Il potenziale dell’oro: verso i 5.000 dollari nel 2026? Oro: il potenziale verso i 5.000 dollari nel 2026. Dopo un anno di performance eccezionali, la comunità finanziaria si interroga sulle prospettive dell’oro per il 2026. Sebbene sia plausibile un rallentamento nel ritmo di crescita, Cracco non esclude uno scenario a lungo termine in cui l’oro si avvicini o addirittura superi i 5.000 dollari l’oncia.
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Previsioni Prezzo Oro: Prese di Profitto Rallentano il Rally, ma il Quadro Resta Sostenuto dalla FED
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Il 2025, lo sappiamo bene, è stato un anno molto teso, anche sul piano economico. L’amministrazione Trump ha intrapreso una guerra commerciale contro la Cina (ma non solo), inaugurando una fase di tensione i cui effetti si sentiranno anche nel 2026. Se a questo si aggiungono guerre, tracollo del multilateralismo, cambiamento climatico, intelligenza artificiale (con la sua possibile bolla), si capisce per quale motivo i mercati abbiano ballato parecchio.
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Oro e argento sono destinati a raggiungere nuovi record nel 2026? Il 2025 è stato un anno eccezionale per i metalli preziosi. L’oro ha guadagnato oltre il 60%, segnando più di cinquanta nuovi massimi e superando i 4.300 dollari l’oncia a ottobre, dopo non aver mai superato i 3.000 prima di marzo. «Si tratta di movimenti dettati da forze strutturali potenti, che restano in campo anche nel 2026», sottolinea a milanofinanza.
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I prezzi dell'oro sono leggermente diminuiti venerdì, sotto la pressione di un dollaro più forte e delle posizioni degli investitori di fine anno, ma si preparano a chiudere la settimana in rialzo grazie ai dati sull'inflazione più deboli negli Stati Uniti che hanno rafforzato le aspettative di tagli dei tassi d'interesse.L'oro spot è sceso dello 0,1% a 4.326,37 dollari l'oncia alle 11:11 GMT, ma si avvia a registrare un guadagno settimanale dello 0,6%, dopo…
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L'oro è sceso venerdì a seguito di dati sull'inflazione statunitense inferiori alle attese, riducendo l'attrattiva del metallo prezioso come copertura contro l'inflazione, mentre un dollaro più solido ha esercitato ulteriore pressione sui prezzi. L'oro spot era in calo dello 0,3% a 4.318,19 dollari l'oncia alle 01:47 GMT, ma si avviava comunque a chiudere la settimana con un rialzo dello 0,4%.
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D’altro canto, i rischi geopolitici sostengono ulteriormente una visione rialzista a lungo termine per l’oro. L’aumento delle tensioni tra gli USA e il Venezuela, che include scorte navali e minacce di un blocco, alimenta i timori di una più ampia instabilità regionale. Inoltre, la forte domanda di oro da parte dei settori industriale e d’investimento continua a supportare il mercato. I trader osserveranno anche l’Indice del Sentimento dei Consumatori…
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I prezzi dell'oro sono diminuiti giovedì mentre i mercati hanno assimilato dati sull'inflazione statunitense più deboli del previsto, riducendo l'attrattiva del metallo giallo come copertura contro l'inflazione, mentre il supporto derivante da un tasso di disoccupazione più elevato a novembre ha limitato ulteriori perdite. L'oro spot è sceso dello 0,2% a $4.330,39 l'oncia alle 14:26 ET (19:26 GMT).
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I prezzi dell'oro sono saliti giovedì, mantenendosi vicino ai massimi storici dopo che dati sull'inflazione statunitense più deboli del previsto hanno rafforzato le aspettative di tagli dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve nel 2026. L'oro spot è salito dello 0,6% a 4.366,62 dollari l'oncia alle 16:45 GMT. Il lingotto ha raggiunto un massimo storico di 4.381,21 dollari il 20 ottobre.
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Giovedì l'ORO e l'ARGENTO hanno registrato un calo, ritirandosi brevemente dai massimi record di questa settimana a causa della sorprendente debolezza dei dati sull'inflazione e sulle richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, mentre l'indice azionario S&P500 di New York ha registrato un rialzo per la prima volta in cinque sessioni. Con l'argento che ora registra un aumento di quasi il 125% nell'anno e le previsioni per il 2026…
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L'oro è poco mosso, a una manciata di dollari di distanza dal massimo raggiunto lo scorso 20 ottobre a 4.381 dollari l’oncia. Nel 2025, il metallo è salito del +65, dovrebbe essere la migliore performance annuale dal 1979. A novembre, l’indice core annuale dei prezzi al consumo negli Stati Uniti è aumentato al ritmo più lento dall’inizio del 2021, fattore che ha rafforzato le scommesse sull'adozione, da parte della Fed, di una politica più espansiva.
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Il mercato dell’ continua a muoversi su livelli che fino a poco tempo fa sembravano impensabili, confermandosi uno degli asset più osservati dagli operatori professionali. Dal punto di vista della price action, la struttura tecnica resta solida e ordinata: i prezzi stazionano in prossimità dell’area 4.350, a ridosso dei massimi, con una volatilità contenuta che segnala equilibrio temporaneo tra domanda e offerta.
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