La mafia compra armi sul dark web. Lo svela l’ultima inchiesta della dda di Palermo che ha portato al fermo e all’arresto di 181 persone. Agli atti anche una conversazione intercettata di Calogero Lo Presti, boss di Porta nuova che dice: “c’è…ci sono…ce n’è di tutti…(..inc..) ci sono…ci sono…conservate sono”, dice al suo interlocutore alludendo alle armi. Rete informatori riferiva a boss dei blitz imminenti Cosa nostra è riuscita ad avere una serie di informazioni riservate su…
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Il racket del pizzo continua a stritolare i commercianti di Palermo. Parlano di «imposizioni a tappeto» gli inquirenti che oggi hanno arrestato 181 mafiosi. Dall’inchiesta emerge la sottomissione massiccia dei ristoranti delle borgate marinare di Sferracavallo e Mondello all’ordine di rivolgersi ai fornitori di prodotti ittici con il grossista indicato dal boss Nunzio Serio.
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«Rivolgo il mio sentito apprezzamento al Comando provinciale dei Carabinieri, alla Direzione distrettuale antimafia e alla Procura della Repubblica di Palermo per l’imponente blitz che ha dato oggi un colpo storico a quella mafia che cerca di riorganizzarsi nei diversi quartieri di Palermo e in provincia. L’operazione di oggi svela una Cosa nostra che utilizza le nuove tecnologie e si arricchisce, soprattutto, grazie al traffico di stupefacenti e alle estorsioni.
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Dallo statuto scritto di Cosa Nostra alle nuove tecnologie PALERMO – Un mix fra passato e presente per tentate di riorganizzarsi. Da una parte c’è il vecchio statuto di Cosa Nostra nascosto chissà dove, dall’altra le nuove tecnologie con i boss che si riuniscono in chat. Il blitz con 181 arresti azzera quattro mandamenti – Porta Nuova, Tommaso Natale-San Lorenzo, Santa Maria di Gesù, Bagheria – e le relative famiglie, ma coinvolge anche personaggi chiave a Pagliarelli e alla Noce.
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Nel corso di una maxi-operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo sono stati disposti i fermi e gli arresti di 181 persone, tra boss, "colonnelli", uomini d'onore, ed estortori di diversi mandamenti del capoluogo siciliano…
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Tra le fila mafiose c'è nostalgia della vecchia Cosa nostra e dei boss d’un tempo. Lo rivela la maxi-inchiesta della Dda di Palermo e dei carabinieri che ha portato in cella 181 persone. «Il livello è basso oggi arrestano a uno e si fa pentito; arrestano un altro... livello misero, basso, ma di che cosa stiamo parlando?», diceva il capomafia di Brancaccio Giancarlo Romano non sapendo di essere intercettato.
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