Più di mille imprese a rischio infiltrazione criminalità nella città metropolitana. Serve intanto una rivoluzione dei servizi e della burocrazia al sud “Le mafie sono la quarta industria del Paese. In Italia sono 150mila le imprese nell’“orbita” della criminalità organizzata”. Lo sostiene l’Associazione artigiani e piccole imprese di Mestre, Cgia, in uno studio. La cittò metropolirana si piazza al 24esimo posto per la presenza di “imprese potenzialmente connesse a contesti di criminalità organizzata”.
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Mafie, i numeri inquietanti del Trentino-Alto Adige: "boom" di denunce per estorsione (Trento +213% e Bolzano +362%), centinaia le aziende connesse alla criminalità I dati sono contenuti nel rapporto dell’Ufficio Studi Cgia di Mestre e fotografano il volume d’affari delle organizzazioni criminali che si aggira, a livello nazionale…
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Minuti per la lettura Il caso Basilicata, unica regione italiana che fa registrare meno segnalazioni in tema di estorsioni secondo uno studio della Cgia Nell’ultimo decennio in Italia, c’è stato un incremento record di denunce per estorsione e un aumento delle imprese a rischio di infiltrazioni mafiose. Ma la Basilicata fa eccezione, almeno riguardo al numero di estorsioni: è infatti l’unica regione del Paese dove sono addirittura in calo.
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Sono 1.852 le imprese attive nel Reggiano potenzialmente prossime a contesti di criminalità organizzata. Un numero che colloca la nostra provincia al 16° posto in Italia,... Leggi tutta la notizia
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La mafia c’è e lavora a fianco delle imprese sane. Sono quasi quattrocento aziende a rischio infiltrazione mafiosa in provincia di Lecco e una settantina in provincia di Sondrio. Nei due territori la percentuale è inferiore della media nazionale di aziende infiltrate. Non per questo bisogna fare finta che i problemi non ci siano. Il quadro emerge da uno studio della Cgia di Mestre su dati Infocamere e Banca d’Italia e che va a sommarsi con altre due dati molto…
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Su 24.830 imprese della provincia di Cremona, 412 sono «potenzialmente prossime a contesti di criminalità organizzata». Le denunce per estorsione registrano un’impennata, passando dalle 31 del 2013 alle 76 del 2023 (+ 45%), collocando la provincia al 17 posto della classifica nazionale. I dati sono contenuti nel rapporto del Centro studi Cgia di Mestre, l’Associazione artigiani piccole e medie imprese, secondo cui il volume d’affari annuo delle mafie italiane…
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Mafie sempre più pervasive anche nei piccoli territori come Cremona, dove la tipologia imprenditoriale è particolarmente appetibile per i tentativi di infiltrazione. Cosa che emerge anche dai dati: sono 412 le imprese potenzialmente connesse a contesti di criminalità organizzata. E se è vero che si tratta solo dell’1,66% del totale (ossia 24.830 aziende), il quadro è comunque preoccupante, soprattutto considerando che negli ultimi dieci anni le denunce di estorsione sono aumentate del…
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Il volume d'affari annuo delle mafie italiane si aggira attorno ai 40 miliardi di euro l'anno, una cifra mostruosa che vale praticamente due punti di Pil e che colloca il fatturato dell'industria del... Leggi tutta la notizia
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La Mafia Spa è la quarta economia del Paese. Il volume di affari, spesso coperto da patine di legalità o favorito dall'anonimato di fondi di investimento o criptovalute, è in continua crescita e i clan non si impongono più (solo) con minacce e lupara, bensì con futures, partecipazioni, coperture. Vediamo nel dettaglio cosa significa. L'economia sommersa della criminalità organizzata Il volume d’affari annuo delle mafie italiane si stima intorno ai 40 miliardi di euro, una cifra…
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Oltre 13 mila attività, con picchi nelle città metropolitane di Palermo e Catania e un’incidenza che sfiora il 9% sul totale nazionale: sono le imprese siciliane in odor di mafia, o comunque a forte rischio infiltrazione da parte della criminalità organizzata, secondo i dati pubblicati dalla Cgia di Mestre, l’associazione degli artigiani. Lo studio ha respiro nazionale e fotografa le mafie come quarta industria del Paese con 40 miliardi l’anno (2 punti di pil)…
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In Puglia le imprese potenzialmente connesse a contesti di criminalità organizzata sono 7444 su 581.847, con una percentuale che oscilla, a seconda della provincia analizzata, dall’1 al 3 per cento del totale. Nel frattempo, dal 2013 al 2023, le denunce per il reato di estorsione sono aumentate appena del 10.2 per cento, a fronte del dato nazionale del 66.2. Sono dati dell’ufficio studi della Cgia di Mestre che descrivono un quadro allarmante…
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Il giro di affari delle mafie italiane in Trentino si aggira tra i 200 e i 250 milioni, le aziende trentine a rischio di infiltrazione sono più di 700 e le estorsioni in 10 anni, dal 2013 al 2023, sono raddoppiate. Questi i numeri, allarmanti, diffusi da un recente studio della Cgia di Mestre, dati che vanno letti anche nel contesto delle ultime notizie riguardanti la criminalità in Trentino: da una parte la maxi inchiesta della…
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La provincia di Napoli fa registrare il record d’imprese potenzialmente controllate o collegate alla camorra e alle altre organizzazioni criminali di stampo mafioso. A rilevarlo è l’Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha analizzato la profondità economica del fenomeno mafioso in Italia. In tutto il paese sarebbero 150 mila le imprese nell’orbita dell’economia malavitosa: ‘ndrine, cosche e famiglie mafiose di queste 18.500 sarebbero sul…
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Sono 511 le imprese presenti in provincia di Macerata potenzialmente contigue o comunque "permeabili" a contesti di criminalità organizzata. Questo il numero che emerge da un’indagine condotta dall’Ufficio studi della Cgia sulla base dei dati in possesso dell’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia che, per legge, riceve ogni anno dagli intermediari finanziari centinaia di migliaia di segnalazioni di…
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Rischio mafia per molte imprese venete e polesane. Si calcola infatti che in Polesine ben 370 imprese siano a rischio di finire, o ci sono già finite, in contesti di contiguità con la criminalità organizzata. Le denunce di estorsione, infatti, uno dei reati tipici della criminalità organizzata nei confronti delle aziende, negli ultimi 10 anni sono aumentate del 92%, passando da 14 a 27. In Veneto le aziende a rischio mafia sono 8.535 (circa 150mila in Italia), le denunce per estorsioni sono passate da 317 a 685.
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In dieci anni, dal 2013 al 2023, nella Marca, le denunce per estorsione sono aumentate del 123,7%. Un dato enorme e inquietante perché si parla di denunce dovute alle infiltrazioni mafiose di cosche e clan con radici sempre più profonde. È questo uno dei che emergono nella ricerca fatta dalla Cgia di Mestre sulle tracce mafiose in Veneto, mappate provincia per provincia. La Marca, in quanto a infiltrazioni, sta a metà di una classifica guidata da Padova
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– Milano con 15.650 società a rischio collusioni mafiose è la terza provincia italiana a più alto tasso di pervasività della criminalità organizzata. Brescia invece con 4.043 ditte in “odore di mafia“, su un tessuto economico di 104mila società totali, ha scavalcato Palermo, che è sesta. A dirlo è il Centro studi della Cgia di Mestre, secondo cui si stima che 150mila imprese nostrane gravitino potenzialmente nell’orbita dei clan.
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Soprattutto al Nord, le estorsioni ormai si stanno diffondendo «senza ricorrere più a minacce esplicite e men che meno all’uso della violenza»: piuttosto, cercando una sorta di «complicità» con le vittime, imponendo, per esempio, l’assunzione di personale o erogando servizi e forniture. A volte, le soluzioni sono persino «condivise», sostiene la Dia. Non a caso, nei giorni scorsi, il procuratore capo di Brescia, Francesco Prete, alla luce di una maxi inchiesta della Dda su un presunto sodalizio di…
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