Tre dipendenti Pam tra Siena e Livorno sono stati licenziati dopo aver fallito il “test del finto cliente”, una simulazione di furto usata dagli ispettori per valutare l’attenzione dei cassieri. Sindacati e politica insorgono: giovedì incontro a Roma
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A raccontarla si fa fatica: è una storia che sembra uscita da un romanzo di fine Ottocento. Ispettori aziendali (ma non è chiaro se dipendenti della catena di supermercati o di un’agenzia esterna) travestiti da clienti, hanno inscenato furti di prodotti esposti negli scaffali e non scoperti dai cassieri. Hanno poi licenziato i malcapitati. Peccato che i dipendenti pensavano di dover far pagare i prodotti nel carrello, non perquisire le borse della spesa dei clienti.
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– Il caso del finto cliente e dei licenziamenti messi in atto alla Pam sbarca in Parlamento. Decisioni “disumane e pretestuose” secondo il deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Marco Grimaldi, che annuncia per i prossimi giorni un’interrogazione alla ministra Marina Calderone. Un cassiere scansiona dei prodotti (Foto di repertorio) La bufera dopo i casi di Siena e Livorno La prima denuncia è partita da Siena, dove un lavoratore della…
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