Sorveglianza a vista con videocamera affidata agli agenti penitenziari che dovranno monitorare ogni minuto della sua detenzione. Aumentate le misure di sicurezza ne confronti di Francesco Schiavone, 70 anni, detto Sandokan, l’ex capo dei casalesi divenuto collaboratore di giustizia dopo 26 anni di carcere. Schiavone è recluso al 41 bis «in una stanza singola e videosorvegliata» nel carcere dell’Aquila.
Leggi
«Credo che il Venerdì Santo del 2024 possa essere indicato come il giorno preciso della morte definitiva dei clan dei Casalesi». È categorico Roberto Fusciello, 41 anni, uno dei molti che hanno contribuito a spingere in avanti il cambiamento di Casal di Principe attraverso la partecipazione attiva alla vita sociale e culturale del Comune alle porte di Napoli. Attualmente, oltre ad essere vice pre…
Leggi
«Dovrebbe chiedere perdono a tutti i cittadini di Casal di Principe e a tutta quella gente che ha fatto piangere, umiliato e offeso con la violenza delle armi». È un fiume in piena Augusto Di Meo, il testimone oculare dell’omicidio di don Peppe Diana. Appena si è diffusa la notizia della collaborazione di Francesco Schiavone il suo telefono ha squillato a ripetizione. In tanti passano dal suo stu…
Leggi
Un’ossessione: screditare i pentiti. Quando fu il suo turno di essere ascoltato, nel maxiprocesso Spartacus, Francesco “ Sandokan” Schiavone tentò di sconfiggere il solido impianto accusatorio nei suoi confronti attaccando i collaboratori di giustizia. Con un metodo, una strategia: cercando soprattutto di farli apparire come degli inetti e ridicolizzandoli in ogni modo…
Leggi
Dalla predica al delirio, il passo è breve, ma quando c'è Roberto Saviano di mezzo, tutto è possibile. Nel giorno del pentimento di Francesco Schiavone, "Sandokan", boss dei Casalesi, lo scrittore si è scatenato sui social più di un Fedez quando annuncia l'acquisto di una Ferrari. Video, commenti, interviste,
Leggi
La notizia del pentimento di Francesco Schiavone, detto “Sandokan”, 70 anni, capo storico del clan camorristico dei Casalesi, potrebbe avere ripercussioni anche sulla sua “nuova” vita da detenuto all’Aquila, dove è stato trasferito di recente, da Parma, nell’ala del carcere delle Costarelle riservata al regime del 41bis. Se le sue possibili rilevazioni saranno giudicate attendibili, infatti, non è da escludere un ulteriore trasferimento del boss in un’altra struttura carceraria, sicuramente con…
Leggi
Forse 26 anni di vita trascorsi al 41 bis alla fine sono diventati troppi anche per lui. Oppure è stata una malattia a fiaccarne la sua resistenza, come è successo a Matteo Messina Denaro il quale, però, prima è riuscito a godersi trent’anni di latitanza. O magari, disobbedendo alle radici da clan patriarcale, ha voluto seguire l’esempio di due dei sette figli (cinque maschi e due femmine), Nicola e Walter, che si sono…
Leggi
Francesco Schiavone è stato un re spietato e calcolatore. E oggi che decide di “collaborare” con la giustizia italiana ammette così di non essere più un capo. Né del clan dei Casalesi, che ha governato per anni prima con Mario Iovine e poi in solitaria. Né della sua possibile riorganizzazione, visto che con questa mossa lui stesso taglia le gambe a chi potrebbe riprovarci. Ma, spiega oggi Roberto Saviano sul Corriere della Sera, Sandokan era…
Leggi
A marzo ha compiuto settant’anni e 26 ne ha trascorsi in carcere al 41 bis. La speranza e l’esigenza di rivedere la sua famiglia potrebbero essere le ragioni che hanno convinto Francesco Schiavone, alias Sandokan (l’appellativo gli fu attribuito quando era giovane per una qualche somiglianza con il protagonista, interpretato da Kabir Bedi, del celebre sceneggiato televisivo), per molti anni capo indiscusso del clan camorristico dei Casalesi, a scegliere la strada della collaborazione con gli inquirenti.
Leggi
Evento singolare a RaiNews24, dove per alcuni minuti il nome del personaggio di Rocco Schiavone si è sostituito a quello del boss pentito Francesco Schiavone. Una "gaffe" comprensibile, certo, sommata a quella recente di Televideo sul film di Garrone ispirato alla storia di Schettino, è spia del clima complesso che regnerebbe nella redazione di RaiNews.
Leggi
Ansa In Campania, per decenni, il solo evocare a mezza voce l’appellativo del capo casalese Sandokan metteva paura e induceva i presenti a cambiare argomento. Già, perché Francesco Schiavone la sua fama di boss spietato se l’è costruita con le mani proprie, in una carriera criminale iniziata da giovanissimo, come guardaspalle del boss Umberto Ammaturo (il primo arresto lo ebbe diciottenne per porto abusivo d’arma da fuoco).
Leggi
Francesco Schiavone, noto come " Sandokan ", collaborerà con la giustizia. Il super pentito era a capo di una delle cosche più temibili nella galassia della criminalità organizzata, quella dei casalesi : quali segreti può svelare? Poi, la politica: dalle candidature europee del Pd , che fanno ribollire i malumori interni, ai nuovi sondaggi , con la Lega in crisi. A…
Leggi
Il vicedirettore della Gazzetta, Stefano Pileri, anticipa le notizie che troverete domani in edicola con il nostro giornale L'intossicazione dei ragazzi della scuola media di Noceto a Folgarida: il titolare dell'albergo è stato condannato a 80 giorni di lavoro sociale. Ma resta aperta la questione dei risarcimenti I presidi delle scuole parmensi spiegano i limiti dei tetti troppo fiscali che vengono derogati tutti…
Leggi
Video suggerito A cura di Rosaria Capacchione Il boss che era rimasto solo si è arreso. In un incerto mese di marzo, a ridosso del suo settantesimo compleanno, quarantadue anni dopo il suo ingresso trionfale ai vertici di un clan, quello di Antonio Bardellino. Fino a quel giorno, il 24 marzo 1982, era stato un giovane di malavita, svelto di mano e di cervello, un guardaspalle destinato a far carriera ma solo con il tempo.
Leggi
«Il pentimento di Schiavone? Dopo 26 anni di carcere l’ho trovato molto strano, mi chiedo quale sia il contributo che potrebbe dare. Di sicuro potrebbe svelare il mistero dell’omicidio di Antonio Bardellino, mai risolto». A parlare a LaPresse è Sergio Sellitto, oggi dirigente dell’Interporto Campano, negli anni ’90 vicequestore della Polizia di Stato in servizio alla Direzione investigativa antimafia, alla guida della squadra «Yanez» che l’11 luglio 1998 a Casal di…
Leggi
A 'pentirsi' l'aveva esortato lo stesso Roberto Saviano quando, dopo l'arresto del primo figlio, il suo potere cominciava a sgretolarsi. Oggi Francesco Schiavone detto 'Sandokan', capo del temibile clan dei casalesi, si pente e annuncia l'inizio della sua collaborazione con la giustizia. La notizia è clamorosa: a pentirsi infatti è il personaggio che ha ispirato le vicende di 'Gomorra', la saga divenuta celebre in tutto il mondo.
Leggi
Il business della droga C’è stato un tempo in cui il boss della camorra oggi pentito era entrato in affari con il gruppo criminale dei “Bella bella” e con loro aveva messo in piedi un ingegnoso import-export sulla rotta Cosenza–Casal di Principe C’è stato un tempo in cui Francesco “Sandokan” Schiavone, già noto boss casalese e fresco pentito, faceva affari con Michele Bruni alias “Bella Bella”. Anzi…
Leggi
Che significa il pentimento di Francesco Schiavone, detto Sandokan? Cosa potrà rivelare agli inquirenti, dopo quasi tre decenni di 41 bis? Vorrà davvero parlare di fatti sostanziosi o, come Antonio Iovine, si limiterà a ripetere ciò che era già noto? Domande che circolano in queste ore, dopo che il capo dei casalesi ha deciso di collaborare con la giustizia. "Un pentimento che avviene…
Leggi
