Cina, Stati Uniti e Regno Unito sono i primi tre partner commerciali dell’Unione europea. Ma in base ai dati di Eurostat, l’Ufficio di statistica dell’Ue, a novembre 2025, rispetto a novembre 2024, le esportazioni dell’Ue verso Pechino sono scese dell’1,2%, attestandosi a 16,4 miliardi di euro; oltre Oceano del 20,3%, arrivando a 37,4 miliardi di euro; al di là della Manica del 6%, registrando 28,4 miliardi di euro.
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È un dazio invisibile, ma più pesante di quelli minacciati da Donald Trump. Le frizioni interne al Mercato Unico europeo, per la Banca centrale europea (Bce), valgono per l’economia dell’Unione più delle barriere commerciali esterne. Almeno 550/600 miliardi di euro di potenziale Pil inespresso l’anno, secondo i calcoli sulla base dello studio presentato ieri dagli economisti di Francoforte. Numer…
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La decisione di usare le tariffe commerciali come strumento di pressione è uno dei tratti distintivi della presidenza Trump, e ha acceso un intenso dibattito sulla capacità dell’Europa di resistere a queste sfide senza farsi del male. Come è possibile che un continente di 450 milioni di abitanti, 26 milioni di imprese e un reddito pro-capite tra i più alti del mondo, sia così esposto al rischio di subire un freno nell’export verso gli Usa? Una ragione è che l’Europa non è ancora autonoma dal punto…
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Una «modesta» riduzione delle barriere all’interno del mercato unico europeo «potrebbe compensare le probabili perdite commerciali dovute all’aumento dei dazi statunitensi». Lo ha sottolineato la Bce in un’analisi contenuta nel bollettino economico che ritorna su un tema più volte segnalato da Mario Draghi. L"impatto dei dazi Usa e la risposta dell"Eurozona Francoforte ha stimato che le tariffe…
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True Sergio Giraldo Mercato unico fallito: cala il commercio tra gli Stati della Ue Si cercano accordi con Sudamerica o India mentre a casa nostra rallentano gli scambi. Scendono consumi e redditi, ride la Cina.La morbosa attenzione riservata ai dazi imposti da Donald Trump non ha portato bene all’Unione europea, che continua a picconare quella che dovrebbe essere la sua reale ragione d’essere, ovvero il mercato unico.
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L'inasprimento delle politiche commerciali degli Stati Uniti con l'aumento delle barriere tariffarie rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la stabilità economica globale e, in particolare, per l'area dell'euro. Secondo un'analisi della Banca Centrale Europea contenuta nel Bollettino economico, l'imposizione di dazi elevati e generalizzati non si limita a un rincaro dei beni importati, ma innesca una reazione a catena che colpisce la crescita…
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Roma, 14 gen. – Una riduzione limitata e realistica delle barriere commerciali che permangono tra i Paesi della Unione europea, a dispetto del “mercato unico”, permetterebbe nel corso del tempo di controbilanciare gli effetti negativi dovuti ai dazi approntati dagli Stati Uniti: è la stima di uno studio pubblicato dalla Banca centrale europea, anticipato oggi rispetto al Bollettino economico che verrà integralmente diffuso domani.
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Il Mercato Unico dimezzato che frena l’Europa: i dazi interni costano 600 miliardi di Pil inespresso
L’Europa è un gigante a metà, ma con un potenziale significativo. Nonostante tre decenni di integrazione e l’abbattimento formale delle dogane, il Mercato Unico dell’Unione europea rimane un’opera incompiuta, frenata da una fitta rete di norme nazionali, burocrazia e protezionismi mascherati che ne limitano drasticamente la resa economica. Secondo un’analisi dettagliata della Banca centrale europ…
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