituzi…
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«Il popolo di Garlasco» contro «il partito della magistratura». Lo schema è facile, la campagna è partita. Trasmissioni televisive che tengono accesa la brace sotto al calderone del cold case. Podcast di cronaca nera specializzati nella conta delle macchie di sangue. Post, reel, meme. Giovanni Donzelli l’ha detto chiaramente che a vincere il referendum sarà «quel popolo silenzioso di italiani che sono rimasti sconvolti dalle sviste, dalle indagini condotte male».
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“Questa proposta di riforma potrebbe privare il pubblico ministero dello status e della garanzia di indipendenza esterna che la Costituzione attualmente assicura attraverso il principio di unità della magistratura, il quale implica un insieme comune di garanzie per giudici e pubblici ministeri e un unico Consiglio superiore”. Stavolta non è una…
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Antonio Di Pietro, il pm di Mani pulite, è pronto per fare il testimonial del sì al referendum sulla divisione delle carriere? “Io sono pronto senz’altro a far sentire la mia voce su questa riforma costituzionale. Ma in nome e per conto di Antonio Di Pietro. Non lascerò che alcun partito politico ci metta il …
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Dal primo voto all’ultimo, nel giro di appena nove mesi, la destra al governo porta a conclusione un progetto di riforma costituzionale che abitualmente richiede tempi assai più lunghi e che lei stessa ha inseguito – nella sostanza – per oltre trent’anni. Ci riesce adesso senza ostacoli e senza dover spostare una sola virgola nella sua proposta originaria, il che la dice lunga sul presunto potere di interdizione parlamentare (e spiega anche perché del famoso premierato che aumenterebbe ancora i poteri del governo non c’è più urgenza).
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La riforma della giustizia arriva in senato per la sua seconda lettura, domani a mezzogiorno verrà approvata una volta per tutte. Ma se le opposizioni al massimo proveranno a fare ostruzionismo (in 54 si sono iscritti a parlare, oltre ad altri tre di FdI), è il presidente di palazzo Madama Ignazio La Russa a sferrare il colpo più duro: «Sono stato tra gli artefici della separazione delle funzioni, che non separava le carriere ma rendeva, com’è tutt’ora, difficile il passaggio da una…
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