Dieci giorni di sevizie corporali, umiliazioni estreme, privazioni di cibo e di sonno, costretto a ingurgitare sostanze tossiche: così è morto lunedì scorso, al dodicesimo giorno di "live", Jean Pormanove, uno streamer considerato una star da migliaia di persone che lo seguivano in rete sulla discussa piattaforma Kick, dove sembra sia quasi tutto possibile. L’uomo, 46 anni, ha subito di tutto da due amici-complici, noti online come NarutoVie e Safine.
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Altre informazioni:
Di fronte alla morte, il contatore si è fermato a 298 ore: dodici giorni e mezzo di diretta ininterrotta. Non è un errore di trasmissione. È semplicemente finita così, con Raphaël Graven — o Jean Pormanove, come lo conoscevano online — steso a terra, il corpo ormai privo di vita, in un salotto arredato per l'intrattenimento, e due uomini ai suoi piedi. Era il finale. Graven aveva 46 anni, un passato nell’esercito francese, un presente costruito tutto sui social.
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PARIGI Jean Pormanove, JP per i follower, Raphaël Graven per il mondo normale da cui era uscito da tempo, è morto la notte di lunedì a 46 anni in diretta social. Le centinaia di migliaia di follower che seguivano da dodici giorni l'ennesima sfida di uno degli streamer più noti di Francia se ne sono accorti forse prima dei tre coprotagonisti che gli dormivano vicino, tutti membri del collettivo di videasti Lokal.
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