A Pompei c’è un muro che sembrava aver già detto tutto. Era stato scavato alla fine del Settecento, fotografato, guardato, attraversato. Un luogo “di transito", eppure, proprio lì, tra intonaci consumati e segni quasi invisibili, stanno tornando a galla nuove storie. Non grandi epigrafi celebrative, non statue o tesori ma piccole esplosioni di vita quotidiana. Un nome scritto in fretta, una battuta, una presa in giro e poi l’amore, che a Pompei compare sempre…
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Pompei non smette di sorprenderci: dopo innumerevoli soprese emerse dagli scavi degli ultimi anni, altre scene di gladiatori e storie d'amore e di vita vissuta emergono dai meandri della storia con nuove scoperte nel corridoio dei teatri. Perché c’è una Pompei che non smette di parlare. Che supera il
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Nel quartiere dei teatri del Parco Archeologico di Pompei riemergono, grazie alle nuove tecnologie, iscrizioni che raccontano frammenti di vita quotidiana, tra cui la dichiarazione d’amore di una donna chiamata Erato e la rappresentazione di un combattimento tra gladiatori. La dichiarazione d’amore di una donna chiamata Erato, la rappresentazione di un combattimento tra gladiatori e molti altri frammenti di vita quotidiana fissati su una parete nel quartiere dei…
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Dopo due secoli, nuove scoperte nel corridoio di passaggio dei teatri “Perché il futuro della memoria dipende dalla tecnologia” Una storia d’amore di una donna di nome Erato, Erato amat… (“Erato ama...”), la scena di un combattimento gladiatorio, e tanti altri istanti e sentimenti fissati su una parete nel quartiere dei teatri, al pari di quelli che oggi troveremmo lungo i muri delle strade moderne o nelle chat e sui social.
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