Nel cinquantesimo anniversario della scomparsa di Pier Paolo Pasolini, Salò ha dedicato al grande poeta, scrittore e regista il convegno «Da Salò a Salò – 50 anni senza Pasolini», un momento di alto profilo culturale che si inserisce nel cartellone autunnale del Comune. Introdotto e moderato da Albano Morandi, artista e regista del progetto Meccaniche della Meraviglia, l’incontro organizzato ieri mattina in Sala dei Provveditori, ha offerto un approfondimento…
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Costantini e Stambuolis, con il disegno e le parole, non trattano la fine di Pier Paolo Pasolini, quella atroce di 50 anni fa, ma abbracciano i suoi primi 20 anni: dalla nascita ‘casuale’ a Bologna fino “all’ultimo capitolo di quel pulviscolo d’oro che è stata la mia giovinezza. Si è gli ultimi a conoscere sé stessi”, come scriveva in uno dei suoi tanti scritti il poeta. Una graphic novel nel cinquantennale della violenta…
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È difficile avventurarsi nell’opera di certi monumenti, di certi classici contemporanei come Gramsci o, appunto, Pasolini. Non tanto per la complessità teorica, quanto per la loro eccessiva presenza. Sono figure che continuano a riverberare, a riempire il campo visivo con un bagliore che disturba la vista. Di Pasolini si è detto tutto e il suo contrario, eppure resta qualcosa di inassimilabile, di non digerito.
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Sono trascorsi 50 anni da quel tragico 2 novembre del 1975, quando il cadavere di Pier Paolo Pasolini veniva rinvenuto all’Idroscalo di Ostia su segnalazione alla polizia di una donna del luogo. Fu chiamato a riconoscerlo Ninetto Davoli, giovane attore prediletto dal regista ma anche poeta e soprattutto intellettuale scomodo, barbaramente ucciso a 53 anni. La polizia accertò che era stato selvaggiamente picchiato e poi travolto con la sua stessa automobile, un’Alfa Romeo…
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Tutti parlano di Pier Paolo Pasolini. Tutti hanno un aneddoto personale, un incontro casuale, una serata particolare da raccontare ai nipoti. Tanti, in questi cinquant’anni da senzaPasolini (ucciso barbaramente all’Idroscalo di Ostia il 2 novembre 1975), hanno cercato la risposta a qualcuno dei suoi “Io so”, ma nessuno è riuscito ancora a sapere i nomi dei suoi veri assassini, che forse sono talmente tanti che non li sapremo mai.
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Giù le mani da Pier Paolo Pasolini. Come tutti gli anniversari di personaggi che hanno lasciato un segno, questo cinquantennale della morte è stata l’occasione per ammazzarlo di nuovo, a furia di retorica ipocrita e strumentalizzazione di parte. A sinistra, limitandosi al compitino del ritratto agiografico, con le solite formulette dell’intellettuale “irregolare”, “scandaloso” e via veltroneggiando.
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Il 2 novembre 1975 veniva assassinato uno dei più grandi intellettuali della nostra storia, nonché un regista unico per audacia e lucidità di analisi Pier Paolo Pasolini veniva orribilmente massacrato il 2 novembre del 1975. A mezzo secolo di distanza la sua morte, per molti ancora oggi piena di punti oscuri ed enigmi, rimane un momento doloroso e assieme di enorme impatto nella storia di questo paese.
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Nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975, cinquant’anni fa Pier Paolo Pasolini venne ucciso brutalmente all’Idroscalo di Ostia: è passato mezzo secolo eppure il tragico omicidio dello scrittore, uno degli intellettuali più controversi del nostro Novecento, resta un mistero che continua a interrogare la coscienza del Paese. Chi ha ucciso Pasolini? La verità giudiziaria rimane ferma all’appello e alla sentenza del 4 dicembre 1976, che indicava un unico colpevole: il diciassettenne Pino Pelosi, soprannominato “La Rana”, che…
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Cinquant’anni fa, nella notte tra il 1° e 2 novembre 1975, veniva ucciso all’Idroscalo di Ostia, all’età di 53 anni, Pier Paolo Pasolini. A mezzo secolo di distanza, un omicidio mai chiarito per quanto riguarda esecutori e mandanti, un cold case che rimane uno dei grandi misteri italiani irrisolti. L’unica cosa oggi certa, in base a successivi approfondimenti investigativi, è che Pino Pelosi - il ragazzo, allora diciassettenne, unico condannato per l’assassinio dello scrittore - non fu solo sulla scena del crimine.
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Romanzi e 18 raccolte di poesie, 8 documentari e 13 film girati, 7 canzoni scritte e circa 200 disegni prodotti e conservati, 33 processi subiti nel corso di una carriera lunga più di tre decenni e 13 premi cinematografici vinti. Se bastasse questo a inquadrare Pier Paolo Pasolini (PPP), se fosse sufficiente qualche numero per raccontare quest'artista a cinquant'anni dalla sua uccisione all'idroscalo di Ostia, potremmo fermarci qui.
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La visione de La rabbia, il film-saggio di Pier Paolo Pasolini finalmente ricomposto da Giuseppe Bertolucci, con la Cineteca di Bologna che presiede, nella versione pensata dall’autore, senza l' insensata aggiunta di Giovanni Guareschi, solleva un dubbio terribile. O Pasolini era davvero un profeta oppure l’Italia è tornata indietro di mezzo secolo, ai peggiori anni Cinquanta, tempi gretti, reazionari, impauriti.
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Di Pierdomenico Corte Ruggiero Palermo, 6 gennaio 1980. Le feste sono quasi finite. Feste ricche di speranza. È appena finito il decennio degli anni 70. Ricco di vivacità culturale, di lotte sociale. Purtroppo, però, ricco di morte e misteri. Si guarda ai nascenti anni 80 con fiducia. Nessuno può ancora sapere che il 1980 sarà anno terrificante: la strage della stazione di Bologna, la strage di Ponza/Ustica, il terremoto in Irpinia.
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