La mostra “Dalì: tra arte e mito”, inaugurata recentemente a Palazzo Tarasconi a Parma, è finita al centro di un'indagine giudiziaria dopo il sequestro di 21 opere ritenute false dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma
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La mostra «Dalí: tra arte e mito», inaugurata il 27 settembre a Palazzo Tarasconi di Parma, è diventata un caso giudiziario. Il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma ha infatti sequestrato 21 opere attribuite a Salvador Dalí, tra arazzi, incisioni, disegni e oggettistica, ritenute presumibilmente false. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, nasce da una segnalazione della Fundación Gala-Salvador Dalí, che ha rilevato «elementi critici» circa l’autenticità dei lavori.
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Era stata inaugurata lo scorso 27 settembre ed era tra le mostre più attese del periodo. “Dalì tra arte e mito”, esposizione promossa a pochi chilometri dal Comprensorio Oglio Po, negli spazi di Palazzo Tarasconi a Parma, si proponeva di offrire uno sguardo approfondito sull’arte del maestro catalano. Nelle sale del polo culturale della città emiliana erano presenti 200 testimonianze del suo genio, tra cui incisioni, ceramiche, arazzi e oggetti di design provenienti da collezioni private.
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In riferimento all’azione di sequestro di alcune opere in esposizione a Parma per la mostra dal titolo “Dalì. Tra arte e mito”, ritenute di dubbia attribuzione al maestro Salvador Dalì, la società Navigare srl – organizzatori dell’esposizione – ha palesato la propria disponibilità a collaborare fornendo tutta la documentazione richiesta per le indagini. “Navigare srl – si precisa nella nota – in occasione del procedimento di sequestro effettuato alle prime ore del mattino dal Nucleo Carabinieri Tutela…
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