Di Stefano Fassina Mario Draghi è personalità rappresentativa della classe dirigente tradizionale. Da policy maker ne ha coltivato interessi e ora, da policy advisor, ne anticipa orientamenti. Va seguito. Nella lectio al Meeting di Rimini, ha preso atto del tramonto della stagione neo-liberale e della marginalità dell’Unione europea. Come da manuale, ha individuato, quale causa dell’irrilevanza di quest’ultima, l’insufficiente…
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Questo articolo su Stati Uniti ed Europa è pubblicato sul numero 36 di Vanity Fair in edicola fino al 2 settembre 2025. Nel suo discorso al meeting di Rimini, l’ex premier ed ex presidente della Bce Mario Draghi ha sostenuto che la dipendenza dell’Unione europea dagli Stati Uniti è la causa di molti dei nostri problemi. La Commissione europea e gli Stati nazionali hanno dovuto accettare dazi del 15 per…
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Verso lo scetticismo diffuso denunciato pure da Draghi non basta la retorica dei valori. Occorre ritrovare l’unità d’azione tornando a credere nel dualismo tra il Bene e il Male.«Non sorprende che il livello di scetticismo nei confronti dell’Europa abbia raggiunto nuovi picchi». Così ha affermato l’...
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Ciò che ha detto Mario Draghi al Meeting di Rimini ha una duplice faccia, un po’ come un Giano bifronte che guarda avanti e guarda indietro. Guardando indietro Draghi ha sottolineato i motivi per cui prima la Comunità economica europea e poi l’Unione si sono costituite: la necessità di superare l’organizzazione dell’Europa in Stati l’un contro l…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Nella conversazione con Bernhard Scholz che ha fatto seguito al suo intervento al Meeting di Rimini, Mario Draghi ha definito il suo europeismo come «molto pragmatico» e «molto con i piedi per terra». Ha ricordato, inoltre, che i corpi intermedi sono «uno strumento straordinario» per l’avanzamento del progetto europeo, perché «per loro vocazione, avvicinano le istituzioni e le…
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Dopo il nostro articolo, Buonguerrieri, capogruppo di Fdi nella bicamerale Covid, ha chiesto di convocare l’ex presidente di Aifa: «Il suo fuorionda è molto grave». Durante l’emergenza le dichiarazioni dell’esperto erano molto diverse dalla posizione dentro al Cts.Toccherà anche a Giorgio Palù, doce...
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Al Meeting di Rimini sono arrivati messaggi importanti, come quelli di Mario Draghi e di Sergio Mattarella Politici e rappresentanti delle istituzioni italiane hanno aperto il Meeting di Rimini di quest’anno, che ha come titolo “Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi”. Il discorso di Mario Draghi, ex presidente del Consiglio, ha descritto con precisione la situazione globale attuale e il posto che l’Unione europea occupa al suo interno.
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La severa diagnosi di Mario Draghi a Rimini ha colto nel segno denunciando la crisi dell’Unione europea, evidenziata anche dal suo «ruolo marginale nei negoziati per la pace in Ucraina». Il 2025, ha detto Draghi, «sarà ricordato come l’anno in cui è evaporata l’illusione che la nostra dimensione economica da sola assicurasse una qualche forma di potere geopolitico». Lo hanno dimostrato la mesta r…
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Cina e India hanno avviato una fase di disgelo. La settimana scorsa, il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, si è recato a Nuova Delhi, per incontrare il premier indiano, Narendra Modi.“Sono lieto di incontrare il ministro degli Esteri Wang Yi. Dal mio incontro con il presidente Xi a Kazan lo scor...
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L’intervento che l’ex Presidente del consiglio e soprattutto ex Governatore della Banca centrale europea ha tenuto a Rimini lo scorso 22 agosto nell’ambito dell’annuale meeting di Comunione e Liberazione ha avuto, almeno qui in Italia, ampio risalto. Eppure, quello che ha detto è a dir poco scontato. Si sa però che nell’arena politica non conta tanto quel che si dice, bensì chi lo dice ed i contesti in cui profferisce.
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Caro Mario Draghi, caro mister Europa, salvatore dell’Europa, guida dell’Europa, costruttore dell’Europa, garante dell’Europa, speranza dell’Europa nonché colonna dell’Europa, le scrivo questa cartolina perché l’altro giorno l’ho sentita al meeting di Rimini dire che l’Europa «non conta nulla». Acci...
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Caro Mario Draghi, caro mister Europa, salvatore dell’Europa, guida dell’Europa, costruttore dell’Europa, garante dell’Europa, speranza dell’Europa nonché colonna dell’Europa, le scrivo questa cartolina perché l’altro giorno l’ho sentita al meeting di Rimini dire che l’Europa «non conta nulla». Accidenti, ci era venuto il sospetto. Ma lei sembrava così sicuro del contrario, con il sostegno osannante delle meglio gazzette italiane.
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Di conseguenza, anche il tema delle diseguaglianze viene trattato in modo insoddisfacente. L’ex presidente della BCE riconosce che la pandemia le ha “approfondite”, ma questa constatazione non si traduce in alcuna proposta concreta per invertire la rotta. Non una parola su una possibile riforma fiscale in senso progressivo o su politiche di redistribuzione della ricchezza. L’impressione è che le disparità sociali siano viste come un effetto collaterale quasi inevitabile, un prezzo da pagare…
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Se l'uomo che ha guidato la Banca Centrale Europea per quasi un decennio, colui che con tre parole whatever it takes salvò la moneta unica e, con essa, l'intero progetto comunitario, oggi sente il bisogno di suonare la sveglia dal palco del Meeting di Rimini, significa che la situazione dell'Europa è davvero drammatica. Mario Draghi non ha parlato da economista, né da ex premier: ha parlato da uomo che ha visto con chiarezza i limiti di un continente immobile, insieme lamentoso e impotente.
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Nel suo recentissimo intervento al congresso di Rimini (detto “meeting” nella lingua dei mercati apolidi) è intervenuto anche l’immarcescibile Mario Draghi, l’impenitente euroinomane delle brume di Bruxelles, l’austerico passato da Goldman Sachs alla BCE. L’unto dai mercati ha pronunciato un discorso dai toni decisamente duri nei confronti della postura – o meglio sarebbe dire dell’impostura – dell’Unione Europea.
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L'approccio degli Stati contemporanei nei confronti delle innovazioni può essere tendenzialmente triplice: quelli a vocazione autoritaria avocano a sé ogni decisione, catalizzando strategie e modalità attuative, scegliendo chi finanziare e chi privilegiare per giungere al risultato migliore, nel minor tempo possibile. L'esempio classico è la Cina, capace di realizzare obiettivi insperati fin solo un trentennio or sono, facendo così impennare il processo di modernizzazione, favorendo l'efficienza, sovente però a scapito dei diritti dei singoli o…
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Un lettore superficiale potrebbe trovare una contraddizione nel testo dell’intervento dei giorni scorsi di Draghi a Rimini. Da un lato, «nessun paese europeo può da solo avere le risorse necessarie per costruire la capacità industriale richiesta», per ridurre ogni dipendenza eccessiva, per riavere voce in capitolo sul proprio futuro. Dall’altro «i governi devono definire su quali settori impostare la politica industriale» dei propri paesi.
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Lo ha certificato Mario Draghi nel suo intervento al Meeting di Rimini, affermando che, in questo Monòpoli globale, l’Europa è assente: deve accontentarsi di potenze territoriali a «sovranità limitata». Non a caso le istituzioni della Ue sono sostanzialmente tenute sulla porta (a volte anche fuori) nella ricerca di accordi che riguardano i due terribili focolai che stanno insanguinando l’Occidente.
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Una parte dell’Italia e dell’Europa concorda con la sfida lanciata dall’ex premier al Vecchio continente e al nostro Paese perché si decidano a raccogliere le sfide epocali che hanno davanti ma non servono più gli apprezzamenti formali. E’ tempo di agire. Se non ora quando? Ogni intervento di Mario Draghi è una boccata d’ossigeno per chi pensa che, malgrado lo spaesamento generale, non tutto sia perduto e che l’Italia e…
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Il discorso di Draghi al Meeting di Rimini offre diversi spunti per riflettere sui cambiamenti di questi ultimi anni e la direzione in cui occorre muoversi in Europa. La parte più importante riguarda il rapporto tra economia e politica. Per anni ci siamo detti che l’economia aveva preso il sopravvento sulla politica e che le scelte pubbliche erano sfuggite di mano ai rappresentati del popolo per essere consegnate alla finanza o alle grandi multinazionali.
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L'Unione Europea è stata capace di adattarsi nell'emergenza, talvolta andando anche al di là di ogni aspettativa. Siamo stati capaci di infrangere tabù storici quale il debito comune all'interno del programma Next Generation e Unione Europea e di aiutarci l'un l'altro durante la pandemia. La presenza, per esempio, dei cinque leader di Stati europei e dei presidenti della Commissione del Consiglio europeo", lo ha detto Draghi al Meeting di Rimini
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