Parigi, 31 lug. "L'obiettivo era quello di stare in pedana il più possibile, di godermi ogni stoccata, era la mia prima esperienza e l'ho fatto. Poi il finale lascia un po' di amaro in bocca sicuramente, però comunque anche avendo perso ho tirato fino alla fine perché ho perso 15-14, quindi più di così non potevo stare in pedana, sono contento e oggi molto di più rispetto a quanto non lo fossi ieri e va bene così".
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Parigi 2024, Cerioni: oggi festeggiamo, ma tutto il mondo ha visto Parigi, 31 lug. "Oggi è bello vedere lui contento. Io ero più arrabbiato ieri e lui era più contento, mi sembrava, di oggi. Io al contrario, oggi sono più tranquillo, più contento di una medaglia, di aver portato il ragazzo a tirare e arrivare a un obiettivo così importante. Mi dispiace per gli altri che per poco non siamo riusciti a portare avanti, con Marini e anche Bianchi sul 14 pari, tutti e due, abbiamo visto anche…
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Parigi 2024, Macchi: vincitore morale? Ero più contento sul campo 31 luglio 2024 Parigi, 31 lug. - "L'obiettivo era quello di stare in pedana il più possibile, di godermi ogni stoccata, era la mia prima esperienza e l'ho fatto. Poi il finale lascia un po' di amaro in bocca sicuramente, però comunque anche avendo perso ho tirato fino alla fine perché ho perso 15-14, quindi più di così non potevo stare in pedana, sono contento e oggi molto di più rispetto a quanto non lo fossi ieri e va bene…
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Stefano Cerioni Stefano Cerioni è un colosso di 60 anni, 1 metro e 90 di altezza, ex campione olimpico di fioretto e oggi allenatore della nazionale italiana di scherma. L’altra sera è andato su tutte le furie perché evidenti errori arbitrali hanno tolto l’oro, meritatissimo, al suo allievo Filippo Macchi, 22 anni. Cerioni ha protestato in modo molto vivace, come fece a Barcellona, nel 1986, da atleta, per una vicenda simile che gli costò un anno di squalifica.
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La rabbia e l'adrenalina sono sbollite. Non del tutto ma nell'animo del ct Stefano Cerioni adesso c'è un po' di posto in più anche per la soddisfazione scaturita dalla medaglia d'argento nel fioretto conquistata da Filippo Macchi. "La verità è ci troviamo di fronte ad arbitri che sono giovani e hanno difficoltà a prendere certe decisioni in determinati momenti. Non sono pronti per arbitrare una finale", e sfuma così…
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Il mondo delle scommesse ha indicato la via al Coni: perché non pagare l'oro che non c'è a Filippo Macchi? Il fiorettista beffato, forse derubato dai giudici l'altra sera. La Sisal riconoscerà agli scommettitori la somma prevista a chi aveva puntato sull'oro dell'azzurro. Il nostro comitato olimpico, anziché percorrere la strada laboriosa, lastricata e spesso incompresa delle proteste e dei reclami, potrebbe farne tesoro, prendere ad esempio, e limitarsi ad un italianissimo: sai cosa c'è Filippo, caro ragazzo? Visto…
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La delusione per la sconfitta per una stoccata è tanta, ma Filippo Macchi potrà riprendersi in vista della prova a squadre grazie al sostegno della fidanzata Giulia Amore che lo ha seguito sulle tribune di Parigi nel suo percorso che l'ha portato sin all'argento nel fioretto maschile.
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"Ladri, ladri. Vergogna! Incompetenti". Il dito puntato contro i giudici. Una posa da versione furente del "Giudizio Universale". La rabbia del ct del fioretto azzurro Stefano Cerioni, immortalato come un leone rampante, simbolo della sua città, è la rabbia della sua Jesi e di tutta l’Italia che aveva già visto materializzarsi un altro oro olimpico a Parigi 2024, quello di Filippo Macchi nel fioretto individuale ma che invece si è dovuto…
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– Da Parigi a Pisa, passando per il cuore dell’hinterland cittadino. Nato a Pontedera, ma cascinese, una vita passata a Laiano, Filippo Macchi ha unito un popolo con la sua straordinaria cavalcata, interrottasi soltanto, come nelle migliori storie degli eroi sportivi, a un passo dall’oro. Il viaggio di Macchi è solo all’inizio, considerando che ora l’attenzione è focalizzata alla gara a squadre di fioretto di domenica, ma è già tempo di bilanci.
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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “L’obiettivo era quello di stare in pedana il più possibile, di godermi ogni stoccata. Era la mia prima esperienza, il finale lascia sicuramente un po’ di amaro in bocca, però anche avendo perso ho tirato fino alla fine”. Il giorno dopo c’è più voglia di godersi l’argento anche se quell’oro se lo sognerà parecchio. Filippo Macchi si prende i giusti applausi a Casa Italia a Parigi dopo la discussa finale del fioretto
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"Il finale lascia un po' l'amaro in bocca ma sono contento" PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) - "L'obiettivo era quello di stare in pedana il più possibile, di godermi ogni stoccata. Era la mia prima esperienza, il finale lascia sicuramente un po' di amaro in bocca, però anche avendo perso ho tirato fino alla fine". Il giorno dopo c'è più voglia di godersi l'argento anche se quell'oro se lo sognerà parecchio.
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(Adnkronos) – Filippo Macchi vince, alle Olimpiadi di Parigi 2024, l’argento nel fioretto. Ma non era questa la medaglia che meritava. Perdere, infatti, così la finale contro il campione olimpionico in carica – Cheung Ka Long – è stato davvero doloroso e ingiusto, anche perché l’atleta azzurro era in vantaggio 14-12 e per due volte ha piazzato la stoccata decisiva. Durante queste Olimpiadi, troppo spesso gli arbitri stanno facendo pendere la bilancia del loro giudizio a sfavore…
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PARIGI – Complotto o incapacità? Il giorno dopo l’interrogativo resta ancora sospeso sotto la cupola del Grand Palais, ma qualche dettaglio sulla serata maledetta filtra. Ed è prezioso per interpretare almeno lo stato d’animo con cui i due arbitri hanno condotto la finale persa tra le polemiche da Filippo Macchi contro il campione di Hong Kong Cheung Ka Long. Un passato da sciabolatore L’arbitro…
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Filippo Macchi è d'argento a Parigi 2024 nel fioretto, con l'oro sfumato all'ultima stoccata con una decisione arbitrale contestata. Per Sisal, Macchi ha meritato l'oro e per questo ha deciso di pagare la vittoria a tutti quelli che hanno creduto in questo traguardo. Con questa iniziativa, Sisal vuole premiare l'abilità di chi ha creduto nella conquista del titolo olimpico e quella dell'azzurro. Come ha sottolineato Ignazio Di Lauro, Sisal Betting Director: "Per Sisal è sempre importante ascoltare i propri…
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ROMA (ITALPRESS) – Filippo Macchi vince, alle Olimpiadi di Parigi 2024, l’argento nel fioretto. Ma non era questa la medaglia che meritava. “Perdere così la finale contro il campione olimpionico in carica – Cheung Ka Long – è stato davvero doloroso e ingiusto, anche perchè l’atleta azzurro era in vantaggio 14-12 e per due volte ha piazzato la stoccata decisiva. Durante queste Olimpiadi, troppo spesso gli arbitri stanno facendo pendere la bilancia del loro giudizio a sfavore degli atleti italiani non riconoscendone le…
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Foto IMAGO / Xinhua La mattina dopo la finale di fioretto maschile individuale, sui social e sui giornali italiani è tutto un grandissimo caos. Anche chi ha osservato quell’ultimo assalto da spettatore poco o per nulla esperto di tecnica schermistica, ha avuto la sensazione che quella di Filippo Macchi – fiorettista pisano classe 2001 – non fosse stata solo una sconfitta sfortunata arrivata al culmine di una gara esemplare.
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, l’argento nel fioretto. Ma non era questa la medaglia che meritava. Perdere, infatti, così la finale contro il campione olimpionico in carica - Cheung Ka Long - è stato davvero doloroso e ingiusto, anche perché l’atleta azzurro era in vantaggio 14-12 e per due volte ha piazzato la stoccata decisiva. Durante queste Olimpiadi, troppo spesso gli arbitri stanno facendo pendere la bilancia del loro giudizio a sfavore degli atleti italiani non riconoscendone le giuste vittorie.
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A un passo dal sogno. Poi ci ha pensato l'arbitro, il signor Huang di Taipei, a dare il brusco risveglio a Filippo Macchi, azzurro del fioretto che deve accontentarsi di un contestatissimo argento nella finale contro l'olimpionico Cheung Ka Long. Una serie di decisioni che hanno mandato su tutte le furie il ct Cerioni, il presidente federale Paolo Azzi e il numero uno del Coni Giovanni Malagò. Ma non solo.
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La video-ricostruzione della contestata decisione arbitrale che ha decretato la vittoria dell’atleta di Hong Kong, Cheung Ka Long, nella finale di fioretto contro Filippo Macchi. Sul punteggio di 14-14, l’atleta italiano ha piazzato una chiara stoccata contro l'avversario, ma l'arbitro non l'ha assegnata. L'azione è stata ripetuta ma, ancora una volta e dopo una consultazione con il collega addetto ai video, la giuria non ha preso nessuna decisione.
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JESI Virale. Sui social, da ieri sera (30 luglio), girano solo le sue immagini. O meglio, le proteste all'indirizzo dei direttori di gara Hao Chih Huang di Taiwan e Sang Won Suh (Corea del Sud). Il soggetto, naturalmente, è coach Stefano Cerioni. Padre della scherma jesina e tecnico della Nazionale protagonista di una serata molto difficile che ha visto Filippo Macchi soccombere in finale - a un passo dal traguardo - contro Ka Long Cheung…
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Un assalto stupendo, un duello degno dei moschettieri di Dumas per spettacolarità, agilità, determinazione: Filippo Macchi è la rivelazione del fioretto azzurro. La sua medaglia d'argento contro il campione in carica Cheung Ka Longha riscattato una giornata storta e l'eliminazione del favorito Filippo Marini, nonché le delusioni delle ragazze, rimaste individualmente giù dal podio a dispetto del ranking che le vedeva tra le migliori.
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