Non c’è pace per Shein. E in generale per l’enshittification delle piattaforme e dei giganti del commercio online che riempiono il mercato globale di prodotti sempre più orrendi e fatti sempre peggio. Per non parlare di quelli illegali. Stiamo parlando di circa 4,6 miliardi di pacchi che ogni anno invadono l’Unione europea, provenienti per la maggior parte dalla Cina. Circa il 91%. Spedizioni che quasi sempre sono sotto i 150 euro, quindi ancora (per poco) esenti dai dazi.
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Sembrano delle bambine, in camicia da notte. Bambole dal viso innocente, apparentemente innocue. Nella descrizione vengono però definite «sex toys»: sono in realtà bambole sessuali realistiche vendute a poco prezzo su Shein e che non sono passate inosservate. Il portale cinese dell'ecommerce è sotto indagine: la Commissione europea ha annunciato martedì che esaminerà gli annunci e l'intero sistema di…
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Negli ultimi giorni la Commissione europea ha aperto una indagine formale nei confronti di Shein, il gigante globale del fast fashion online, per presunte violazioni delle norme dell’Unione in materia digitale e di protezione dei consumatori. La decisione, annunciata il 17 febbraio 2026, rientra nell’applicazione del Digital Services Act (DSA), il regolamento europeo che mira a disciplinare le piattaforme digitali di grandi dimensioni e a mitigare rischi sistemici per gli utenti e per la società.
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L’Unione europea avanza contro Shein. Appellandosi al Digital Service Act (Dsa) – il testo giuridico che permette all’ente comunitari di regolare l’habitat digitale delle aziende – l’Ue ha annunciato l’apertura di una formale inchiesta ai danni di Shein: il player cinese è infatti accusato di mettere in vendita, in alcuni Paesi membri articoli illeciti, e di creare assuefazione presso gli utenti. Il colosso asiatico, infatti, era già stato denunciato dal Governo…
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La Commissione europea ha avviato un'indagine su Shein, il rinomato marketplace cinese di abbigliamento ed accessori per la persona e la casa, per presunta violazione della legge sui servizi digitali (Digital Services Act).Il procedimento formale è stato avviato da Bruxelles a causa di una serie di motivazione, fra cui la progettazione di un servizio che "crea dipendenza", ad esempio tramite l'assegnazione di punti o premi sugli acquisti, la mancanza di trasparenza dei sistemi di…
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La Commissione europea ha aperto un’indagine formale contro Shein sulla base del Digital services act, mettendo nel mirino tre cose che, insieme, raccontano molto più di un’app di shopping: prodotti illegali in vendita, design “addictive” che spinge a restare incollati allo schermo, e algoritmi di raccomandazione poco trasparenti. Da anni Shein e, più in generale, l’universo del fast fashion cinese (Temu, marketplace che spediscono direttamente dalla Cina, filiere…
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La Commissione Europea ha reso noto nelle scorse ore di avere avviato in via ufficiale delle indagini nei confronti del popolare rivenditore di fast fashion a basso costo Shein. Stando a quanto viene precisato dalle autorità comunitarie, il procedimento formale è stato promosso ai sensi del Digital Services Act “per il suo design che crea dipendenza, la mancanza di trasparenza dei sistemi di raccomandazione e la vendita di prodotti illegali, tra cui materiale pedopornografico”.
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Un design che porta a dipendenza, mancanza di trasparenza, vendita di prodotti illegali, incluso materiale di abusi sessuali di bambini, in violazione delle norme della Legge sui servizi digitali (Dsa). Sono le dure accuse lanciate dalla Commissione Europea contro il sito cinese Shein, specializzato nella vendita online di abiti di moda ma con l’offerta anche di altri prodotti come giocattoli o elettronica, con l’apertura di una procedura formale.
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La Commissione europea ha avviato un procedimento formale nei confronti della piattaforma di e-commerce Shein nell’ambito del Digital Services Act (DSA), il regolamento europeo che disciplina i servizi digitali. L’indagine riguarda in particolare il possibile utilizzo di meccanismi di design considerati “addictive”, la scarsa trasparenza dei sistemi di raccomandazione e la vendita di prodotti illegali, inclusi materiali che potrebbero configurare abusi sessuali su minori.
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Martedì 17 febbraio 2026 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// La Commissione europea ha avviato oggi un procedimento formale nei confronti di Shein, a norma del regolamento sui servizi digitali, in relazione alla sua progettazione che crea dipendenza, alla mancanza di trasparenza dei sistemi di raccomandazione e alla vendita di prodotti…
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La Commissione Europea ha annunciato l'apertura di un'indagine per violazione del Digital Services Act nei confronti della piattaforma di e-commerce Shein per il suo design in grado di dare dipendenza, la mancanza di trasparenza e la vendita di prodotti illegali, incluso materiale di abusi sessuali su minori
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La Commissione Europea ha avviato un procedimento formale contro Shein ai sensi del Digital Services Act (Dsa). Lo riferisce la Commissione in una nota, specificando che l’indagine si incentrerà su tre elementi: la modalità con cui è progettata la piattaforma, che creerebbe dipendenza agli utenti, la mancanza di trasparenza dei sistemi di raccomandazione e la vendita di prodotti illegali, tra cui materiale…
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Il design che «crea dipendenza», la «mancanza di trasparenza» dei sistemi di raccomandazione e la vendita di prodotti «illegali», compreso materiale pedopornografico. Sono le presunte violazioni del Digital Services Act da parte di Shein messe nel mirino della Commissione europea, che ha aperto un'inchiesta formale sulla piattaforma cinese di
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Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] BRUXELLES – Si moltiplicano le indagini della Commissione europea ai sensi del Digital Services Act, l’ormai noto testo giuridico che permette all’Unione europea di regolare il grande mondo digitale. L’esecutivo comunitario ha annunciato oggi, martedì 17 febbraio, l’apertura di una formale inchiesta ai danni di Shein, il…
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La Ue ha aperto un procedimento formale contro la piattaforma di fast fashion Shein, in base al Digital Services Act, la legge sui servizi digitali. Le accuse contro l'azienda cinese di vendite online riguardano sia il design, che crea dipendenza, sia la mancanza di trasparenza dei suoi sistemi di raccomandazione e i controlli insufficienti sui prodotti illegali. Dopo il caso aperto a novembre del 2025 dalla Francia, che ha messo sotto indagine la piattaforma minacciandone la sospensione nel…
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