Cambiamento netto nel mondo del lavoro, con l'introduzione della trasparenza salariale: dal 7 giugno si ha il diritto a essere informati sul livello retributivo medio percepito dai colleghi e dalle colleghe. Perché allo stesso lavoro deve corrispondere la stessa retribuzione, per gli uomini e per le donne., Le novità scattano da domenica 7 giugno, con l'entrata in vigore del decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue 2023/970 in materia di parità retributiva.
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Approfondimenti:
Buste paga trasparenti? Forse è la volta buona per muovere i primi passi verso la parità salariale nel 2026. L’ Ad di Mercer Italia Marco Valerio Morelli spiega come questa potrebbe essere una svolta per il mercato del lavoro italiano. Secondo il Global Pay Transparency Report 2026 di Mercer, infatti, il 72% delle aziende italiane ritiene che la trasparenza retributiva porterà a un miglioramento delle politiche salariali interne, anche se solo il 41% si sente già pronto ai nuovi requisiti.
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Una svolta decisiva sta per cambiare il panorama degli annunci di lavoro in Italia e in Europa. Grazie alla direttiva europea 970/2023, l’indicazione della retribuzione diventerà un obbligo prima della fase di colloquio. La normativa, volta a ridurre il gender pay gap e a garantire la parità retributiva, dovrà essere recepita da tutti gli Stati membri entro il 30 giugno 2026. Le nuove regole per le aziende In base alle nuove disposizioni, i datori di lavoro saranno…
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Dal 7 giugno 2026 entrano in vigore le nuove regole europee sulla trasparenza retributiva, finalizzate a ridurre il gender pay gap. I datori di lavoro dovranno indicare negli annunci la retribuzione o la relativa fascia salariale e non potranno chiedere ai candidati informazioni sugli stipendi percepiti in precedenti impieghi. Durante il rapporto di lavoro, i dipendenti avranno accesso ai criteri utilizzati per determinare retribuzioni e progressioni…
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Per decenni è stata una delle informazioni più gelosamente custodite nei processi di selezione di nuovo personale da inserire in azienda. Colpa di moltissime aziende in Italia che cercavano candidati senza indicare quanto fossero disposte a pagare, mentre i lavoratori affrontavano colloqui e iter di selezione spesso lunghi senza conoscere il livello retributivo della posizione proposta. Ora questo paradigma sembra destinato a cambiare, grazie ad una lege europea.
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L’entrata in vigore dei D.Lgs. n. 91/2026 e n. 96/2026 segna un importante cambiamento nella gestione dei rapporti di lavoro. Accanto al rafforzamento delle tutele contro le discriminazioni, il legislatore introduce nuovi principi di trasparenza retributiva che impongono alle imprese una maggiore attenzione nella definizione delle procedure di selezione, dei percorsi di carriera, dei sistemi premianti e delle…
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