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Approfondimenti:
Chiusura del 22 maggio Seduta sostanzialmente invariata per il maggiore indice americano, che termina gli scambi con una variazione percentuale pari a -0,04%. Lo status di medio periodo ribadisce la fase positiva dell'S&P 500. Tuttavia, se analizzato nel breve termine, evidenzia un andamento meno intenso della tendenza rialzista al test del top 5.923,1. Primo supporto a 5.801,5. Le implicazioni tecniche propendono per un sviluppo in senso ribassista in tempi brevi verso l'imminente bottom stimato a quota 5.760,9.
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Wall Street: apre in lieve calo (Dj -0,21%) dopo ok Camera a legge budget di Trump (RCO) (Il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 22 mag - Apertura in lieve calo per Dow Jones e S&P 500, dopo che la Camera statunitense ha approvato, con 215 voti a favore e 214 contrari, il "grande, splendido disegno di legge" del presidente Donald Trump, dopo settimane di lotte intestine tra i repubblicani. La legge ridurrebbe le tasse, ma potrebbe far peggiorare il…
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I treasuries americani riprendono a scivolare, col rendimento del trent'anni volato a un soffio dal 5,15%, a brevissima distanza dal superamento del 5,17% che segnerebbe il massimo dal 2007. Sul mercato, con un'intonazione decisamente negativa anche per le Borse, pesa il decreto fiscale voluto da Trump con vigorosi tagli delle tasse che alza di 4.000 miliardi di dollari il tetto al debito Usa. La corsa dei rendimenti americani tracina quelli dei bond di altri mercati, a partire dal Giappone ma con ripercussioni…
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Wall Street apre la seduta in calo. Alle 15.30 il Dow Jones perde lo 0,4%, il Nasdaq lo 0,2% e lo S&P 500 lo 0,3%, mentre prosegue il sell-off dei Treasury. Il rendimento (che si muove in maniera opposta ai prezzi) dei titoli del Tesoro trentennali ha superato il 5%, sui massimi dall’ottobre 2023. e quello dei decennali ha toccato il 4,6%. Il disegno di legge, che ora passerà al Senato, potrebbe far salire il…
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Il timore che la nuova legge di bilancio, il fantomatico Big Beautiful Bill, possa aggravare ulteriormente il già elevato deficit a stelle e strisce sta permettendo ai rendimenti dei Treasury a 20 e 30 anni di consolidare sopra quota 5%. Anche a seguito della bocciatura del rating arrivata da Moody’s, ieri nuovi segnali di allarme sono arrivati dall’asta di titoli ventennali, che ha rimarcato la debolezza della domanda per la carta statunitense.
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Negli ultimi giorni, l’attenzione dei mercati internazionali si è focalizzata sul peggioramento delle condizioni dei bond statunitensi, in particolare dopo l’asta del Treasury a 20 anni. In questo articolo analizziamo i motivi delle tensioni, le conseguenze sui mercati azionari, l’impatto della politica fiscale americana, le trattative valutarie tra USA e Giappone, le manovre dell’OPEC sul petrolio e cosa attendersi nei prossimi giorni.
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Un’asta di titoli di Stato Usa ha mandato in tilt i mercati azionari: prima Wall Street, poi l’Asia, quindi Piazza Affari e tutta l’Europa. Mercoledì, il Tesoro ha collocato 16 miliardi di dollari in bond a 20 anni con una cedola del 5%, la più alta da quando questa scadenza è stata reintrodotta nel 2020. Secondo Bmo Capital Markets, i primary dealers (le banche obbligate ad acquistare i titoli rimasti invenduti) hanno assorbito…
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Chiusura del 21 maggio Sessione negativa per il maggiore indice americano, che termina in flessione a 5.844,6. L'analisi di medio periodo conferma la tendenza positiva dell'S&P 500, mentre se si analizza il grafico a breve, viene evidenziato un indebolimento delle quotazioni al test della resistenza 5.923,9. Primo supporto visto a 5.804,9. Tecnicamente, si attende nel breve periodo, un'evoluzione in senso negativo della curva verso il bottom visto a 5.765,3.
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"Osservando l’attuale andamento dell’S&P 500, si potrebbe pensare che le recenti tensioni commerciali abbiano avuto un impatto solo temporaneo. Il mercato azionario statunitense ha infatti recuperato integralmente le perdite subite a seguito dell’annuncio dei dazi, sostenuto da segnali positivi nei colloqui tra Stati Uniti e Cina. L’allentamento delle tensioni ha interrotto l’escalation tariffaria, evitando per ora un irrigidimento strutturale del commercio globale".
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Le Borse sanno qualcosa che noi non sappiamo? La domanda corre alla mente, adesso che l’America si è lanciata in quella che il Wall Street Journal definì “la più stupida guerra commerciale della storia”. Con i dazi, Trump ha minato non solo l’ordine internazionale degli scambi, ma la stessa immagine degli Stati Uniti nel mondo. C’è nell’aria odore di recessione e, per gli Usa, anche di inflazione. Tutto questo dovrebbe preoccupare quelle Borse che raccolgono ‘la saggezza delle folle’, il sentimento di milioni di investitori istituzionali…
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Gli indici di Wall Street hanno registrato un buon rialzo nella prima sessione settimanale, rimanendo sulla buona strada per segnare la quinta settimana consecutiva rialzista. Ma occhio al possibile arretramento.
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L’effetto dei dialoghi costruttivi tra Cina e Stati Uniti sul fronte dei dazi si fa sentire sui mercati. In un clima positivo e di proattivo rispetto al rischio, gli indici di Borsa europei ed americani hanno proseguito il recupero dai minimi di aprile e riagguantato i top di periodo. In questo contesto, il DAX tedesco ha aggiornato i massimi storici mentre il FTSE Mib si è portato sopra quella soglia dei 40mila punti che non vedeva dal novembre 2007
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Nel nostro ultimo report del 28 aprile, avevamo evidenziato che dalle statistiche si rilevava che finora i grossi compratori erano state le le aziende quotate che avevano aumentato i volumi di buyback, mentre l’ottimismo arrivava da molti analisti che ritenevano probabile l’ eliminazione di tutti i dazi e accordi commerciali che impediranno agli USA di andare in recessione. In realtà il mercato sta apparecchiando un movimento al ribasso e i sintomi…
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