Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini lancia un chiaro allarme sui dazi al 10% annunciati dagli Stati Uniti: insieme alla svalutazione del dollaro, comporterebbero un impatto reale del +23,5% sui prezzi dei prodotti italiani, con una perdita stimata di 20 miliardi di export e 118mila posti di lavoro entro il 2026. Non si tratta solo di beni di lusso, spiega Orsini in un’intervista al Corriere della Sera, ma anche di settori sensibili al prezzo come macchinari, mezzi di…
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Approfondimenti:
Un dazio che «fa male» ma è tutto sommato gestibile. Oppure un colpo «ben più grave», che potrebbe avere «impatti rilevanti su alcune categorie di prodotto, mettendole fuori mercato» e «avviare un effetto di rallentamento sistemico sulle economie». Per non parlare dell’opzione più estrema, di fronte alla quale ogni strategia di risposta da parte delle aziende rischia di essere scritta sulla sabbi…
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Al Summer Fancy Food di New York Prandini (Presidente Coldiretti): Export USA a 9 mld nel 2025 New York, 30 giugno 2025 L’obiettivo per il 2025 è quello di portare a 9 miliardi di euro l’export agroalimentare italiano verso gli Stati Uniti entro il 2025. Un traguardo ambizioso, nonostante le incertezze legate all’ipotesi di nuovi dazi e al calo della capacità di spesa dei consumatori americani rispetto al 2024, così Prandini (Presidente Coldiretti) al…
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ROMA – “Il nostro obiettivo arrivare allo 0 a 0 oppure a un'esclusione della farmaceutica dai dazi, proprio per il valore che rappresentano farmaci e vaccini in termini di possibilità di cura". Parola di Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, l’associazione di Confindustria che raccoglie le imprese del settore farmaceutico. E se alla fine la trattativa tra Ue e Usa si chiudesse con un dazio al 10%? Cattani non ha dubbi: “I dazi al 10% sarebbe una sconfitta dall'impatto di circa…
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“La competitività di un Paese è un elemento assai complesso. L'obiettivo primo è migliorare la produttività. Il Global attractiveness Index (Gai) è un indice oggettivo, uno degli strumenti più utili per comprendere il nostro Paese e attrarre investimenti, utilizzato da tutta la nostra rete diplomatica e di sostegno”.Così il vice ministro delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), Valentino Valentini, commentando l'edizione 2025 del Global attractiveness index, l’indicatore proprietario…
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Dazi, Cattani "Sarebbero un danno innanzitutto per gli Usa" 3 luglio 2025 ROMA (ITALPRESS) - "Abbiamo grande fiducia nel lavoro del governo, del ministro Tajani e della Commissione europea per evitare imposizioni di dazi. Il danno sarebbe innanzitutto per gli Usa e per i cittadini americani con rischi di carenze, aumento dei costi assicurativi e sanitari e un impatto sul Pil". È quanto afferma Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, a margine dell'Assemblea annuale.
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Dazi, Cattani (Farmindustria): "Sarebbero un danno per gli Usa, l'obbiettivo è raggiungere lo 0-0" 3 luglio 2025 "Abbiamo grande fiducia nel lavoro del Governo, del ministro Tajani e della Commissione europea con il commissario Sefcovic, per evitare imposizione di dazi. Il danno sarebbe innanzitutto per gli Stati Uniti, per i cittadini americani, con rischi di carenze, aumento dei costi assicurativi e sanitari e un impatto sul Pil.
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Riduzione dei consumi e impatto dei dazi sono le prime sfide che, in questo momento, spaventano le cantine italiane (72%la prima, seguita dal 66% della seconda). È quanto emerge dal Report 2025 sul Settore vinicolo in Italia pubblicato dall’Area Studi Mediobanca presentato in occasione dell’Assemblea di Unione italiana vini a Roma, con interviste rivolte ad un panel di imprese che quota il 94,9% del fatturato…
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Milano, 3 lug. – “Anche con tariffe al 10%, per il settore sarà un problema, lo abbiamo riscontrato in un sondaggio rivolto alle imprese, che stimano un danno sul fatturato oltreoceano del 10-12%. Serve un’Europa più unita per essere forti e accelerare con le firme degli accordi di libero scambio. Non si può parlare di ‘diversificazione degli sbocchi’ e poi tentennare su scelte importanti come il Mercosur
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Se ci va bene l’introduzione dei nuovi dazi statunitensi potrebbe costare all’export italiano di prodotti alimentari e non food all’incirca mezzo miliardo di euro, 489 milioni di euro per la precisione nel caso il fatidico 9 luglio l’asticella della sovrattassa venisse fissata (come pare) al 10%. Gli altri scenari, con dazi del 20, 30, 40 o addirittura al 50% per fortuna non sono più nell’ordine …
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Cerimoniosa e come sempre in ottimo inglese la premier italiana festeggia in anticipi il 4 luglio americano e coglie l’occasione per esaltare la sua idea di nazione. Confessa di aver «sempre invidiato» la Festa dell’Indipendenza americana e così vorrebbe che fosse il 17 marzo risorgimentale italiano. Ma esauriti i complimenti va al sodo. Agli Usa e all’Italia «nazioni sorelle». Su molti dossier «parlano la stessa lingua» ed è «un bene per la forza, l’unità e la compattezza dell’Occidente».
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Pedullà "Dazi al 10% sono una super tassa per le imprese" 2 luglio 2025 BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) - “L’ipotesi di negoziare su un'aliquota al 10% su cui sta mostrando apertura anche il governo italiano comporta una nuova super tassa per le imprese, un flagello sia per l’economia italiana sia per quella europea: la Commissione europea e il governo Meloni vanno a baciare la pantofola a Washington”.
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