In catene e indossando una tuta anti-suicidio, Nick Reiner è apparso per la prima volta in tribunale a Los Angeles mercoledì. Non si è dichiarato colpevole di aver ucciso i genitori, il regista statunitense Rob Reiner e la moglie Michele Singer, come invece ci si aspettava. Ma ha semplicemente risposto «Sì, vostro onore» al giudice che ha rinviato al 7 gennaio 2026 la l'udienza di lettura delle accuse, come…
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La prima breve apparizione in tribunale di Nick Reiner, il figlio del regista Rob e di sua moglie Michelle, si è conclusa con la decisione del giudice di negargli la libertà su cauzione, in attesa dell'udienza preliminare vera e propria, fissata per il 7 gennaio 2026. Le accuse di omicidio di primo grado comportano il carcere a vita o la pena capitale, ma la procura non ha ancora comunicato quale richiesta farà durante il processo.
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In una intervista del 2015, Rob Reiner e il figlio Nick parlavano pubblicamente della lotta contro la tossicodipendenza e delle difficoltà vissute in famiglia. Il dialogo andò in onda nel podcast Inside Out with Paul Mecurio (all’epoca 2 Chairs and a Microphone). Nick Reiner raccontava del senso di colpa provato durante la dipendenza: «Mi sentivo fortunato ad avere genitori che si preoccupavano per me».
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