E' difficile trovare altri aggettivi e definizioni per raccontare Tadej Pogacar. Lo sloveno ha trionfato al Tour, il suo terzo in carriera, realizzando la doppietta con il Giro che mancava dal 1998 con Marco Pantani. Un modo di correre e di vincere unico nella storia del ciclismo. Difficili (e forse inutili) i paragoni con il passato: ammiramo "Pogi", in attesa che compia altre imprese memorabili L'ALBO D'ORO DEL TOUR - LE PAGELLE DEL TOUR DE FRANCE La sua maglia è…
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Anziché a Nizza, dove il Tour ha celebrato il suo primo gran finale lontano da Parigi, sarebbe stato meglio premiare Tadej Pogacar poco più in là, a Cannes, città legata al cinema: perché lo sloveno è davvero un gran bel film. Terzo successo in giallo in cinque partecipazioni, dopo due secondi posti in fila, doppietta col Giro che non riusciva dai tempi di Pantani, anno 1998, secolo scorso: solo per fermarci agli ultimi due mesi.
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Tadej Pogacar ha dominato il Tour de France vincendo anche l'ultima tappa, la cronometro con arrivo a Nizza. Rifilando ritardi pesanti a Vingegaard ed Evenepoel e divertendosi mentre gli altri sudavano sui pedali, regalando spettacolo in diretta TV.
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Tadej Pogacar che si è preso la Francia e l’Italia, come l’imperatore di un altro secolo. Tadej Pogacar che ha pedalato accanto e poi ben oltre Marco Pantani, l’ultimo prima di lui capace di affiancare il giallo al rosa. Tadej Pogacar che ha cambiato il ciclismo, una volta e per sempre, con il terzo Tour vinto con dominio stordente. Subito dopo aver aggiunto pure una crono mai vista alla collezione di sei perle in questa Boucle, lo sloveno si è messo a saltellare con…
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