Di Gianluigi Perrone Come da accordi di mutuo soccorso stipulati a luglio tra Vladimir Putin e Kim Jong-Un, che prevedono l’intervento di un paese in caso l’altro venga direttamente attaccato, la Corea del Nord ha inviato 12mila soldati a seguito dell’entrata delle truppe ucraine sul territorio di Kursk. La mossa di Zelensky, considerata in un primo momento avventata e inspiegabile, rivela un disegno chiaro ora che il conflitto si allarga all’Asia.
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Non bastava la Russia. Ci si mettono anche i suoi alleati a fare dormire sonni poco tranquilli alla comunità internazionale. Quasi a voler confermare i rumors che si susseguono da giorni e che vogliono 8mila soldati nordcoreani pronti a combattere con le truppe russe in Ucraina, ieri la ministra degli Esteri di Pyongyang, Choe Song Hui, è volata a Mosca, dove ha incontrato l’omologo, Serghei Lavrov
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