Il petrolio balza ai livelli più alti da almeno quattro anni mentre cresce il pessimismo su una rapida fine del conflitto in Medioriente. Nella notte il Brent fino a 126,41 dollari/barile, per poi ripiegare agli attuali 123,81 (+4,9%) mentre il Wti sale del 2,3% a 109,35 dollari. I mercati temono che gli Stati Uniti possano riprendere gli attacchi all' Iran, scatenando la risposta di Teheran e così facendo ripiombare il Medioriente nel caos.
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«L’orizzonte non è più metà maggio. Si sposta almeno a fine giugno la prospettiva di ritorno alla normalità (o quasi) nello Stretto». Goldman Sachs è la prima, tra le tante banche d’affari, che in queste ore hanno preso atto della “nuova normalità”, tra flussi di petrolio e derivati tagliati più a lungo del previsto e prezzi più alti. Gli analisti hanno registrato quanto si sta facendo più profondo il buco dei barili di petrolio di cui dovrà tenere…
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