Di Domenico Maceri – SAN LUIS OBISPO (Usa). “Mette in pericolo tutte le democrazie. L’Israele per prima, ma voi sarete i prossimi”. Così Benjamin Netanyahu mentre attaccava Karim Khan, procuratore della Corte penale internazionale (Cpi), che ha recentemente fatto richiesta di spiccare mandati di arresto per il primo ministro di Israele e il ministro della difesa Yoav Gallant. Khan ha fatto la stessa richiesta nel caso dei tre leader di Hamas Yahya Sinwar, Mohamed Deif e Ismael Haniyeh.
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Nel corso di una visita a Oxford, qualche settimana fa, Josep Borrell, l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri, ha fatto un commento rivelatore: “La diplomazia è l’arte del doppiopesismo.” Nulla finora ha smascherato con tanta brutalità la prassi europea dei due pesi e due misure come la decisione di Karim Khan, il procuratore del Tribunale penale internazionale dell’Aia (ICC), di emettere un mandato di arresto nei confronti di Benjamin Netanyahu, il primo ministro israeliano, e di Yoav Gallant, il…
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“Alti funzionari del governo e della sicurezza israeliani hanno supervisionato un’operazione di sorveglianza durata nove anni che ha preso di mira la CPI e i gruppi per i diritti dei palestinesi per cercare di ostacolare un’indagine sui crimini di guerra”. La rivelazione arriva da un’indagine congiunta di Yuval Abraham e Meron Rapoport, di Local Call +972, In collaborazione con Harry Davies e Bethan McKernan del The Guardian
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Qualche giorno fa Gideon Levy aveva intravisto un’unica via d’uscita per la “salvezza” di Israele, ovvero accogliere la sentenza della Corte internazionale di giustizia, e agire di conseguenza. Tuttavia, Levy aveva anche anticipato che così non sarebbe stato. E, difatti, dopo la strage di civili al campo profughi di Tel al-Sutan, Israele non costeggia più i bordi dell’abisso”, come scriveva
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Twitter WhatsApp Facebook LinkedIn Email Print di Eliana Riva – Pagine Esteri, 29 maggio 2024. Otto anni di minacce da parte dei servizi segreti israeliani alla Corte penale internazionale. Otto anni di stalking alla ex procuratrice Fatou Bensouda perché rinunciasse alle inchieste su Tel Aviv e le sue violenze nei Territori palestinesi occupati. Ricatti, appostamenti, intimidazioni alla giurista e alla sua famiglia: l’indagine del quotidiano inglese Guardian, in collaborazione con +972 Magazine e…
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Alti funzionari del governo israeliano e gli 007 avrebbero condotto un’operazione di sorveglianza durata nove anni contro la Corte penale internazionale per cercare di contrastare l’indagine su crimini di guerra a Gaza. Lo rivela una inchiesta giornalistica basandosi su interviste con decine di attuali ed ex ufficiali dell'intelligence israeliana, funzionari governativi, figure di alto livello della CPI e diplomatici.
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In questa puntata di Mazzucco Live si commenta l'intervento della Corte dell'Aja su Israele e la richiesta di arresto dei giorni precedenti nei confronti di Netanyahu e dei capi di Hamas. Poi si affrontano le ultime sul conflitto in Ucraina e l'inserimento della dichiarazione vaccinale anti-papilloma per le iscrizioni a scuola ed all'università in Puglia
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Non è vero, almeno stando alle rivelazioni del Guardian, che Israele non si cura dei giudizi della Corte penale internazionale dell’Aja, un tribunale che non ha mai riconosciuto e che ritiene “nullo”. Al contrario, i vertici dello Stato ebraico sarebbero così preoccupati dalle iniziative della Cpi da provare a influenzarne indebitamente le decisioni. Con ogni mezzo a disposizione: inizialmente con la tecnica del “poliziotto buono”, attraverso la seduzione, poi con metodi più spicci e…
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Il Guardian ha pubblicato ieri una inchiesta esclusiva, frutto di un’indagine condotta dal quotidiano inglese assieme alle riviste israeliane +972 e Local Call. Indagine che ha rivelato come Israele abbia orchestrato un’operazione segreta durata quasi un decennio per ostacolare le indagini della Corte Penale Internazionale sui presunti crimini di guerra commessi dai leader israeliani. L’operazione, descritta come una “guerra” contro la CPI, comprendeva una serie di…
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Quando arriva alla guida del Mossad nominato da Benjamin Netanyahu, promette di ri-instillare negli agenti segreti israeliani la spavalderia dei piani audaci e di evitare gli imbarazzi spionistici commessi da qualcuno dei predecessori. Yossi Cohen è in pensione da due anni, sfoggia sempre i capelli impomatati e il sorriso lucido quanto quel ciuffo pettinato all’indietro, ma con Bibi – che l'aveva coltivato come erede alla guida del governo – non va più d'accordo.
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Per quasi un decennio, Israele ha sorvegliato funzionari di alto livello della Corte penale internazionale e operatori palestinesi per i diritti umani nell’ambito di un’operazione segreta volta a ostacolare l’indagine della Cpi sui presunti crimini di guerra di Tel Aviv, rivela un’indagine congiunta di +972 Magazine, Local Call e The Guardian. L’operazione, che risale al 2015, ha visto la comunità di intelligence israeliana sorvegliare regolarmente l’attuale procuratore capo della corte, Karim Khan…
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Yossi Cohen l’ex capo degli 007 israeliani avrebbe cominciato a fare pressioni sull’avvocatessa del Gambia, Fatou Bensouda, per evitare che aprisse un’indagine per crimini di guerra commessi da Israele
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Nove anni di spionaggio, hacker e minacce: la “guerra” di Israele contro la Corte penale internazionale L'inchiesta del Guardian: Netanyahu è “ossessionato” dalle intercettazioni, ha usato il Mossad e lo Shin Bet per "fermare" la Corte e le sue inchieste sui crimini di guerra a Gaza ROMA – Per nove lunghissimi anni Israele ha condotto una “guerra” segreta alla Corte penale internazionale (CPI). Combattuta con armi non convenzionali…
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L’ex direttore del Mossad, l’agenzia di intelligence straniera israeliana, Yossi Cohen, ha minacciato una procuratrice della Corte Penale Internazionale in una serie di incontri segreti. Non solo. Cohen ha anche cercato di spingere la Cpi ad abbandonare un’indagine sui crimini di guerra commessi da Israele. A riportarlo è il quotidiano britannico The Guardian secondo cui i contatti tra Cohen e la…
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L'agenzia di intelligence israeliana del Mossad avrebbe esercitato pressioni sulla Corte penale internazionale per evitare l'indagine per crimini di guerra commessi in Palestina, avviata già nel 2021. Lo rivela il Guardian in un'inchiesta esclusiva.
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