La prima volta fu rubato il 26 ottobre 1989 da otto membri del clan di Giuseppe Misso, che operava nel rione Sanità a Napoli, durante una rapina nella banca che custodiva i beni di Diego Armando Maradona. Era il Pallone d'Oro dei Mondiali in Messico del 1986 vinto dal Pibe de Oro, che fu ritrovato più di 26 anni dopo, il 28 gennaio 2016, messo all'asta a un prezzo di mercato fra i 12 e i 15 milioni.
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Riconoscenza per la solidarietà, fastidio per gli eccessi. Passato il primo momento di choc per la rapina durante Italia-Spagna, con le indagini che oggi vedranno in campo anche i carabinieri del Ris di Parma, la famiglia di Roberto Baggio reagisce all’esposizione mediatica di questi giorni difficili: la moglie Andreina ringrazia il governatore Luca Zaia, i figli Valentina e Mattia condividono l’irritazione del vicesindaco Silvia Burò per le interviste rilasciate…
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I cimeli calcistici di Roberto Baggio non sono stati toccati dai rapinatori nell'irruzione nella villa di Altavilla Vicentina. Emergono ulteriori dettagli in merito alla rapina di giovedì sera nella casa di Roberto Baggio ad Altavilla Vicentina e che non è sfuggito ai tanti fan e tifosi dell’ex Pallone d’Oro. Il giallo riguarda il trofeo più prestigioso conquistato nel corso della sua straordinaria carriera dal Divin Codino.
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Roberto Baggio e i 40 minuti di terrore durante la rapina: "Lo hanno picchiato forte". Bottino ricco
Nella ricostruzione del colpo a casa Baggio emergono altri dettagli: erano in 5 i malviventi che hanno fatto irruzione, un sesto faceva da palo all'esterno. Avevano studiato bene l'esterno dell'intera tenuta ma una volta in casa hanno iniziato a razziare a tentoni. E non sapevano dove fosse la stanza dei cimeli più cari e di valore. Il racconto del cognato di 'Codino' su quei momenti di orrore e paura.
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Ardian Sufaj, cittadino di origine albanese di 40 anni, era stato scarcerato per un cavillo (la mancata notifica al suo difensore dell’interrogatorio davanti al gip di Roma): dopo essere stato messo nuovamente in cella con un decreto di fermo, firmato dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Federico Manotti, impugnato senza successo dai suoi avvocati Nicola Giribaldi e Riccardo Caramello, ora finisce a processo con giudizio…
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