Dopo un anno di guerra nella Striscia di Gaza, conflitto che da quasi un mese si è esteso anche al Libano e con l’incognita di cosa accadrà quando Israele porterà a termine la rappresaglia contro l’Iran, la pace in Medio Oriente sembra allontanarsi sempre di più. Neanche nel giorno del primo anniversario della strage ordita dai terroristi di Hamas, in cui persero la vita 1400 israeliani, sono mancati attacchi e contrattacchi da parte dei miliziani palestinesi e libanesi di…
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Il premier israeliano ha ricordato il massacro di un anno fa durante una riunione di sicurezza Nel corso di una riunione di sicurezza il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha chiesto che l’operazione contro Hezbollah e Hamas venga chiamata ‘Guerra della rinascita‘. Le parole del premier israeliano sono state riprese e diffuse in un video rilasciato dal suo ufficio per commemorare il primo anniversario dei massacri del 7 ottobre, Netanyahu ha affermato: “Questa è la…
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Mentre infuria la rappresaglia israeliana su Gaza per l'eccidio del 7 ottobre ed è in corso un brutale regolamento di conti tra il governo di Benjamin Netanyahu e nemici storici come Hezbollah e l'Iran, Israele è sempre più impopolare in Europa, inclusa la Germania. Quest'ultima, senza che nessun vicino si ribellasse, ha applicato le leggi più repressive contro le proteste
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A un anno dal massacro del 7 ottobre, sono sette sono i fronti aperti per Israele. Lo Stato ebraico si trova ad affrontare una serie di minacce, racchiuse in quella che il premier Benjamin Netanyahu ha chiamato l'asse della "maledizione", mostrandola su una mappa all'Assemblea Generale dell'Onu.
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Milano, 6 ott. – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che, a quasi un anno dagli attacchi di Hamas contro Israele, il suo Paese sta combattendo su sette fronti. “Oggi Israele si sta difendendo su sette fronti contro i nemici della civiltà”, ha detto in una dichiarazione video. Netanyahu ha specificato che questi includono Hezbollah sostenuto dall’Iran nel nord, Hamas a Gaza, gli Houthi nello Yemen, i “terroristi” in Cisgiordania e le milizie sciite in Iraq e Siria
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TEL AVIV – Un anno fa era difficile pensare che Benjamin Netanyahu sarebbe risorto da ceneri come quelle della casa del signor Oded Lifshitz, qui a Nir Oz. La mattina del 7 ottobre 2023, a 83 anni, questo ex giornalista – il primo ad aver raccontato a Israele il massacro di Sabra e Chatila, il primo a incontrare Yasser Arafat – è stato portato a Gaza, ferito, mentre alle sue spalle la casa dove a…
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Da Gaza agli Houthi, i sette fronti di Israele Lo Stato ebraico si trova ad affrontare una serie di minacce, racchiuse in quella che il premier Benjamin Netanyahu ha chiamato l'asse della "maledizione", mostrandola su una mappa all'Assemblea Generale dell'Onu
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Dopo l'operazione Nuovo Ordine in Libano, la decimazione dei vertici di Hezbollah nel giro di dieci giorni, la popolarità di Bibi Netanyahu è risalita in Israele per la prima volta. Non è sorprendente. Il trauma estremo che il 7 ottobre ha rappresentato per gli israeliani si deve alle dimensioni e alla ferocia della strage ma anche alla sensazione diffusasi per la prima volta di una assoluta inefficienza dell'apparato difensivo, dei leggendari servizi segreti, dell'efficienza bellica.
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