Nelle recenti elezioni in Emilia Romagna, vinte dal candidato di centrosinistra Michele De Pascale, i cittadini con diritto di voto che si sono astenuti dall’esprimere una preferenza (comprese le schede nulle e quelle bianche) sono stati il 55%. A dirlo il radar Swg sulle elezioni regionali del 2024. Se però scomponiamo la percentuale in base alle fasce di condizione economica percepita emerge un quadro molto nitido: si è astenuto meno della media, il 51% della popolazione che si ritiene in una…
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Le elezioni regionali in Liguria, Umbria ed Emilia Romagna tra le molte altre cose ci hanno anche consegnato un dato con cui, prima o poi, occorre fare i conti. E, come ci dicono gli stessi sondaggisti, è ritornata la cosiddetta “vocazione maggioritaria” del Pd di veltroniana memoria. Ma la differenza di fondo rispetto alla stagione dell’esordio del Pd nel lontano 2007 è che questa volta la “vocazione maggioritaria” l’hanno decisa gli elettori e non il vertice del partito.
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«Dispiace vedere, ancora una volta, che a vincere è stato l’astensionismo in primis e, di conseguenza, la polarizzazione della politica, le due grandi coalizioni, cdx e csx, che alla fine dei conti, al di là dei proclami elettorali, nelle scelte concrete e pratiche di governo si equivalgono. Basta pensare al lento e graduale smantellamento della sanità pubblica verificatosi negli ultimi trent’anni in Italia e, in particolare, nella nostra Regione, che è stato portato avanti da entrambi i poli, destra e sinistra, a…
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Annalisa Terranova 21 novembre 2024 Vi ricordate gli squilli di tromba evocati da Pierluigi Bersani dopo la vittoria del centrosinistra in Sardegna? Ora le trombette sono diventate tromboni, sull’onda della presunta marcia trionfale in Emilia Romagna e Umbria. La canonizzazione per Elly Schlein procede a passo spedito tra interviste, complimenti, sussulti di orgoglio identitario. Ma solo poche settimane fa, dopo la batosta ligure, ci raccontavano che Elly rischiava, che nel partito si mugugnava…
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Archiviato lo spoglio delle schede, i partiti si interrogano sulla scarsa affluenza alle ultime elezioni regionali. E, alla luce del fatto che meno della metà degli imolesi si è recata alle urne, sono pronti a mobilitarsi in vista delle amministrative della primavera 2026. "Il nemico comune in questo momento è l’astensionismo", ha avvertito l’altra sera Roberto Visani, presidente del Consiglio comunale, rivolgendosi in apertura di seduta ai gruppi di maggioranza e opposizione e in…
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– Se è vero che tre indizi fanno una prova, Emilia-Romagna, Umbria e Liguria (insieme alle elezioni europee) ci consegnano il quadro di un Paese in cui la partecipazione alla vita politica è in crollo verticale. Ma è davvero così? Dipende da quanto lungo e largo orientiamo il nostro sguardo. Certo, i numeri dicono che le elezioni regionali svolte nel 2024, nel loro complesso, hanno evidenziato un significativo calo della partecipazione elettorale rispetto a quella registrata alle…
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E siamo ancora qua, è successo anche questa volta: dopo un turno elettorale in cui l’astensione è stata il primo partito, i politici hanno liquidato la fuga dalle urne come una questione su cui “riflettere”. Dell’astensione parlano sempre più volentieri gli sconfitti, così possono spostare l’attenzione dal risultato, ma ne parlano con tanta convinzione quanto …
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Il masochismo del centrosinistra. In una nazione perennemente al voto, la regione di Bologna da sempre roccaforte del centro - sinistra, ha storicamente registrato distacchi fino al 30% rispetto al... Leggi tutta la notizia
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Sconfitta una destra che si culla negli slogan (e ora riflette…sulle poltrone) | In In Commento | Di Di Oreste Pivetta Credo sia facile immaginare con quale entusiasmo siano stati accolti nel “campo largo” (in questa circostanza, nell’euforia della vittoria, larghissimo) i risultati in Emilia e in Umbria, salvo il rimpianto per quanto di diverso sarebbe potuto accadere in Liguria. Vittoria che significa, come è evidente, sconfitta della destra, digerita a mala pena dalla…
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La vera sensazione che esce da queste elezioni regionali è che i due partiti principali si stanno mangiando gli alleati La vera sensazione che esce da queste elezioni regionali è che i due partiti principali si stanno mangiando gli alleati. In Umbria ed Emilia Romagna vince il centrosinistra e la Meloni per spegnere polemiche e trionfi di giornata chiama con grande fair play e furbizia i vincitori.
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«La non contendibilità dell’Emilia-Romagna è stata ribadita». Inizia così l’analisi delle Regionali svolta dall’Istituto Cattaneo e pubblicata il 19 novembre. «L’unica fase nella quale è apparso che la Regione potesse essere contendibile è stata nel 2019-2020 — spiega il professor Salvatore Vassallo, direttore del Cattaneo — fase caratterizzata dal grande successo della Lega “salviniana”, che aveva…
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In Emilia-Romagna e in Umbria il cdx ha raccolto percentuali più o meno identiche a quelle di politiche ed europee. Che cosa non ha funzionato allora e cosa bisogna aspettarsi dalle prossime regionali del 2025? Ne abbiamo parlato con Salvatore Vassallo, direttore dell'Istituto Cattaneo, che ha analizzato i flussi elettorali.
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In Emilia-Romagna il crollo dei votanti è stato del 21,3% (dal 66,7%), contro il 12,4% dell’Umbria (dal 64,7%). Certo, si temeva l’astensionismo soprattutto a causa del segno lasciato dalle alluvioni in Emilia-Romagna, ma non lo si immaginava così drammatico Il centro-sinistra, alla fine di questo 2024, riconquista due Regioni – Sardegna e Umbria – che erano passate a destra sull’onda del sovranismo in salsa post-fascista e leghista, ma il dato che pare più preoccupare è la decisa e persistente discesa…
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In Emilia Romagna ha votato il 46,4% degli aventi diritto, in Umbria il 52,3%. Sono dati che confermano la tendenza ormai in atto. Ormai la “politica” deve fare i conti solo con metà della società, l’altra metà l’ha liquidata come opzione non meritoria di attenzione né di voto. In questo bacino la competizione avviene tra i due blocchi principali – centrodestra e campo largo del centrosinistra – con scostamenti nei risultati spesso limitatissimi, talvolta legati alla…
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BOLOGNA – Di fatto è il partito maggioritario in regione. Con una percentuale persino più alta del 42,94 agguantato dal Partito democratico. È il partito degli astenuti, di chi domenica e lunedì non si è presentato ai seggi per le Regionali: ci è andato solo il 46,42%. Si temeva che l’astensione avrebbe avuto un peso notevole, tanto che il candidato dem Michele de Pascale aveva sperato in un 50% …
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Uno speciale dedicato alle elezioni regionali in Emilia-Romagna del 17 e 18 novembre: la nuova puntata del settimanale televisivo On ER, il giornale dell’Emilia-Romagna in onda questa sera alle 20.15 su Telelibertà, ha come ospiti in studio Leonardo Nesti, caporedattore ANSA dell’Emilia-Romagna, Mattia Cecchini, caporedattore dell’Agenzia Dire e il prof Fulvio Cammarano, storico e direttore della Scuola di giornalismo dell’Università di Bologna
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C'è un grande problema in Italia: non si va più a votare. Inutile rammentare i numeri deprimenti delle ultime regionali o prodursi in raffronti con gli anni d'oro della partecipazione popolare. Prendiamo atto che gli elettori - di ogni ceto, orientamento e area geografica - non sono più interessati a scegliersi i propri rappresentanti, dal Parlamento ai Comuni più piccoli. Si convive con rappresentanti istituzionali insediati da una minoranza degnatasi di presentarsi al proprio seggio con certificato elettorale e documento di identità.
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Minuti per la lettura L’ultimo quarto di secolo di storia istituzionale italiana è stato segnato da prove di potere e continui blitz delle regioni per sottrarre competenze a Stato e Comuni. Con un crollo della qualità dei servizi collettivi Anche nel turno odierno di elezioni regionali, che hanno coinvolto Umbria ed Emilia Romagna, non si è raggiunta la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto che si sono recati alle urne.
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Da un punto di vista generale, al netto delle peculiarità dei territori e del tipo di elezione in cui sono stati chiamati alle urne quasi cinque milioni di elettori e si sono presentati la metà, il fatto che nella settimana nella quale si è celebrata la svolta ultra sovranista americana abbia vinto una coalizione progressista è certamente una buona notizia. Nelle pieghe esiste la congiuntura locale, in Emilia-Romagna nonostante le polemiche e il tentativo di strumentalizzare la catastrofe…
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A differenza degli altri, gli elettori del Pd non si sono astenuti. Non c’è stato un travaso di voti dal centrodestra al centrosinistra e viceversa, e i consensi dell’ex Terzo polo sono andati in parte verso il centrodestra, fenomeno ormai ricorrente. Di recente si è visto in Liguria. Sono alcuni dati emersi dall'analisi del voto realizzata dall'Istituto Cattaneo sul voto in Emilia Romagna e Umbr…
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“Il dato stupefacente delle elezioni regionali in Emilia Romagna e in Umbria è la continua diminuzione di votanti. Quando si passa sotto il 50% in una situazione come quella italiana, vuol dire che si tocca qualcosa di più profondo del semplice atteggiamento di sfiducia politica. È un senso di crescente impotenza di fronte ai grandi drammi, con le guerre che continuano e con l’assoluta…
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La grande stanchezza, altro che grande ambizione di Vincenzo Costa - 20/11/2024 Fonte: Vincenzo Costa Le elezioni in Umbria e in Emilia Romagna chiudono una fase, che non è solo quella del periodo populista, ma quella della democrazia. 1. Esse testimoniano che vi sono elezioni senza popolo 2. Si può dire che formalmente la democrazia è viva, ma di fatto gli elettori hanno detto che è una farsa a cui non intendono più partecipare.
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Paolo Natale «L’astensionismo punisce il centrodestra. Umbria ed Emilia si confermano le roccaforti della sinistra, che vince anche se per una manciata di voti in più rispetto alla precedente tornata elettorale che aveva visto il cdx conquistare l’Umbria, per la prima volta in 50 anni, e ottenere un ottimo piazzamento in Emilia Romagna». Oggi cosa è cambiato? «È venuta meno», ragiona Paolo Natale, politologo dell’Università Statale di Milano, «la forza propulsiva della Lega di Matteo Salvini che era riuscita a imporsi come…
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Ciò che maggiormente corrode le democrazie, la storia del novecento ce lo ha dimostrato, è l’indifferenza, il distacco tra cittadini e potere e il diffondersi della convinzione che il voto, e a seguire la politica e le istituzioni, siano in fondo dei territori del nulla, dove si giocano partite finte. Ritrarsi, rispondere, come Bartleby lo scrivano di Melville, «Preferirei di no» anche al minimo impegno di apporre una croce su una scheda, è il segno del drammatico sfilacciarsi di un legame che è essenziale.
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‘In principio fu la Sardegna, con l’inattesa mattatrice Alessandra Todde…’. Potrebbe cominciare così la ricostruzione storica che speriamo di redigere e diffondere al più presto dopo esserci liberati della pesante cappa nera che ormai da oltre un anno avvolge la politica italiana. Sì, perché nonostante la battuta d’arresto della Liguria, più per demerito del centrosinistra che per merito degli avversari, le nette vittorie in Emilia Romagna e Umbria riaprono le porte alla speranza.
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«È andata male. Al di là dell’entusiasmo per la vittoria qualcosa è andato storto. Le forze politiche devono partire da lì, non si scappa: in cinque anni hanno perso 800mila elettori, molti dei quali sono giovani. Qui c’è un tema di rappresentanza». Il politologo Marco Valbruzzi non ha dubbi, su quale sia il dato più importante di questa elezione. Se l’aspettava? «Non mi aspettavo un calo cos…
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". Lo afferma l'Istituto di studi e ricerche Carlo Cattaneo nella sua analisi del voto del fine settimana in Emilia Romagna e Umbria."Il 'Centrosinistra largo' ha guadagnato qualche punto percentuale rispetto alle Europee. In primo luogo perché in entrambe le regioni era stata da tempo creata una coalizione larga intorno a candidature ampiamente condivise. In secondo luogo, perché in entrambe le regioni il M5s portava in dote alla coalizione una percentuale relativamente…
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Hai voglia a dire che il gossip non è politica. Perché adesso, che è il momento delle analisi del voto delle regionali, la risposta non può che essere: Dagospia-Governo 2-0. Senza dimenticare l’importante traversone del “threesome” fornito da Antonio Ricci e da “Striscia la Notizia” col fuori onda…
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Roma — Esito scontato del voto, scarso appeal dei candidati e giovani sempre più distanti dalla politica. Roberto D’Alimonte, docente di Sistema politico italiano all’università Luiss, legge in questi termini il dato dell’astensione. Professore D’Alimonte, in Emilia-Romagna l’affluenza è scesa di 21 punti percentuali rispetto al 2020 e in Umbria di 12 rispetto al 2019. Quali sono stati i fattori…
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Hanno vinto le opposizioni, ha perso la maggioranza di governo. Ma i dati sull’affluenza in Emilia-Romagna e Umbria dicono che sono stati sconfitti un po’ tutti. Passare dal 67,7% del 2020 al 46,4 segna un crollo di legittimazione nella storica «regione rossa», non spiegabile con la rabbia per il modo in cui le autorità hanno risposto all’alluvione disastrosa delle scorse settimane. E il 52,3% dell’Umbria sfigura rispetto al 64,7 di cinque anni fa.
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