Ieri, Stellantis ha proceduto all’emissione di un bond perpetuo in tripla tranche, di cui le prime due denominate in euro e una terza in sterline inglesi. Nel complesso, ha raccolto circa 5 miliardi, attirando ordini complessivi per 19 miliardi. L’ammontare rientra nei limiti fissati dal Consiglio di amministrazione a febbraio per gli strumenti cosiddetti “ibridi”. Ad essersi occupate dell’operazione sono state Citi, Crédit Agricole, Intesa Sanpaolo IMI, Mediobanca, BNP…
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Dopo un anno complicato sul fronte dei conti, Stellantis torna sul mercato dei capitali e lo fa con un’operazione finanziaria di peso. Il gruppo automobilistico ha definito il pricing dell’offerta di obbligazioni ibride perpetue subordinate annunciata il 10 marzo, dando il via a una raccolta complessiva che potrà arrivare fino a 5 miliardi di euro. La prima tranche dell’emissione vale 2,2 miliardi di euro.
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Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Come annunciato nelle ultime settimane, in occasione del «reset» strategico (spesato in circa 25 miliardi di euro di oneri straordinari), Stellantis perfeziona un’offerta di obbligazioni ibride perpetue subordinate. Un intervento sul patrimonio che, nella visione dei vertici, è finalizzato principalmente a sostenere la liquidità del gruppo in questa…
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Stellantis ha annunciato il pricing dell’offerta di obbligazioni ibride perpetue subordinate, effettuata il 10 marzo 2026; il regolamento dell’offerta è previsto per il 16 marzo 2026. L’emissione sarà strutturata in tre tranche. La prima di 2,2 miliardi di euro di Titoli di Capitale a Tasso Fisso, non redimibili per i primi 5,25 anni, scadenza perpetua e una cedola annuale del 6,250% fino alla prima data di reset del 16 giugno 2031.
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Stellantis ha annunciato il pricing dell’offerta di obbligazioni ibride perpetue subordinate, effettuata ieri 10 marzo. L’emissione sarà strutturata in diverse tranche, con la prima pari a 2,2 miliardi di euro di titoli di capitale a tasso fisso, non redimibili per i primi 5,25 anni, scadenza perpetua e una cedola annuale del 6,250% fino alla prima data di reset del 16 giugno 2031; la seconda per 1,8 miliardi di Titoli di Capitale a Tasso Fisso, non redimibili per i primi 8 anni, scadenza perpetua e…
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AMSTERDAM – Stellantis N.V. ha annunciato oggi il pricing dell’offerta di obbligazioni ibride perpetue subordinate, effettuata il 10 marzo. L’emissione sarà strutturata nelle seguenti tranche: 2,2 miliardi di euro di Titoli di Capitale a Tasso Fisso, non redimibili per i primi 5,25 anni, scadenza perpetua e una cedola annuale del 6,250% fino alla prima data di reset del 16 giugno 2031; 1,8 miliardi di euro di Titoli di Capitale a Tasso Fisso, non redimibili per i primi 8 anni, scadenza perpetua e…
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Una finestra spalancata sulla fiducia del mercato o il prezzo della prudenza? Per Stellantis la risposta, almeno per ora, è nei numeri: un collocamento ibrido perpetuo fino a 5 miliardi di euro che attrae ordini per oltre quattro volte l’offerta e consente di stringere i rendimenti. Un segnale potente, mentre il gruppo italo-francese ricalibra la rotta sulla transizione elettrica, dopo maxi svalutazioni e lo stop al dividendo annunciati a febbraio.
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Stellantis sfrutta la finestra di mercato favorevole e colloca bond ibridi perpetui per 5 miliardi di euro. L’operazione, curata da Goldman Sachs, è la più grande nel suo genere mai conclusa in Italia e fa seguito alle maxi-svalutazioni per oltre 22 miliardi annunciate dal ceo Antonio Filosa con la pubblicazione dei conti annuali del 2025. Il gruppo nato dalla fusione fra Fiat-Chrysler e Peugeot ha deciso di sfidare una fase di mercato delicata per…
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Stellantis apre il mercato dei capitali con il collocamento di tre bond perpetui, inaugurando così la propria prima emissione ibrida in un momento cruciale per la trasformazione del gruppo automobilistico italo-francese. L’operazione, destinata a sostenere il rafforzamento patrimoniale della società, arriva dopo il via libera ottenuto il 6 febbraio 2026 per l’emissione di strumenti ibridi fino a un massimo di 5 miliardi di euro.
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