È passato più di un mese e mezzo da quando è stato concluso il cessate il fuoco a Gaza. Secondo l’accordo, 600 camion avrebbero dovuto attraversare ogni giorno la Striscia trasportando cibo, medicine, tende, carburante e altri beni di prima necessità. Ci siamo abituati alle dichiarazioni ufficiali che parlano di centinaia di camion che attraversano il confine ogni giorno. Vengono rilasciate foto, gli attraversamenti vengono documentati attentamente e gli annunci vengono fatti con festeggiamenti.
Leggi
«Dopo il cessate il fuoco, speravamo in un ampio accesso degli aiuti umanitari ma le crescenti tensioni nella zona non lo rendono possibile. Per la popolazione della Striscia di Gaza il futuro è sempre più incerto. Alle sofferenze sopportate e alle gravi condizioni umanitarie alle quali donne e uomini, bambine e bambini sono stati esposti, in particolare negli ultimi due anni, si aggiungono ora le difficoltà derivanti dalle basse…
Leggi
Chi fugge dalla guerra sa, mentre abbandona la propria casa, che al suo ritorno potrebbe non trovare più nulla. È quello che è successo a centinaia di migliaia di persone a Gaza che, con l’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco, si sono messe in viaggio verso casa, trovando al proprio arrivo solo cumuli di macerie. Sepolti sotto ai resti delle abitazioni sventrate spuntano gli oggetti che prima componevano la vita quotidiana.
Leggi
A Khan Younis, dove Emergency gestisce uno dei pochi presidi sanitari ancora operativi, la tregua entrata in vigore a metà ottobre non cambia in nulla la realtà di una popolazione intrappolata tra macerie, fame e bombardamenti israeliani sporadici in un territorio ridotto allo stremo. Giorgio Monti, coordinatore medico dell’organizzazione, descrive una quotidianità segnata dal maltempo e da una pace apparente che non argina la sofferenza dei gazawi.
Leggi
L’arrivo delle prime piogge e del maltempo a Gaza si sta trasformando in un segnale di allarme. Le tende degli sfollati cedono, i campi si trasformano in laghi di fango, i bambini tremano al freddo. Mentre in Cisgiordania la natura sembra sfidare i confini, sulla costa devastata della Striscia l’acqua diventa un ulteriore colpo per una popolazione già allo stremo. Le testimonianze raccolte direttamente dalla Palestina raccontano un inverno che non consola ma…
Leggi
Senza pietà. Tally Gotliv, deputata del Likud, il partito del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, lo ha ripetuto tre volte in diretta tv. Voleva che il messaggio fosse chiaro, implacabile come il tono della sua voce in crescendo: «Non abbiamo più ostaggi e, con gli ultimi tre corpi in rientro, non dobbiamo più essere precisi. Possiamo attaccare senza pietà, senza pietà, senza pietà». Non serviva Tally Gotliv a comunicarci che l’offensiva israeliana a Gaza non è mai terminata, ma parole come le sue sono utili a comprendere…
Leggi
Mentre le Nazioni Unite avvertono che ricostruire la Striscia costerà più di 70 miliardi di dollari e potrebbe richiedere diversi decenni, i fundraiser lanciano l'allerta: dopo il cessate il fuoco le donazioni per Gaza rischiano di essere in calo. Secondo una recente inchiesta del Guardian, Oxfam GB registra un'inflessione mentre Save the Children UK afferma che le donazioni provenienti dal suo marketing sui social media sono…
Leggi
