(di Paola Tessari, Responsabile di ricerca nel Programma “Difesa, sicurezza e spazio” dell’Istituto Affari Internazionali) A valle del Consiglio Supremo di Difesa dello scorso 17 novembre, il ministro Guido Crosetto ha diffuso un documento sulla minaccia ibrida, definita come una delle più subdole minacce che ogni giorno erode in modo silente la sicurezza delle nostre società, attribuendole una nuova priorità e rilevanza dal punto di vista della difesa.
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«Attività di sabotaggio, incendi dolosi, attacchi alle infrastrutture, omicidi mirati di dissidenti in Europa. Gli esperti la chiamano guerra ombra, per sottolineare il carattere occulto o semi-occulto e il ruolo centrale dei servizi segreti russi. È un conflitto che resta sotto la soglia della guerra aperta, ma può essere distruttivo». Sergio Germani, direttore dell’Istituto Gino Germani, è massimo esperto di…
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Ecco come la Russia fa la guerra (ibrida) all’Europa Droni sugli aeroporti, cavi tranciati nel Baltico e sabotaggio ferroviario in Polonia: uno studio della Dgap, società tedesca per la politica estera, spiega come la Russia utilizzi una gamma sofisticata di operazioni ibride per indebolire la sicurezza europea e destabilizzare le democrazie. Sorvoli di droni su scali aeroportuali e infrastrutture militari, attentati a cavi sottomarini, attacchi informatici ai sistemi di controllo aereo, sabotaggi lungo linee…
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È tutto ibrido, gente! Si porta, va di moda, fa fico. E a pensarci bene, be’, sì, tutto può essere guerra ibrida. Metti che ti prenotano la visita urgente tra due anni, sarai portato a pensare che è una mossa di guerra ibrida per minare la tua fiducia nello Stato e iscriverti ai russi. Quindi ok, ci sto, guerra ibrida! La Commissione europea corre ai ripari e annuncia uno Scudo Democratico, che servirebbe a controllare il flusso infinito e costante delle informazioni, e a decidere se si tratta…
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Infrastrutture delle reti elettriche, porti e aeroporti, assetti politici e istituzionali. Sono tanti e appartengono a differenti settori gli ambiti esposti alla minaccia crescente della guerra ibrida, espressione utilizzata per indicare le azioni coordinate in più domini e che non possono definirsi propriamente come conflitti armati, il cui scopo è colpire un bersaglio strategico, ad esempio uno Stato o un’istituzione.
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Una convergenza di interessi estremamente pericolosa. Davanti ai nostri occhi. Il controllo della tecnologia e delle modalità di diffusione delle informazioni, vere e false, che si traduce in un progetto di potere reale. La disinformazione di Stato che diventa arma letale in una guerra ibrida che sta mettendo in discussione non tanto, o non solo, un ordine mondiale con cui possiamo o meno trovarci in sintonia, ma l’esistenza stessa delle istituzioni democratiche che…
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Il Consiglio Supremo di difesa del 17 novembre scorso ha visto la presentazione, da parte del ministro della Difesa, del documento “Il contrasto alla guerra ibrida: una strategia attiva.” Il documento, oltre a incrementare la conoscenza del fenomeno a livello dei vertici della Repubblica, del Parlamento e dell’opinione pubblica, ha certificato l’impreparazione dell’Italia ad affrontare in modo sistemico questa nuova e articolata minaccia.
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A ciascuno il suo. Nella mappa di chi controlla i nostri dati, non c’è nessuna zona franca. Da Est a Ovest, infatti, il disegno neocoloniale delle nuove potenze divide et impera. Ciascun gigante ha il suo interesse da difendere, insieme a un metodo di conquista (e di dominio). Non conta se si è in presenza di una democrazia o sedicente tale, di un’autocrazia o di un regime illiberale. Conta la gestione del potere per il potere, attraverso mezzi leciti e illeciti.
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