Stampa Francesco Schiavone, noto come Sandokan e capo del clan dei Casalesi, dopo 26 anni sta collaborando con i magistrati. Sandokan, che si trova al carcere duro, fu arrestato nel 1998 e condannato all’ergastolo nel maxiprocesso Spartacus e per diversi delitti. Nel 2018 fu il figlio Nicola, il primo della famiglia, a pentirsi e a collaborare con la giustizia. Nel 2021, anche il secondo figlio Walter decise di collaborare.
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Venerdì 29 marzo è stata la giornata in cui è stato reso noto il pentimento di Francesco Schiavone, l’ex boss dei Casalesi, detto Sandokan. Recentemente si era parlato anche di un tumore, ma in realtà si tratterebbe di una vera e propria invenzione, usata per giustificare il suo trasferimento dal carcere di Parma – dove era al 41bis – a quello dell’Aquila. Proprio lì, infatti, avrebbe iniziato a collaborare.
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“Se la collaborazione sarà rispettosa della verità, alcuni pezzi di storia fin qui conosciuti cambieranno e saranno riscritti in base a quanto veramente accaduto. A cominciare dalla scomparsa di Antonio Bardellino e dall’identità delle sponde politiche e imprenditoriali del clan”. Così, i componenti della commissione Legalità dell’Ordine dei giornalisti della Campania, presidente Marilù Musto e Tina Cioffo…
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"Sandokan" si è pentito: ora i nomi di politici e imprenditori che portava al guinzaglio Camorra, si è pentito Francesco Schiavone 'Sandokan' La decisione di Francesco "Sandokan" Schiavone di assumere il ruolo di collaboratore di giustizia, ha messo in subbuglio l’intero panorama criminale della Campania. Dopo aver trascorso 26 anni in carcere, gran parte dei quali al 41 bis, il boss dei Casalesi ha finalmente ceduto sotto il peso delle proprie…
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Dopo 26 anni di prigione, la maggior parte trascorsi in regime del 41 bis, ha deciso di collaborare con la giustizia Francesco Schiavone, noto come ‘Sandokan’, ex capo del clan dei Casalesi e uno degli ultimi irriducibili della camorra casalese, ha deciso di collaborare con la giustizia dopo 26 anni di prigione, gran parte dei quali trascorsi in regime del carcere duro. La notizia è stata riportata dall’edizione cartacea del quotidiano “Cronache di Caserta”.
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"Ora che Francesco 'Sandokan' Schiavone si è pentito vogliamo sapere la verità su mio fratello Salvatore, sui mandanti del suo omicidio. E credo che Schiavone sappia la verità". Lo dice all'ANSA Gennaro Nuvoletta, fratello di Salvatore, il carabiniere ucciso nel 1982 a soli 20 anni dai Casalesi che volevano vendicarsi della morte di un loro esponente, Mario Schiavone, cugino di Sandokan, ucciso nel corso di un conflitto a fuoco con i carabinieri in un giorno peraltro in cui Salvatore Nuvoletta…
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Era sindaco nel 1994, quando il clan dei Casalesi raggiunse il suo picco di crudeltà uccidendo nella sua parrocchia don Peppe Diana, e lo è anche oggi, che potrebbe iniziare a chiudersi un ciclo con il pentimento di Francesco Sandokan Schiavone. Renato Natale, primo cittadino di Casal di Principe, tira quasi un sospiro di sollievo ma prende comunque con le molle la notizia della collaborazione con la giustizia di Sandokan.
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Era uno degli ultimi irriducibili della camorra casalese, custode di importanti segreti, ma dopo 26 anni di prigione, la maggior parte trascorsi in regime del carcere duro, Francesco Schiavone, noto come Sandokan, capo indiscusso del clan dei Casalesi, ha deciso di collaborare con la giustizia. A riportarlo l’edizione cartacea del quotidiano Cronache di Caserta. Rainews24 nel riportare a sua volta la notizia commette una gaffe tutta da ridere o da piangere, dipende dai punti di vista.
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« Il pentimento di Francesco Schiavone è sicuramente un po' tardivo ma è comunque importante, perché vuol dire che anche queste persone hanno una coscienza ». Così Marisa Diana, sorella di don Peppe, il sacerdote ucciso dal clan dei Casalesi il 19 marzo del 1994, di cui quest’anno è ricorso il trentennale con numerosi eventi e manifestazioni organizzate fino alla scorsa settimana, commenta la decisione del capoclan dei Casalesi, noto come…
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Spero che "Sandokan" possa "parlare dei suoi rapporti con la politica e l'imprenditoria" della provincia di Caserta "in riferimento anche alla Terra dei fuochi". A dirlo all'Adnkronos, rispondendo sul pentimento del boss Francesco Schiavone, è Raffaele Cantone, attuale capo della Procura di Perugia, che in passato da pubblico ministero si è occupato di alcune importanti inchieste contro il clan dei Casalesi che, a processo, hanno…
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La notizia del pentimento del boss dei Casalesi, Francesco Schiavone il famigerato “Sandokan” sta facendo il giro del web in tutto il mondo da stamane. Il potente capoclan tra i fondatori della cosca che per anni ha inquinato la Campania a livello ambientale per poi incunearsi nella pubblica amministrazione e nelle imprese è il secondo dei vertici a decidere di collaborare con la giustizia. Prima di lui il passo lo aveva fatto ‘o ninno…
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A 70 anni, si è pentito il boss dei Casalesi Francesco Schiavone. Soprannominato Sandokan, è ritenuto uno dei fondatori della sanguinaria camorra della provincia di Caserta. A riportare la notizia è il quotidiano Cronache di Napoli. Ai familiari di Schiavone - originario di Casal di Principe - è stato
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Il padrino è in trappola. Ma spera ancora di farcela. E' un bagno di sudore, tossisce e impreca, mentre fa segno ai suoi due bambini, alla moglie e al cognato di non fiatare. Di resistere, perché ci sono gli sbirri, ma non riescono a capire dove diavolo sono nascosti il boss e la sua famiglia. Sanno che si trovano lì, in quella villetta, in quella specie di magazzino, da qualc…
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CASERTA. Era uno degli ultimi irriducibili della camorra casalese, custode di importanti segreti, ma dopo 26 anni di prigione, la maggior parte trascorsi in regime del carcere duro, Francesco Schiavone, noto come “Sandokan”, capo indiscusso del clan dei Casalesi, ha deciso di collaborare con la giustizia. Lo riporta l'edizione cartacea del quotidiano "Cronache di Caserta". L'avvio del percorso di collaborazione , viene confermato dalla…
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Video suggerito Sandro Ruotolo «Il pentimento di Francesco Schiavone, "Sandokan" può avere sui Casalesi un effetto simile a quello che ebbe il pentimento di Tommaso Buscetta in Cosa Nostra». Ne è convinto Sandro Ruotolo, giornalista ed ex senatore della Repubblica, da anni sotto scorta per le minacce subìte da un altro boss casalese, Michele Zagaria. «Partiamo dal fatto che questo clan è il più simile alla Cosa Nostra siciliana –…
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"Il pentimento di Francesco Schiavone, detto Sandokan, già capo del clan dei Casalesi, è un segnale formidabile. La mafia casalese, che è stata combattuta in maniera molto efficace a partire dagli inizi del 2000, non esiste più. E questo è frutto dei grandissimi risultati della stagione antimafia la cui prima importante fase è culminata con la cattura di Michele Zagaria, all'epoca capo indiscusso del clan e n 2 dei latitanti più ricercati d'Italia, dopo Matteo Messina Danaro, preso nel dicembre 2011 dopo 16 anni di…
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Francesco Schiavone, meglio conosciuto come “Sandokan“, figura tristemente nota nel mondo criminale della Camorra e capo del clan dei Casalesi, ha sorpreso tutti collaborando con le autorità dopo ben 26 anni di silenzio. Questa svolta inaspettata è destinata a cambiare radicalmente il panorama della criminalità organizzata nel sud Italia. Il percorso di Schiavone nel sottobosco criminale è stato segnato da violenza e omertà
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Pubblicità “Il pentimento di Francesco Schiavone è una bellissima notizia, frutto degli straordinari risultati della stagione antimafia che ha messo in ginocchio il clan dei casalesi”. Così il coordinatore di Forza Italia in Campania Fulvio Martusciello. “Con la cattura di Michele Zagaria, all’epoca capo indiscusso del clan e numero due dei latitanti più ricercati dopo Matteo Messina Danaro, preso nel dicembre 2011 dopo 16 anni di latitanza, – prosegue Martusciello – e’ iniziato il declino della…
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Ora che ti hanno arrestato anche il primo figlio, è giunto il tempo di collaborare con la giustizia, Francesco Schiavone. Sandokan ti chiama ormai la stampa, Cicciò o' barbone i paesani, Schiavone Francesco di Nicola, ti presentano i tuoi avvocati. E Nicola, come tuo padre, hai chiamato tuo figlio a cui hai dato lo stesso destino. Destino di killer. Accusato di aver ucciso tre persone, tre affili…
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A 70 anni , 26 anni dopo la sua cattura in un bunker a Casal di Principe dove era con la moglie Giuseppina Nappa e le figlie, il capo dei Casalesi , Francesco Schiavone , noto con il soprannome di Sandokan , ha iniziato a collaborare con la giustizia. Il pentimento del boss, anticipato da un quotidiano locale, Cronache di Caserta , è confermato all’ AGI da fonti degli inquirenti. Uomini delle forze dell’ordine avrebbero già proposto a parenti del capoclan di entrare nel…
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E' un clan senza testa. Il pentimento di Francesco Schiavone, Sandokan, è quello che si può definire il colpo definitivo al clan dei casalesi, o meglio ad una generazione criminale che ha segnato col sangue un territorio per più di cinquant'anni. I vecchi capi clan sono tutti in carcere a scontare ergastoli e gli altri affiliati che sono liberi, o che stanno per uscire dopo pene lievi, non sembra…
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Francesco Schiavone, che di recente ha deciso di collaborare con la giustizia, cominciò la sua carriera criminale giovanissimo, nei primi anni Settanta, come autista e guardaspalle del trafficante di droga Antonio Ammaturo. È negli anni Ottanta, però, che si affermò all'interno del gruppo criminale noto come clan dei casalesi, dal piccolo Comune di Casal di Principe di cui sono originari molti affiliati.
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Per ventisei anni la voce è rimbalzata di continuo. "Francesco Schiavone si è pentito". E puntualmente è stata smentita. Mai proferito parola. Mai collaborato con la giustizia. Una volta, dal suo 41-bis, a pochi mesi dal suo arresto, ha preso carta e penna lui per fermare sul nascere l' "accusa", scrivendo a un giornale locale. Il pentimento Ora Francesco "Sandokan", così soprannominato per i capelli lunghi e…
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Dopo 26 di galera si pente Schiavone, capo del clan dei Casalesi Francesco Schiavone, noto Sandokan, ha deciso di collaborare con la giustizia Di: Redazione Sardegna Live Dopo 26 anni di detenzione si è pentito Francesco Schiavone, noto Sandokan, capo indiscusso del clan dei Casalesi. Era uno degli ultimi irriducibili della camorra casalese, custode di importanti segreti. Lo riporta l'edizione cartacea del quotidiano "Cronache di Caserta".
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Clamorosa svolta nel panorama della camorra casalese: Francesco Schiavone, meglio conosciuto come Sandokan, storico capo del clan dei Casalesi, ha deciso di collaborare con la giustizia. La notizia, riportata in anteprima dal quotidiano “Cronache di Caserta”, è stata confermata dalla Direzione nazionale Antimafia. Un pentimento inaspettato La decisione di Schiavone, soprannominato “Sandokan” per la sua ferocia, rappresenta un evento di grande portata.
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– Ergastolano, detenuto da anni al 41 bis, Francesco Schiavone, soprannominato Sandokan e indiscusso capo del clan dei Casalesi, è in carcere ininterrottamente da 26 anni. Oggi ha 70 anni, è malato di cancro e da poco è stato trasferito nel carcere di L'Aquila. Sandokan è stato arrestato nel 1998 quando l'11 luglio fu trovato in un bunker a Casal di Principe, sua città natale. È ritenuto uno dei fondatori della sanguinaria…
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PUBBLICITÀ Francesco Schiavone ha deciso di collaborare con la giustizia all’età di 70 anni. La notizia è stata riportata in anteprima dal Cronache di Caserta. Da qualche anno il boss Sandokan è malato di tumore, infatti, recentemente è stato trasferito nel carcere di L’Aquila. L’avvio del percorso di collaborazione da parte di Francesco Schiavone, soprannominato Sandokan, viene confermato dalla Direzione nazionale Antimafia.
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CASERTA. Sì è pentito il boss dei Casalesi Francesco Schiavone. A riportare la notizia è l'edizione cartacea del quotidiano "Cronache di Caserta". Il 70enne, soprannominato “Sandokan”, è detenuto al 41 bis da ormai 26 anni, quando fu arrestato nel 1998. Schiavone, che fu condannato nel maxi processo Spartacus, è malato di cancro e da poco è stato trasferito nel carcere di L'Aquila. È il secondo capoclan dei Casalesi a pentirsi, dopo Antonio Iovine, il quale ha iniziato a…
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Camorra, si è pentito il boss Francesco "Sandokan" Schiavone, detenuto al 41bis del carcere dell'Aquila. A 70 anni, si è pentito il boss dei Casalesi Francesco Schiavone, recentemente "tornato" nel carcere dell'Aquila, in regime di 41bis. Il capo dei Casalesi è stato trasferito dal carcere di Parma alle Costarelle, proprio nella stessa palazzina dove era detenuto il boss Matteo Messina Denaro. Sandokan era stato già all’Aquila in altre fasi della sua detenzione.
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Malato di tumore, due figli già collaboratori di giustizia, detenuto dal 1998, Francesco “Sandokan“ Schiavone ha gettato la spugna. Si è pentito il fondatore della cosca, l’uomo che spodestò Antonio Bardellino e ridisegnò la mappa criminale del clan dei Casalesi, seminando il terrore nell’agro aversano tra gli anni ’80 e ’90 prima di essere stanato dal suo bunker di Casal di Principe. Aveva i capelli lunghi e una forte somiglianza con Kabir Bedi, di qui…
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Tanti ancora i dubbi sulla scomparsa del boss di San Cipriano d’Aversa. CASAL DI PRINCIPE/SAN CIPRIANO D’AVERSA. Arrestato nel lontano 1998, Francesco Schiavone Sandokan ha avviato la collaborazione con la giustizia dopo 26 anni di detenzione, la maggior parte dei quali passati al 41 bis. Il fondatore del clan dei Casalesi potrebbe ora svelare i tanti misteri che ancora avvolgono omicidi e scomparse nell’ambito del cosca, così come potrebbe fare luce su…
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Camorra: Sandokan si pente e svela i segreti, trema il clan dei Casalesi Ai familiari di Schiavone è stato offerto di entrare nel programma di protezione A 70 anni, si è pentito il boss dei Casalesi Francesco Schiavone. Soprannominato Sandokan, è ritenuto uno dei fondatori della sanguinaria camorra della provincia di Caserta. Secondo quanto si apprende, ai familiari di Schiavone - originario di Casal di Principe - è stato offerto di entrare nel programma di protezione riservato ai…
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Detenuto al regime del carcere duro dal 1998, Francesco Schiavone avrebbe avviato i primi colloqui da alcune settimane con l'Antimafia. Ai familiari offerto il programma di protezione A confermare l'avvio della collaborazione con la giustizia del boss "Sandokan" Francesco Schiavone sono anche la Direzione Nazionale Antimafia e la Direzione distrettuale Antimafia della Procura di Napoli, che da alcune settimane hanno avviato i primi colloqui con l'ormai ex boss del clan dei Casalesi…
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Era uno degli ultimi irriducibili della camorra casalese, custode di importanti segreti, ma dopo 26 anni di prigione, la maggior parte trascorsi in regime del carcere duro, Francesco Schiavone, noto come Sandokan, capo indiscusso del clan dei Casalesi, ha deciso di collaborare con la giustizia. Lo riporta l'edizione cartacea del quotidiano "Cronache di Caserta". In questi giorni le forze dell'ordine, a quanto si apprende, si sono recate a Casal di Principe per proporre ai parenti del capoclan, tra cui il…
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(Adnkronos) – A ‘pentirsi’ l’aveva esortato lo stesso Roberto Saviano quando, dopo l’arresto del primo figlio, il suo potere cominciava a sgretolarsi. Oggi Francesco Schiavone detto ‘Sandokan’, capo del temibile clan dei casalesi, si pente e annuncia l’inizio della sua collaborazione con la giustizia. La notizia è clamorosa: a pentirsi infatti è il personaggio che ha ispirato le vicende di ‘Gomorra’, la saga divenuta celebre in tutto il mondo.
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(Adnkronos) – A confermare l’avvio della collaborazione con la giustizia del boss “Sandokan” Francesco Schiavone sono anche la Direzione Nazionale Antimafia e la Direzione distrettuale Antimafia della Procura di Napoli, che da alcune settimane hanno avviato i primi colloqui con l’ormai ex boss del clan dei Casalesi, oggi 70enne, detenuto al regime del carcere duro dal 1998, quando l’11 luglio fu catturato in un bunker a Casal di Principe, in provincia di Caserta.
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