Secondo uno studio pubblicato su Nature Medicine, che ha coinvolto circa 16mila partecipanti seguiti dal 1987 nell'ambito dell'Atherosclerosis Risk in Communities Neurocognitive Study (ARIC-NCS), negli Stati Uniti i casi di demenza sono destinati a raddoppiare entro il 2060, passeranno da 500mila del 2023 a oltre un milione. Il rischio è maggiore dopo i 55 anni e per le donne, in parte a causa di un’aspettativa di vita più lunga (48% contro il 35% stimato nei maschi).
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Allenare il cervello in 5 settimane contro la demenza è oggi un obiettivo realistico e supportato da ricerche solide, soprattutto per chi ha circa 50 anni e vuole agire in modo preventivo contro il declino cognitivo e la malattia di Alzheimer. Studi longitudinali come l’ACTIVE trial e trial più recenti (fino al 2025-2026) dimostrano che un programma mirato di allenamento cognitivo della durata di 5 settimane può migliorare la velocità di elaborazione mentale, rafforzare la riserva cognitiva e ridurre il…
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La possibilità di ridurre il rischio di demenza attraverso un intervento cognitivo non farmacologico rappresenta da decenni uno dei principali obiettivi della ricerca neuroscientifica sull'invecchiamento. Un nuovo studio longitudinale, pubblicato su Alzheimer's & Dementia: Translational Research and Clinical Interventions il 9 febbraio, dimostra che un programma di allenamento cognitivo mirato alla velocità di elaborazione visiva può diminuire significativamente l'incidenza di demenza fino a vent'anni dopo…
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Giovedì 12 febbraio 2026 In collaborazione con Il Sole 24 ore riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Volete provare a ridurre il rischio di andare incontro a decadimento cognitivo e malattia di Alzheimer? Mettetevi davanti al PC o allo smartphone. E guardate quanto siete “veloci” di fronte… Link alla notizia
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