Si chiamava Jussef Baron Motkar Loka, aveva da poco compiuto 18 anni, era arrivato dall’Egitto tre anni fa dopo una feroce detenzione nei campi in Libia dove aveva subito maltrattamenti e torture fisiche e mentali. Violenze che non lo hanno più lasciato, fino a giovedì notte quando Jussef è morto carbonizzato in una cella del carcere milanese di San Vittore. Era stato arrestato qualche mese fa per rapina e si trovava in carcere in custodia cautelare, in attesa di giudizio.
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Il 18enne Jussef Loka è mortonella sua cella di San Vittore, un istituto che "vanta" il 247% di sovraffollamento. A oggi sono 69 i suicidi nei penitenziari italiani Era in cella, in attesa di giudizio da luglio, il 18enne Jussef Baron Motkar Loka, perché accusato di rapina. Ma quel giudizio non arriverà mai. Jussef infatti è morto giovedì notte, carbonizzato, nel rogo scoppiato nella sua cella del carcere di…
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Youssef Mokhtar Loka Barsom nella comunità educativa di Pinerolo Po (Pavia) Aveva compiuto 18 anni da pochi mesi ed è morto carbonizzato a Milano, nella cella del carcere di San Vittore – il più sovraffollato d’Italia – dove era recluso in attesa del processo. Tutto è capitato velocemente, di notte, tra giovedì e venerdì. Un incendio è divampato, probabilmente da un materasso, nella stanza che Youssef Mokhtar Loka Barsom, di origini egiziane, condivideva con un altro detenuto, che è riuscito a…
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– Youssef Barson Motkar Loka aveva appena 18 anni. È morto la scorsa notte, carbonizzato, in una cella di San Vittore dove si trovava dopo essere stato arrestato qualche mese fa per rapina. Si trovava in carcere in custodia cautelare in attesa di giudizio. Il rogo all'interno della cella, nella quale era presente anche un altro detenuto che è riuscito a mettersi in salvo e che adesso è stato indagato per omicidio colposo…
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Un detenuto di 18 anni di origini egiziane è morto carbonizzato la scorsa notte mentre si trovava nella sua cella nel carcere milanese di San Vittore. Dalle prime ricostruzioni pare che l'incendio sarebbe stato appiccato dal ragazzo e dal suo compagno di cella. A darne notizia è stato il
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Carceri: morti ed evasi nel silenzio del Ministro e del DAP , 15mila ristretti oltre i posti disponibili, 18mila unità mancanti alla Polizia penitenziaria, omicidi, stupri, traffici di sostanze e oggetti non consentiti, violenze di ogni genere e in tutto questo non una parola dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e dal Ministero della Giustizia, molto più attenti nel tentare di ridimensionare, peraltro goffamente, una crisi senza precedenti.
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Milano – Il compagno di cella del detenuto di 18 anni morto carbonizzato nel carcere di San Vittore a Milano, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano per omicidio colposo. Un'ipotesi tecnica necessaria per procedere con tutti gli accertamenti del caso, tra cui anche l'autopsia sul corpo del giovane. Il giovane morto nel rogo, classe 2006, era entrato in carcere a luglio.
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Nella quiete della notte, quando il nostro Paese si abbandonava al dolce respiro del sonno, il silenzio è stato rotto da un grido disperato che si è consumato tra le fiamme divoranti, dentro una cella che, ironia del destino, doveva essere un luogo di custodia e non una trappola mortale. Youssef Barsom, 18 anni, il volto giovane di una tragedia antica, è morto arso vivo nel cuore della notte, nella Casa circondariale di Milano San Vittore
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È agghiacciante, è tragico, è sconcertante, è annichilente: un ragazzino di appena diciotto anni è morto carbonizzato nella sua cella, la definitiva prigione dalla quale non è potuto uscire in tempo. È successo nel carcere milanese di San Vittore. Le fiamme che sono divampate e hanno avvolto l’intera stanza erano state probabilmente appiccate da lui stesso. Gli operatori del carcere non sono arrivati in tempo per liberare dal rogo Loka Moktar Joussef Baron…
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Lombardia. Sono trascorse poche ore dalla terribile morte di Youssef Mokhtar Loka Barsom, 18enne arso vivo nella sua cella nel carcere di San Vittore di Milano. Il ragazzino era stato rinchiuso nella prigione più sovraffollata d’Italia (ha da poco superato Canton Mombello) in attesa di giudizio. Sarebbe dovuto entrare in una comunità terapeutica, visti i problemi psichiatrici conclamati e le tendenze autolesioniste, ma non c’era posto.
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La procura di Milano indaga su quanto accaduto la scorsa notte a San Vittore dove un 18enne, di origine egiziana, è morto carbonizzato. Il pm Carlo Scalas ha aperto un fascicolo, si stanno valutando le ipotesi di reato, su quanto accaduto nella cella occupata dal giovane e da un altro detenuto. In procura, per ora, è arrivato solo l'atto che identifica la vittima e le prime informazioni sulla dinamica, con le fiamme, forse appiccate come gesto di protesta, che avrebbero avvolto e incenerito il materasso.
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Jussef Baron Motkar Loka, il detenuto di 18 anni morto carbonizzato in una cella del carcere di San Vittore la notte scorsa, era stato arrestato qualche mese fa per rapina e si trovava in carcere in custodia cautelare in attesa di giudizio. Il rogo all'interno della cella, nella quale era presente anche un altro detenuto che è riuscito a mettersi in salvo, sarebbe partito da un materasso. .
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"La morte di un giovane 18enne a San Vittore è un evento che nessuno avrebbe mai voluto affrontare. Vorrei fare arrivare il mio cordoglio alla famiglia della vittima e alle persone a lui care e esprimere vicinanza a tutta la comunità carceraria di San Vittore, colpita duramente da questa tragedia. Di fronte un dramma come questo dobbiamo agire. È da troppo tempo che la gestione delle carceri avviene in modalità emergenziale: nessun intervento strutturale sui problemi…
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Si chiamava Youssef Barsom il 18enne morto carbonizzato nel carcere di San Vittore: il giovane di origine egiziana era detenuto per rapina dal mese di luglio, in attesa di processo. Secondo le prime ricostruzioni avrebbe appiccato un incendio in segno di protesta, restando però intrappolato tra le fiamme.
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Un detenuto di 18 anni di origini egiziane è morto carbonizzato la scorsa notte mentre si trovava nella sua cella nel carcere milanese di San Vittore. Dalle prime ricostruzioni pare che l'incendio sia stato appiccato dal ragazzo e dal suo compagno di cella. "Non crediamo possa parlarsi di suicidio, ma è un’altra morte che si aggiunge ai 70 detenuti e ai 7 agenti che si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno in quello che sempre più appare come un bollettino di guerra” afferma in una nota il segretario generale della…
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È morto carbonizzato Youssef Barsom, il detenuto di 18 anni che si trovava recluso nella Casa Circondariale di Milano San Vittore. Il giovane è morto carbonizzato nella sua cella che condivideva con un altro detenuto che è riuscito a mettersi in salvo grazie all'intervento degli agenti della polizia penitenziaria. Il compagno di cella ha riportato solo una lieve intossicazione. Inutili, invece, i tentativi di mettere in salvo il 18enne che è rimasto intrappolato nelle fiamme.
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Un detenuto di origini egiziane di 18 anni, Youssef Barsom, è morto carbonizzato nella sua cella della Casa Circondariale di Milano San Vittore, che condivideva con un altro ristretto. Sembra che l'incendio sia stato appiccato dai due carcerati. Gli inquirenti stanno verificando l'ipotesi del suicidio. Il ragazzo era detenuto per rapina dal mese di luglio e in attesa del processo. Il rogo si è sviluppato intorno alla mezzanotte.
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Un detenuto di 18 anni di origini egiziane è morto carbonizzato la scorsa notte mentre si trovava nella sua cella nel carcere milanese di San Vittore. Dalle prime ricostruzioni pare che l'incendio sia stato appiccato dal ragazzo e dal suo compagno di cella. "Non crediamo possa parlarsi di suicidio, ma è un’altra morte che si aggiunge ai 70 detenuti e ai 7 agenti che si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno in quello che sempre più appare come un bollettino di guerra” afferma in una nota il segretario…
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Viaggio nella bolgia di San Vittore. 9 detenuti in una cella Il carcere ormai contiene 1007 persone, contro la capienza di 450. Il direttore Giacinto Siciliano racconta all'Agi la sfida quotidiana per garantire dignità nel penitenziario più affollato d'Italia
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Un detenuto è morto carbonizzato nella notte tra giovedì 5 e venerdì 6 settembre a causa di un incendio divampato in una cella del carcere di San Vittore, a Milano. La vittima, un ragazzo di 18 anni di origini egiziane, si trovava in custodia cautelare per rapina. Incendio in cella, morto detenuto 18enne Nel carcere di San Vittore sovraffollamento del 247% L'appello al Governo Meloni Incendio in cella, morto detenuto 18enne L’incendio, secondo le…
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Jussef Baron Motkar Loka, un ragazzo di 18 anni di origini egiziane, la scorsa notte è morto carbonizzato a causa di un incendio nella cella del carcere milanese di San Vittore che condivideva con un altro detenuto. Era stato arrestato qualche mese fa per rapina e si trovava in carcere in custodia cautelare in attesa di giudizio. Il rogo all’interno della cella sarebbe partito da un materasso. La procura…
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Un detenuto di 18 anni è morto carbonizzato, nella notte, nel carcere di San Vittore, a Milano, per un incendio divampato nella cella nel quale era insieme con un altro detenuto. Lo rende noto la Uilpa, sindacato di polizia penitenziaria. «Un detenuto di origini egiziane verso la mezzanotte è rimasto carbonizzato nella sua cella della Casa Circondariale di Milano San Vittore, che condivideva con un altro detenuto, a causa di un incendio appiccato, sembrerebbe, da loro stessi come ormai avviene…
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Un detenuto di 18 anni è morto carbonizzato, nella notte, nel carcere di San Vittore, a Milano, per un incendio divampato nella cella nel quale era insieme con un altro detenuto. Lo rende noto la Uilpa, sindacato di polizia penitenziaria. La vittima si chiamava Joussef Moktar Loka Baron, era nato in Egitto il 5 febbraio 2006 ed era in custodia cautelare per rapina. "Un detenuto di origini egiziane verso la mezzanotte è rimasto carbonizzato nella sua cella della…
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Si terrà il 20 novembre davanti alla Corte d’appello di Genova quello che potrebbe essere l’ultimo atto del cold case sull’omicidio di Nada Cella, la giovane segretaria uccisa a Chiavari nello studio del commercialista Marco Soracco il 6 maggio 1996. Dopo la sentenza di non luogo a procedere pronunciata il primo marzo di quest’anno dalla gip Angela Maria Nutini secondo la quale le prove raccolte nelle nuova indagine della squadra mobile di…
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