L’attacco al Venezuela da parte degli Stati Uniti è un atto gravissimo, e pericolosissimo, per una infinita serie di ragioni. Ma a me preme sottolinearne una. Si tratta della palmare dimostrazione della profonda crisi degli Usa che sono schiacciati da un debito federale fuori controllo, da un debito privato non più sostenibile per la popolazione americana, da una radicale deindustrializzazione, messa a nudo dalla concorrenza cinese, da una inflazione pronta ad esplodere per i dazi e se Trump ordinerà alla Fed una riduzione dei tassi e da una…
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Questo blitz ha un’importanza che va ben oltre il Venezuela. Un primo motivo è il modo in cui è avvenuto: una dimostrazione spettacolare di forza militare – e dei suoi limiti. Un secondo è il perché: invece di invocare la democrazia o i diritti umani, come facevano un tempo i presidenti americani, Donald Trump ha dichiarato di voler mettere le mani sul petrolio venezuelano e affermare il dominio sull’emisfero occidentale.
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Dopo l’attacco al Venezuela, Donald Trump non si è trattenuto dall’aggredire verbalmente altri due Paesi americani. “La Colombia è governata da un uomo malato, non lo farà ancora per molto tempo, l'operazione Colombia mi sembra una buona idea", ha minacciato il presidente Usa riferendosi a Gustavo Petro, reo ai suoi occhi di guidare un Paese che esporta cocaina negli States. Nei giorni successivi però Trump ha parlato con il presidente della Colombia: "È stato…
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Chi gestisce il Venezuela dopo la cattura del presidente Maduro, la Groenlandia torna di moda e le grandi manifestazioni contro il regime in Iran . — Bentornati su Brevemondo. Cominciamo. Cosa succede dopo Maduro? La cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti, avvenuta ormai più di una settimana fa al culmine di un’operazione militare in notturna a Caracas, apre diversi scenari per il Paese latinoamericano.
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Dunque un uomo può prendere per il bavero il mondo, minacciarlo come fa un bandito di strada, metterlo sottosopra e costringerlo a seguire i suoi voleri. Non ha il mandato per farlo: molto semplicemente lo fa, e incredibilmente cadono le difese, cedono gli interdetti, saltano le regole, il potere giustifica se stesso mentre agisce e la forza non solo garantisce ma spiega il tutto: perché il dominio è la nuova ideologia, e i mezzi giustificano il fine.
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I fatti venezuelani hanno immediatamente sfregiato questo 2026. Dopo la pace di facciata raggiunta tra Israele e Hamas, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump un giorno assicurava che anche per il fronte ucraino l’intesa con la Russia era raggiunta al 90 per cento, il giorno dopo firmava l’attacco in grande stile portato a Caracas con tanto di cattura del presidente Maduro e conseguente incarceramento a Brooklyn e relativo processo con l’accusa di…
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Il National Security Strategy – NSS del 2025, documento di pianificazione strategica degli Stati Uniti, pubblicato lo scorso dicembre, riporta a chiare lettere il concetto che l'Emisfero Occidentale deve essere universalmente considerato come un'area di esclusiva influenza statunitense. E per diramare ogni dubbio, viene precisato che Washington intende esercitare in questa fetta del mondo la sua egemonia politica, economica e militare, considerando la presenza di qualsiasi natura di altra Nazione esterna all'emisfero, come una vera e propria…
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Per due secoli gli Stati Uniti sono stati considerati il paese della democrazia per antonomasia, la terra della libertà, dell’autogoverno, del pluralismo, delle possibilità: immagine e mito, consacrati all’inizio dell’Ottocento da Alexis de Tocqueville, perdurati nonostante una partecipazione elettorale tra le più basse dell’Occidente, l’influenza delle lobby economiche, un impoverimento del discorso pubblico, enormi disuguaglianze economiche e sociali, il persistere di vistose discriminazioni razziali, una…
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Stavolta, almeno, non si può dire che non sia stato coerente. Per salutare a modo suo il Capodanno, The Donald aveva postato su Truth una delle scene più iconiche del Gladiatore di Ridley Scott: il generale Massimo Decimo Meridio che prepara le legioni romane al massacro dei barbari dicendo «al mio via scatenate l’inferno». Detto, fatto: il 2026 è iniziato e Trump l’inferno l’ha scatenato sul ser…
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Fine dell’atlantismo, Europa relegata ai margini, multilateralismo depotenziato, primato della forza nelle relazioni internazionali. Sono questi i tratti essenziali del nuovo corso geopolitico voluto da Donald Trump. Nonostante alcune tendenze di fondo fossero già in atto, nel corso del tempo le mosse del presidente statunitense in politica estera sono diventate più chiare nel delineare la discontinuità con il passato.
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Edizione speciale della rubrica Il mondo questa settimana dedicata alle ripercussioni globali dell’operazione statunitense in Venezuela. Dalle reazioni di Russia e Cina, spettatori coinvolti, passando per Groenlandia e Iran, potenziali prossimi bersagli dell’amministrazione americana, fino alle disparate reazioni africane, la realtà della Guerra impone di analizzare congiuntamente i diversi teatri, oggi più che mai intrecciati.
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Donald Trump non ha mai nascosto di desiderare il Nobel per la Pace. Lo ha inseguito come si inseguono i record immobiliari: non per ciò che rappresentano, ma per il cartello che vi si può appendere sopra. Ora, finalmente, qualcuno glielo offre. Non Oslo, ma Caracas — o meglio, ciò che resta della sua opposizione in esilio. María Corina Machado, vera vincitrice del premio, ha parlato di “condivisione”.
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Nel frattempo che la Corte Suprema decida sulla legittimità o meno dei dazi, Trump ci ha regalato una bravata che solo la destra italiana dalla Meloni a Capezzone prova a giustificare come “legittimata ad eliminare un feroce e sanguinario dittatore” facendo finta, come gli capita spesso, di mentire per avere ignorato da Trump la parola: pe-tro-lio. Trump peraltro non ha fatto alcun tentativo di nascondere l’unica motivazione per intervenire in Venezuela: “il settore petrolifero in Venezuela è stato un fallimento totale…
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Dal Venezuela all’Ucraina e alla Groenlandia, uno scenario internazionale che sfugge ad ogni capacità di previsione con il rischio dell’espansione delle guerre. Il possibile ruolo dell’Europa. Dialogo con l’esponente della Comunità di Sant’Egidio, ex viceministro degli Esteri Come orientarsi in un panorama globale segnato da crescenti tensioni e rapidi mutamenti? Ne abbiamo parlato con Mario Giro della Comunità di Sant’Egidio, già viceministro degli Esteri, esperto di politica e cooperazione…
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Il regime di Maduro resiste anche senza Maduro e arresta i giornalisti. La prima cosa che ha fatto Delcy Rodriguez è stata vedere gli ambasciatori di Cina, Russia e Iran ROMA. L’attenzione si è già spostata sulla Groenlandia, perché Donald Trump ci costringe ad adeguarci alla sua capacità di mantenere l’attenzione soltanto per pochi minuti. In parte è inevitabile: la possibile annessione dell’isola artica che è geograficamente nel continente americano ma sotto la sovranità della Danimarca sarebbe un atto…
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Se c’è un tema ricorrente nelle guerre scatenate dagli USA negli ultimi decenni, questo risiede nel tentativo di contrastare la cosiddetta de-dollarizzazione, ovvero il fenomeno per il quale la quota degli scambi mondiali effettuati in dollari tende a decrescere. Il Fondo Monetario Internazionale stima che la quota di riserve delle banche centrali denominate in dollari si è ridotta dal 75.1% del 2001 (anno dell’ingresso della Cina nell’organizzazione mondiale del commercio) al 57.8% del 2024.
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Su Huffington Post Italia Vittorio Emanuele Parsi scrive: «L’attacco americano al Venezuela manda segnali pessimi alla Russia e alla Cina che si sentiranno autorizzati a fare nel loro cortile di casa quello che gli Stati Uniti fanno in Venezuela. È l’affossamento dell’ordine internazionale nel quale siamo vissuti dal dopoguerra. Ora ci sono dei capoccia, dei boss, che si muovono per spartirsi il controllo del quartiere.
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Chi sapeva che “America First” significasse il presidente Trump? tutti Americhe? Nel mio scervellarmi almeno su questa domanda, sono accompagnato da Marjorie Taylor Greene, un’ex deputata della Georgia che un tempo era una fan di Trump e rimane una sostenitrice del suo movimento “America First”. Verde cinguettio Sabato, prima della trionfante conferenza stampa di Trump sulla decapitazione del governo venezuelano da parte degli Stati Uniti…
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Il blitz in Venezuela e la cattura di Maduro sembrano delineare una ‘Dottrina Trump’ basata sulla forza. Marco de Angelis, docente all’Università di Hagen, secondo Lei siamo di fronte alla fine dell’ordine internazionale basato sulle regole? “Un ordine internazionale globale basato sulle regole non è mai esistito finora nella storia e questo è il nodo concettuale più importante che l’umanità dovrà sciogliere nei prossimi decenni.
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Il presidente americano sospende i finanziamenti a 66 agenzie internazionali. L’Onu per i tagli Usa nel 2026 dovrà ridurre il personale del 18,8%. Tutti i meccanismi multilaterali sono stati marginalizzati dalle politiche di Trump
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Poco meno di un anno fa a Davos, Javier Milei, tra i brividi, i sussulti e il contenuto entusiasmo di economisti e finanzieri, annunciò al mondo l’avvento dell’Internazionale di destra. “Non mi sento più solo”, celebrò il presidente argentino con la motosega, “ora al mio fianco c’è la agguerrita dama e mia carissima amica Giorgia Meloni, il meraviglioso Elon Musk, Donald Trump, Viktor Orbán, Benjamin Netanyahu…”.
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Chi sapeva che con “America First” il presidente Trump intendeva le Americhe intere? Almeno su questo tema, ho la compagnia di Marjorie Taylor Greene, ex deputata della Georgia ed ex seguace di Trump che rimane una convinta sostenitrice del suo movimento America First. Sabato, poco prima che Trump tenesse la conferenza stampa della vittoria, Greene ha twittato, annunciando che le truppe statunitensi avevano catturato…
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Donald Trump si è presentato come il grande mediatore ma si è affidato fin dai primi giorni del suo mandato all’opzione militare. Dal Corno d’Africa al Golfo, dal Medio Oriente ai Caraibi fino al Venezuela. Azioni talvolta limitate ma in qualche caso profonde e con implicazioni regionali. Agli inizi di febbraio del 2025 - ha ricordato Defense News - velivoli americani hanno preso di mira lo Stato Islamico in Somalia…
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“Gli Stati Uniti non si prendono più la briga di giustificare i loro abusi agli occhi del mondo” Il presidente venezuelano Nicolas Maduro e sua moglie, Cilia Flores, arrivano all'eliporto di Wall Street per essere trasferiti al tribunale federale dove sono comparsi lunedì 5 gennaio a New York. KEYSTONE La cattura da parte degli Stati Uniti del presidente venezuelano Nicolás Maduro segna un punto di rottura per l’ordine mondiale stabilito.
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