Il giorno dopo l’approvazione in terza lettura, avvenuta il 18 settembre, del disegno di legge sulla cosiddetta separazione delle carriere, a tenere banco nel dibattito è oltre al merito, il metodo: prima un testo cosiddetto “blindato”, approvato senza emendamenti nelle prime due letture, ora una “seduta fiume” per procedere a tappe forzate. Abbiamo chiesto Francesco Rigano, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Pavia, di aiutarci a…
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Manca ancora il passaggio al Senato ma è solo un pro forma che si compirà in ottobre, poi la riforma costituzionale della giustizia sarà approvata definitivamente e arriverà il momento del referendum. La parola rimbalza di bocca in bocca, tanto a sinistra quanto a destra, con il peso dell’incognita. Fonti di Forza Italia – pur dopo l’ebrezza del sì alla Camera nel nome di Silvio Berlusconi – ragionano sul fatto che «non bisogna mai dare per scontati gli elettori».
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Ieri è stata una giornata cruciale per la riforma della giustizia: ora la partita si sposta sul terreno del referendum confermativo, che sancirà il destino della cosiddetta riforma Nordio. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervistato da La Stampa, ha espresso una preoccupazione chiara: «Che il referendum non diventi a favore o contro il governo, il Parlamento, la maggioranza». Il Guardasigilli auspica che il confronto con la magistratura si svolga in modo «pacato, razionale e…
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Giovedì 18 settembre la Camera ha approvato per la seconda volta la riforma costituzionale della giustizia, che prevede la separazione delle carriere dei magistrati. Per diventare definitiva, la riforma dovrà ora ottenere un secondo via libera dal Senato. Trattandosi di una legge costituzionale, la procedura richiede due votazioni in ciascuna camera, a distanza di almeno tre mesi l’una dall’altra, come stabilito dall’ articolo 138 della Costituzione .
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Sarà il quinto referendum costituzionale. Nel 2026 si andrà al voto per approvare o respingere la riforma che prevede la separazione delle carriere tra pm e giudici, approvata in terza lettura alla Camera. Benché si tratti solo del penultimo passaggio prima dell'approvazione definitiva della riforma da parte del Parlamento, quello di ieri sancisce con certezza che si farà ricorso al referendum co…
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La Camera dei deputati approva in terza lettura la separazione delle carriere con 243 sì e 109 no. La maggioranza assoluta è sufficiente a passare la palla al Senato per l'ultima deliberazione, ma non a bloccare il referendum, per cui sarebbero serviti i due terzi dei deputati a favore (almeno 267). Nell'emiciclo di Montecitorio, strapieno, la tensione è palpabile sin da subito: la maggioranza applaude fragorosamente dopo il voto, mentre l'opposizione…
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Il governo mette il sigillo sulla separazione delle carriere dei magistrati con l'opposizione che occupa l'Aula su Gaza. La Camera approva in terza lettura la riforma, che ora passa al Senato per l'ok definitivo. L'ultimo ostacolo resta il referendum abrogativo: voto atteso in primavera quando la maggioranza di centrodestra giocherà, forse, la sua partita più importante della legislatura. L'Aula dà il via libera al testo a maggioranza assoluta dei componenti, come imposto dal procedimento di…
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Shakespeare non lo assiste, stavolta. Non parlategli né del dolore di Gaza, né di fair play, né dei suoi vecchi inviti al confronto pacato. «È perché non avremmo dovuto esultare? Perché non invocare Silvio?». Anzi, Carlo Nordio non esita a confidare che stapperà «una buona bottiglia nel caso della vittoria finale, e parlo del referendum. Quale? Non uno champagne, prometto. Un bel vermentino. Cred…
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Non sorprende purtroppo, ma rattrista l’inconsueto spettacolo di esponenti del governo che esultano nell’emiciclo della Camera per l’approvazione, in terza e penultima lettura, della riforma che porta al sostanziale azzeramento del Csm, quale garante dell’indipendenza della magistratura tutta, giudici non meno che pm. Il Ddl Meloni/Nordio presentato il 13 giugno dello scorso anno viene approvato senza che sia mutato un sol rigo.
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ROMA. Il Guardasigilli è soddisfatto. Per lui, quei 243 “sì” alla riforma costituzionale della giustizia rappresentano «il coronamento di un impegno decennale» e ora la strada gli pare tutta in discesa. Forse per etichetta, forse per scaramanzia, a una possibile vittoria al referendum gira intorno. In un primo momento mormora: «La maggioranza schiacciante verrà confermata». Dopo opta per la str…
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«No, ministro no, la prego». Sergio Costa che guida i lavori dell’aula vede la situazione precipitare e vanamente si appella al vicepremier Tajani, che invece applaude e fa festa sulla riforma giustizia, contro le regole che lo vieterebbero, in sintonia con la sua parte d’emiciclo e con l’euforia pronta ad esplodere da giorni. C’è chi grida “fuori fuori” e chi, occhi al cielo, riesuma il protetto…
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Cin cin. Alla buvette della Camera, poco prima dell’ora di pranzo, si alzano i calici. «Alla riforma!», sorridono tra spritz, prosecco e noccioline il ministro Nordio, il suo vice Sisto, l’immancabile capo di gabinetto Giusi Bartolozzi e una pattuglia di parlamentari della maggioranza. Perché la separazione delle carriere, storico cavallo di battaglia del centrodestra per raddrizzare le storture della giustizia italiana, da ieri è più vicina: da Montecitorio…
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Alla Camera arriva il via libera alla «seconda lettura conforme» del disegno di legge di riforma della giustizia. Manca l’ultima votazione del Senato e poi sarà il momento del referendum oppositivo previsto dalla Costituzione. La discussione uscirà dalla aule del parlamento per andare, come si diceva una volta, in mezzo al popolo. C’è da auspicare che quel tempo arrivi presto. Inutile sperare che dal secondo giro al senato arrivi qualcosa in più del clima rissoso che si è visto ieri alla camera: il testo della revisione costituzionale è…
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Terzo via libera alla riforma con tanto di stampella centrista e l’omaggio di Fascina a Berlusconi: “Fa ancora la storia” Dai banchi del governo qualcuno applaude. È la goccia che fa traboccare il vaso, con l’opposizione che protesta, mentre qualche deputato schizza verso i ministri. Finisce così il voto sul terzo sì alla separazione delle carriere. A favore 243, contrari 109. Con Sergio Costa che presiede e che sospende la seduta.
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Fuori dall’Aula c’è una «molto emozionata» Marta Fascina, ultima compagna di Berlusconi, che del defunto premier parla al presente e sussurra che «Silvio è uomo di pace, ha subìto trent’anni di persecuzione giudiziaria e adesso gioisce anche lui, dall’alto del paradiso». Ma ecco che dentro, nell’emiciclo di Montecitorio, scoppia l’inferno. Succede a mezzogiorno, quando il terzo via…
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«La bottiglia buona, non champagne ma un vermentino, la tengo per l’approvazione definitiva. Ma, per le cronache di chi ritiene sia dedito all’alcolismo, adesso festeggio questa bellissima giornata con uno spritz». Scherza e ride il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, appena incassato il terzo sì alla sua riforma («è quella di Pannella», rivendicano i Radicali). Noncurante della bagarre esplosa, fin quasi alla rissa, per «l’esultanza del governo».
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Per stessa ammissione del ministro Nordio, la riforma della magistratura giunta ieri al terzo voto parlamentare sui quattro previsti (con annessi semi-tumulti in Aula) non apporta alcun contributo alla soluzione dei veri problemi della giustizia, legati alle procedure e alla durata dei processi.Ma al di là del merito, ciò che suscita perplessità è soprattutto il metodo con cui si sta modificando la Costituzione in uno dei suoi snodi più importanti e significativi.
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Non solo Antonio Tajani. A festeggiare nel nome di Silvio Berlusconi il terzo «sì» alla Camera incassato dalla riforma della Giustizia del governo sulla separazione delle carriere è anche la deputata di Forza Italia Marta Fascina, 35 anni, ultima compagna di vita dell'ex premier: «Una riforma - scrive in una nota - che porta la firma esclusiva di Silvio Berlusconi che per primo l'ha pensata…
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