L'ultima inchiesta della Dda di Palermo ha svelato la massiccia presenza mafiosa Guglielmo Rubino, soprannominato l’attaccante, condannato per mafia e scarcerato nel 2020, sarebbe l’ultimo reggente del mandamento di Santa Maria di Gesù. Più che un mandamento è un’enclave, geograficamente separata dal resto della città, dove Cosa Nostra detta legge. L’ultima inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha svelato la massiccia presenza mafiosa.
Leggi
Altri articoli:
L’imprenditore di Partinico Benedetto Nini Bacchi, 52 anni, re delle scommesse on line, arrestato nell’ultimo blitz antimafia che ha coinvolto 181 persone nei giorni scorsi tra Palermo e provincia ha risposto nel corso dell’interrogatorio di garanzia al gip di Palermo e si è difeso dalle accuse. Accusato di minacce ed estorsione per un presunto pestaggio ai danni di due fratelli che non avrebbero restituito un debito di 400 mila euro ha ribadito al giudice che “era…
Leggi
Un giovane disse: "Non c'è futuro in Sicilia". PALERMO – “Un mondo imprenditoriale massicciamente infiltrato ed inquinato dal sodalizio mafioso, interamente permeato di logiche mafiose, secondo cui chi denuncia è sbirro, culturalmente asservito alle stesse, che mostra obtorto collo di condividere nel tentativo di andare esente da danneggiamenti e ritorsioni, piegandosi con grandissimi sacrifici alla necessità di sborsare soldi per mantenere l’organizzazione e le famiglie…
Leggi
Da Porta Nuova a San Lorenzo: Cosa Nostra è un'impresa PALERMO – Rotoloni di carta, piatti e bicchieri di plastica, caffè, pesce, frutti di mare e ghiaccio. Nei nostri negozi e nelle nostre case è altissima la probabilità di avere merce venduta da Cosa Nostra. I boss – tra un’estorsione e l’arrivo di un carico di droga – hanno diversificato gli affari e impongono i prodotti della mafia a molti commercianti di Palermo.
Leggi
Le intercettazioni mercoledì 12 Febbraio 2025 E’ concentrata sulle “talpe” che a più riprese hanno informato i boss di mezza città di indagini a loro carico o di blitz imminenti l’attenzione della Dda di Palermo che ha coordinato l’attività investigativa dei carabinieri che ieri ha portato in carcere 181 tra boss e gregari dei più grossi mandamenti del capoluogo. Nelle sei misure cautelari (le inchieste sono diverse e i provvedimenti sono stati eseguiti…
Leggi
Tornati in libertà per riabbracciare la mafia. Tra gli arrestati della maxi operazione ci sono alcuni nomi noti alle forze dell’ordine. C’è, per esempio, Giovanni Cusimano uscito dal carcere nel 2021 e tornato come “capo pretorio” di Cosa Nostra e c’è Francolino Spadaro, libero dal 2017, da quando cioè era andato a vivere nei quartieri eleganti del cuore di Palermo, proprio accanto a dove abitava Giovanni…
Leggi
Roma. “L’inchiesta della DDA di Palermo che ha condotto a 181 arresti, come ha dichiarato anche il Procuratore Nazionale Antimafia, Giovanni Melillo, conferma la disponibilità dei boss nelle carceri di strumenti di comunicazione avanzati, come telefonini criptati. Questo avviene anche e soprattutto nel circuito ad alta sicurezza in cui sono ristretti gli appartenenti alla criminalità organizzata e…
Leggi
Dalle prime luci dell’alba i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo stanno conducendo una vasta operazione antimafia in esecuzione di 183 provvedimenti restrittivi disposti dal GIP del Tribunale di Palermo e dalla Direzione Distrettuale Antimafia della locale Procura della Repubblica . Complessivamente sono impegnati - con la copertura aerea di un elicottero del 9 Elinucleo di Palermo - 1.200 Carabinieri circa dei Comandi…
Leggi
PALERMO- La conferenza stampa del Procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo ha messo in luce la vulnerabilità del circuito penitenziario di alta sicurezza. L’indagine ha rivelato che “i mafiosi detenuti riescono a comunicare”, evidenziando una situazione ben nota a chi si occupa di criminalità organizzata. Melillo ha sottolineato la necessità di una “riflessione profonda” su questo tema, poiché il circuito della sicurezza è “assoggettato al dominio delle organizzazioni…
Leggi
