Milano, Sala: "Tensioni al Corvetto? Piantedosi verrà in città" 27 novembre 2024 “Ho parlato col prefetto oggi, penso che nei prossimi giorni il ministro dell’Interno verrà. Nessuno di noi sta drammatizzando la situazione, ma se il ministro viene a Milano sono contento perché è qualcosa che dobbiamo affrontare insieme. Nessuno di noi ha cercato di dare responsabilità agli altri con atteggiamento consapevole e saggio.
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Morte Ramy Elgaml, Sala: "Preoccupati per Corvetto ma Milano resta accogliente" 27 novembre 2024 Proteste e disordini nel quartiere Corvetto di Milano, dove decine di giovani lunedì sera hanno protestato per la morte di Ramy Elgaml: il 19enne egiziano che ha perso la vita, all’alba di domenica scorsa, in un incidente stradale dopo un inseguimento con i carabinieri. "Che Corvetto in sé sia un quartiere delicato ne siamo consapevoli ma ci stiamo lavorando…
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Il sindaco di Milano Beppe Sala commenta per la prima volta gli episodi di guerriglia urbana che da giorni attraversano il quartiere Corvetto a seguito della morte del 17enne Ramy Elgaml. "È un quartiere delicato, ci stiamo lavorando"
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Si tratta del militare alla guida della gazzella che inseguiva lo scooter su cui viaggiava il 19enne: l'accusa è omicidio stradale in concorso E’ indagato per omicidio stradale in concorso il carabiniere alla guida della gazzella del Nucleo Radiomobile di Milano che, nella notte tra sabato e domenica, ha inseguito lo scooter su cui viaggiava Ramy Elgaml, il 19enne egiziano morto all’alba di domenica dopo essere scivolato sull’asfalto in via Quaranta.
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Tutta la vicenda inizia alle 3.30 della notte tra sabato 23 e domenica 24 novembre in via Farini, nella zona settentrionale di Milano. Una pattuglia della Radiomobile dei carabiniere avvista due persone in sella a un motorino nero modello Tmax: seduto dietro c’è Ramy, alla guida c’è Fares B., un amico tunisino di 22 anni. Quest’ultimo indossa un passamontagna sotto il casco. I militari quindi si insospettiscono e intimano al mezzo di fermarsi, ma questo accelera e si allontana (l’amico, in tasca, aveva una catenina d’oro strappata, mille…
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Milano – Le notti di guerriglia hanno incendiato il quartiere Corvetto di Milano si sono scatenata a seguito della morte di Ramy Elgaml, il ragazzo egiziano di 19 anni deceduto dopo essersi schiantato in motorino mentre, insieme a un amico, era inseguito da una pattuglia dei carabinieri. Sulle strade, ad appiccare roghi, spaccare automobili e lanciare bombe carta contro le forze dell’ordine, non c’erano però solo gli amici di Ramy, ma decine di…
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"Siamo lontani da quanto accaduto l'altroieri sera e ci impegniamo a rispettare la legge nel nostro secondo Paese, l'Italia". Lo dice all'ANSA Yehia Elgaml, padre di Ramy, il 19enne morto in scooter durante un inseguimento con i carabinieri, nella notte tra sabato e domenica, a Milano. Morte a cui sono seguite due notti di disordini nel quartiere dove abitava. "Abbiamo fiducia nella magistratura italiana, e non vogliamo vendetta ma solo sapere ciò che è successo.
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Proseguono le indagini sulla morte di Ramy Elgaml, il 19enne morto in un incidente stradale durante un inseguimento con i carabinieri. L'indagine, affidata al pm Marco Cirigliano, serve a ricostruire se c'è stato un urto tra la gazzella dei carabinieri e il mezzo a due ruote oppure se lo schianto sia stato determinato solo dalla velocità dello scooter e da un errore del conducente. Da quanto trapela, esistono più telecamere nella zona dell'incidente, tra via…
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Quelle viste al Corvetto di Milano 'sono situazioni molto preoccupanti che purtroppo si erano già viste in altri Paesi, come a Parigi, che purtroppo qualcuno aveva previsto che si sarebbero... Leggi tutta la notizia
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A cura di Chiara Daffini Ramy Elgaml Nel cortile dei palazzoni di via Mompiani a Milano c'è una mamma che piange e due ragazze che la consolano. Fuori dal cancello due uomini, un ragazzo e un adulto, le aspettano "per andare all'ospedale". È la famiglia – allargata – di Ramy Elgaml, il 19enne che ha perso la vita all'alba di domenica 24 novembre durante un inseguimento dei carabinieri. Ramy si trovava a bordo di uno scooter…
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È presto per dirlo, ma quello che è successo l'altra notte a Milano non lascia ben sperare. Un quartiere ad alta densità di residenti immigrati per lo più irregolari, il Corvetto, è stato messo a ferro e fuoco dopo che un giovane egiziano è morto in un incidente in scooter mentre stava fuggendo da una pattuglia dei carabinieri che poco prima gli aveva invano intimato l'alt durante un normale controllo.
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A vedere le immagini delle tensioni nel quartiere Corvetto per la morte di Ramy Elgaml, il 19enne morto nella notte tra sabato e domenica mentre viaggiava su uno scooter inseguito dai carabinieri "mi si stringe il cuore. Noi stiamo lottando per una morte, non vogliamo crearne altre". Lo dice Neda Khaled, che a Ramy - racconta - era legata da quatto anni da un rapporto sentimentale. "Ramy era la mia vita.
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Corvetto, l'amico dell'egiziano: "Quando viene qui lo Stato", aria di rivolta “Ramy era un mio amico, un ragazzo sempre con il sorriso in faccia. Lo ricorderò sempre così. Oggi chiediamo giustizia, verità, luce sui fatti”. Nadir, un ragazzo che abita a Corvetto a Milano, ricorda così l’amico Ramy Elgaml, il 19enne di origine egiziana, morto in un incidente con lo scooter la notte tra il 23 e il 24 novembre a Milano dopo un lungo inseguimento da parte dei carabinieri.
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La morte di un 19enne, avvenuta durante un inseguimento dei Carabinieri nel quartiere milanese Corvetto, ha spinto decine di giovani di origine straniera a protestare con atti di vandalismo, roghi e perfino assalti alle forze dell’ordine. Un film già visto, troppe volte, in altre città europee e che ci pone di fronte al carattere sfidante di quella che le scienze sociali hanno definito la seconda generazione proprio per indicare come le biografie di questi giovani siano inevitabilmente inscritte nella storia migratoria familiare.
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A vedere le immagini delle tensioni nel quartiere Corvetto per la morte di Ramy Elgaml, il 19enne morto nella notte tra sabato e domenica mentre viaggiava su uno scooter inseguito dai carabinieri “mi si stringe il cuore. Noi stiamo lottando per una morte, non vogliamo crearne altre”. Così Neda Khaled, che a Ramy - racconta - era legata da quatto anni da un rapporto sentimentale. “Ramy era la mia vita.
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Condividi questo articolo Pubblicità Nella notte tra sabato 23 e domenica 24, Ramy Elgaml, 19 anni, e un giovane tunisino di 22 anni non si fermano a un posto di blocco dei carabinieri in via Farini a Milano. Ne scaturisce un inseguimento che attraversa la città da nord a sud, concludendosi tragicamente all’incrocio tra via Ripamonti e via Quaranta, dove Ramy, in seguito a uno schianto, perde la vita al Policlinico.
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Il martedì, in via dei Panigarola, è giorno di mercato. Tra le bancarelle all’angolo con via dei Cinquecento l’asfalto è bruciato, la guerriglia che da domenica infiamma il quartiere ha lasciato segni che sono un simbolo per i ragazzi che a metà giornata si ritrovano davanti al bar tabacchi. «Chiediamo la verità per la morte di Ramy», si fa portavoce Nadir, cresciuto con il diciassettenne morto domenica notte nello schianto del TMax guidato da Fares, tunisino di 22 anni, in fuga…
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Ci siamo, quello che temevo da tanto è accaduto. Il quartiere periferico il Corvetto, Milano, la Milano inclusiva, gay friendly, multiculti, ciclabilizzata e con Area B e C grazie al sindaco inclusivo e dai calzini versicolore Beppe Sala, è divenuto una banlieue. Con la gente per strada a fare roghi, casino ed esplodere petardi perché un ragazzo di origini egiziane è morto in un inseguimento delle forze dell'ordine e «vogliamo verità».
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