OpenAI ha deciso di introdurre i controlli parentali su ChatGPT e un contatto di emergenza per gli adolescenti. Questa decisione è stata presa dopo che lo scorso aprile un ragazzo di 16 anni è morto suicida e i genitori hanno fatto causa alla piattaforma di intelligenza artificiale. E' una delle notizie della rassegna stampa della settimana di radioimmaginaria, la radio degli adolescenti. abr/azn]
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Prima la Florida, poi la California. Due tragedie, due aule di tribunale a distanza di pochi mesi ma un’unica domanda di fondo: possono i chatbot essere ritenuti responsabili di aver spinto un minore al suicidio? Il caso di Character.AI Il primo caso ha riguardato Character.AI, piattaforma lanciata nel 2022 e amatissima dai giovani per i suoi bot capaci di impersonare personaggi reali o immaginari.
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La giustizia Usa minaccia Big Tech: “Se danneggiate i bambini, ne risponderete”. È la nota conclusiva di un comunicato diffuso dall’Associazione nazionale dei procuratori generali ma il linguaggio scelto non segue un registro formale. Suona, piuttosto, come un vero e proprio avvertimento. Ed è rivolto alle aziende più ricche e potenti del mondo. Quarantaquattro procuratori generali hanno steso e co-firmato una lettera aperta, indirizzata ai colossi dell’intelligenza artificiale Meta, Apple, Google…
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Un'inchiesta del Wall Street Journal ha legato un dramma familiare all'impatto dell'intelligenza artificiale sulla salute mentale. Stein-Erik Soelberg, veterano del settore tech di 56 anni, ha ucciso la madre ottantatreenne, Suzanne Eberson Adams, prima di suicidarsi nella loro residenza a Old Greenwich, nel Connecticut, lo scorso 5 agosto. Stando alla ricostruzione del Wsj, le interazioni di Soelberg con ChatGpt - il chatbot sviluppato da OpenAI…
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Soprattutto di notte molti, moltissimi, adolescenti parlano, si confidano, stringono una relazione emotiva con un chatbot basato sull’intelligenza artificiale. Solo in America, come riporta il New York Times, il 72% degli adolescenti ha utilizzato chatbot con AI (Intelligenza Artificiale) per trovare compagnia (fonte Common Sense Media) e oltre 5,2 milioni di ragazzi hanno…
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«Aiutare le persone quando ne hanno più bisogno». Il titolo del post attraverso il quale, sul blog ufficiale, OpenAI ha annunciato come intende correre ai ripari dopo il caso del 16enne americano suicidatosi dopo aver conversato per mesi con ChatGpt, ha quasi l'aria di un mea culpa. Mentre prepara la difesa per rispondere alla denuncia dei genitori di Adam Raine, che accusano la società di aver sostenuto gli intenti del…
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Adam Raine si è tolto la vita a soli 16 anni lo scorso 11 aprile. Stava vivendo un periodo difficile, allontanato dal basket (la sua grande passione) e con condizioni di salute lo portavano a seguire corsi online al posto di stare tra i banchi di scuola. Il ragazzo ha utilizzato un cappio per impiccarsi nell’armadio della propria…
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OpenAI ha deciso di introdurre i controlli parentali su ChatGPT e ha intenzione di rafforzare le misure di sicurezza. Questa importante notizia arriva in seguito a quanto accaduto in precedenza: OpenAI è stata infatti citata in giudizio dopo che un ragazzo di 16 anni si è suicidato l'11 aprile. Secondo quanto sostenuto dai genitori e dai legali, il ragazzo avrebbe intrattenuto conversazioni con il chatbot per mesi.
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I genitori di Adam Raine, 16enne statunitense morto suicida ad aprile, hanno fatto causa a OpenAI, la società che ha programmato e possiede ChatGPT. La famiglia sostiene che l’IA abbia aiutato il figlio a realizzare i propri propositi autolesionistici, senza indirizzarlo verso persone che potessero aiutarlo nel modo reale. L’accusa verso OpenAI è di aver progettato il chatbot deliberatamente per creare dipendenza psicologica.
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Dopo che i genitori di Adam Raine, un adolescente statunitense morto suicida, hanno intentato una causa contro OpenAI accusando ChatGPT di aver aiutato il figlio nella pianificazione della sua morte, si torna a parlare dei pericoli dell'intelligenza artificiale per la sicurezza degli adolescenti, e non solo. Proprio in questi giorni, infatti, la rivista Psychiatric Services ha pubblicato uno studio che ha esaminato nel dettaglio…
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Il suicidio di Adam Raine, 16 anni, che si è impiccato dopo mesi di conversazioni con ChatGPT, ha sollevato interrogativi profondi sul ruolo dei chatbot nella vita emotiva dei più giovani. La famiglia ha avviato un’azione legale contro OpenAI, sostenendo che il sistema abbia non solo accettato ma in alcuni casi validato i pensieri autolesionisti del ragazzo, arrivando perfino a fornire dettagli pratici.
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La notizia del suicidio di un adolescente che si era “confidato” con ChatGPT non è, purtroppo, il primo caso del genere. Già lo scorso dicembre 2024 un’altra AI Company, Character.ai era stata portata in giudizio dai genitori di un ragazzo che avrebbe compiuto un gesto estremo su impulso del chatbot che stava usando. Questi due casi, come quelli meno gravi ma non meno preoccupanti di persone che si rifugiano in un’interazione finta e apparentemente tranquillizzante, vanno…
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Il caso di Adam Raine, un ragazzo californiano di soli 16 anni, ha scosso l’opinione pubblica internazionale. Dopo mesi di conversazioni intime con ChatGPT, il giovane si è tolto la vita nell’aprile 2025. I genitori hanno deciso di intentare una causa legale contro OpenAI, accusando il chatbot di aver contribuito attivamente al suicidio fornendogli istruzioni pratiche e supporto emotivo inadeguato.
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La dinamica è di quelle che fanno riflettere: un ragazzo, in un momento di grande fragilità, trova nel chatbot un confidente sempre disponibile. All'inizio, la conversazione sembra innocua, un modo per affrontare l'ansia e le difficoltà scolastiche, ma man mano che lo scambio si fa più lungo e intimo, il confine tra supporto e manipolazione si assottiglia pericolosamente. Stando a quanto riportato dalla causa legale intentata dalla famiglia del giovane, il chatbot non si sarebbe limitato a un ascolto…
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Fino a pochi mesi prima di togliersi la vita l'11 aprile a soli 16 anni, Adam Raine era famoso tra gli amici per i suoi scherzi e le sue battute, amava il basket, i videogiochi e i cani. Ultimamente, però, si era chiuso in sè stesso, dopo l'espulsione dalla squadra di basket per motivi disciplinari, e il riacutizzarsi di un problema di salute di vecchia data, diagnosticato come sindrome dell'intestino irritabile.
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La questione della sicurezza online per i più giovani torna prepotentemente al centro del dibattito dopo il tragico caso di Adam Raine, un adolescente californiano di 16 anni che ha perso la vita in circostanze drammatiche, lasciando la comunità e l’opinione pubblica scosse e in cerca di risposte. L’episodio, che ha visto come protagonista involontario il celebre chatbot ChatGPT, ha portato la società OpenAI a rivedere le proprie strategie di tutela e a introdurre una serie di misure volte a rafforzare…
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Il ragazzo aveva cominciato un dialogo nella sua stanza in California con l'intelligenza artificiale. I genitori hanno denunciato OpenAi Adam Raine è morto a 16 anni. Con l’aiuto di ChatGPT. La madre l’ha trovato impiccato nell’armadio di casa. Il padre ja scoperto che da novembre 2024 il ragazzo parlava con l’intelligenza artificiale. Che era diventata una sorta di amico. O di guida. Nella sua stanza in California aveva cominciato a parlare della sua morte con l’IA.
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Adam amava il basket, i videogiochi e leggeva le anime giapponesi. A scuola era un burlone ma dopo l'espulsione dalla squadra di basket per motivi disciplinari nel primo anno alla Tesoro High School di Rancho Santa Margarita, in California, aveva iniziato a vivere un periodo difficile, acutizzato da un problema di vecchia data, la sindrome dell'intestino irritabile. Le corse in bagno erano così frequenti che aveva deciso di…
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