È innegabile la disaffezione dalla politica che trova riscontro concreto e documentato da un’affluenza alle urne che è scesa fin sotto il 50 per cento. Vedere che più di metà degli aventi diritto all’esercizio del voto, che è un termometro di partecipazione attiva alla vita pubblica con il personale contributo alla democrazia, dà da pensare e non poco. Possibile che l’interesse al voto – dalle prime elezioni libere della storia italiana, nel 1946, dopo la seconda guerra mondiale – si sia attenuato fino a tal punto? Per…
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Approfondimenti:
Referendum, sì o no? La riforma viene raccontata come uno scontro epocale tra garantismo e difesa della Costituzione. In realtà è molto più prosaica. La destra spera di portare a casa un trofeo storico – il coronamento di un sogno coltivato per trent’anni da Silvio Berlusconi. La sinistra, al contrario, spera di trasformare il referendum in un voto politico contro Giorgia Meloni – una rivincita tardiva dopo la distruzione politica di Matteo Renzi nel referendum del 2016
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Il referendum si avvicina, ma – a causa della guerra e dell’inevitabile grave rincaro dei prezzi innescato dal blocco dello stretto di Hormuz – la riforma costituzionale finisce in secondo piano nell’attenzione e...
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Alla populace italienne, in vista dell’imminente Referendum costituzionale, Giorgia Meloni non chiede un momento di riflessione civile, ma un’adesione di appartenenza alla maggioranza di governo che le consenta di esercitare il potere come meglio crede, come se la Costituzione fosse il libretto delle regole stantie da sostituire col cambio di stagione e non un capolavoro collettivo che riflette l’anima profonda del Paese.
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Beati i furbi, ma soprattutto i goffi. Carlo Nordio sega le gambe alla Giustizia, Giorgia Meloni fa il tifo perché “non si sporchi troppo il pavimento”, e la pasionaria Giusy Bartolozzi dà fuoco alla Costituzione della Repubblica Italiana urlando: “Togliamo di mezzo la Giustizia”. Persino Matteo Renzi, che nel 2016 ci mise la faccia, avrebbe applaudito alla sceneggiata. Perché la sensazione è che, tra proclami dimenticati e leggi strappate, ogni promessa di riforma finisca per trasformarsi nel miglior spot per il… No.
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In principio fu Carlo Nordio, voce dal sen fuggita un anno fa: «Questa riforma non influisce sull’efficienza della giustizia e sui tempi dei processi», sfavillante esempio di spot al contrario. E davvero, sfogliando il taccuino delle gaffes di questa campagna elettorale, qui si rischia che il guardasigilli occupi d’imperio la metà di questo articolo. Prima di proseguire, però, il cronista è assal…
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Caro Aldo,da me esclusa in partenza la scheda bianca, è probabile che se mettessi il segno sia sul Sì che sul No della scheda referendaria essa verrebbe annullata. L’intenzione è però forte perché, seguendo il dibattito in corso, sto impossessandomi di elementi «tecnici» validi per sia per le ragioni del Sì sia per quelle del No. Sarebbe a questo punto decisivo il prevalere degli uni o degli altri, ma, per ora, sono fifty-fifty.
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Non c'è niente di più pericoloso di chi divide il mondo in bianco e nero. In buoni e cattivi, come fa la sinistra che in questa brutta materia è cattiva maestra e aggredisce una storica progressista come Andrée Ruth Shammah, solo perché in quel gioiello del Parenti ospiterà un evento sulla giustizia con la premier Giorgia Meloni. O come ha fatto ieri il Comune di Milano, inteso come amministrazione di centrosinistra, a cui piacciono le femministe.
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Alla vigilia del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo si fanno sempre più pressanti gli appelli della sinistra e del fronte del No a bocciare la riforma costituzionale della giustizia, adducendo al fatto di voler trasformare il voto referendario in un referendum sul governo. La sinistra si dimostra ancora una volta incapace di comprendere ciò che dice di voler difendere: la Costituzione. La Carta, infatti, fu scritta nell’ambito…
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Ci aspettano settimane di tensioni, tra preoccupazioni umanitarie ed economiche per le guerre in corso e per gli aspri confronti attorno al referendum sulla riforma della giustizia. Una guerra vera e un’altra virtuale: la prima con migliaia di vittime e conseguenze purtroppo devastanti, la seconda non cruenta che, al massimo, lascerà macerie politiche. Le quali possono anche importare poco alla maggioranza dei cittadini, ma toccano da vicino la classe dirigente del nostro Paese che, in senso trasversale, sta investendo la propria…
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Mentre si avvicina il referendum costituzionale sulla riforma Nordio-Meloni del 22 e 23 marzo, la campagna dei comitati per il Sì si sta giocando molto sulla comunicazione. Slogan brevi, immagini semplici, argomenti che sembrano immediati. Il problema nasce quando la semplificazione diventa disinformazione. Nelle ultime settimane, sui social e in diversi interventi pubblici, si sono moltiplicate frasi e ricostruzioni che non corrispondono a ciò che davvero prevede la riforma.
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Il 22 e 23 marzo la cittadinanza sarà chiamata a esprimersi sul referendum confermativo relativo alla legge costituzionale “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. Si tratta di un appuntamento importante per la vita democratica del Paese: il quesito referendario riguarda infatti l’assetto della Carta fondamentale e, in particolare, l’organizzazione del sistema giudiziario.
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Il referendum sulla riforma costituzionale, lungi dall’aver catalizzato un dibattito fatto di tecnicismi, ha scatenato, nel corso della scorsa puntata di Perfidia, un bipolarismo di opinioni raramente visto. È in questo clima che si è svolto un acceso confronto televisivo, nel quale posizioni politiche e giuridiche si sono intrecciate con toni spesso accesi e momenti di forte tensione…
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Le argomentazioni e lo stile dell’intervento del prof. Stefano Ceccanti a favore del Sì, nell’ormai prossimo appuntamento referendario, sono sicuramente meritevoli di considerazione e di rispetto. Essi si pongono su quel piano di ragionevole confronto che dovrebbe caratterizzare il dibattito in corso e farlo essere una preziosa occasione di crescita per la nostra democrazia. E già da questo punto di vista il suo è un contributo prezioso
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Il dibattito sul referendum assume ogni giorno di più il carattere di uno scontro micidiale tra forze politiche e tra semplici cittadini. In questo dibattito, nel quale si sono esercitati politologi, commentatori ed esperti, non ho trovato un riferimento alle cause di tale tenore di scontro. Compiuta un’analisi delle possibili origini del cattivo clima che si avverte nel paese, io credo che sia piuttosto semplice risalire ai motivi di questa deriva, che ha per me una sola perversa ragione.
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