"Ogni volta che rientra un reperto è come una ferita che si chiude", commenta così Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico Pompei, la restituzione di frammenti dalla Germania. I due amanti raffigurati su un pannello a mosaico tornano a casa. Potrebbe trattarsi di un residuo di pavimentazione di una domus romana. L'unica certezza è che l'incredibile reperto era finito in casa di un signore tedesco, deceduto, che, a sua volta, l'aveva ricevuto in dono dal capitano della…
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Approfondimenti:
Il mosaico con la coppia di amanti restituito al Parco archeologico di Pompei dal Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale | Courtesy Parco archeologico di Pompei Napoli - La scena (erotica) è una di quelle che metterebbe a dura prova la scure censoria dell’algoritmo.Protagonista è una coppia di amanti ritratta su un mosaico, rientrato in Italia, precisamente a Pompei, nel luogo per il quale era stato destinato.
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Restituito al Parco archeologico di Pompei dal Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale (Tpc) un mosaico raffigurante una coppia di amanti, rimpatriato dalla Germania a mezzo di spedizione diplomatica, predisposta dal Consolato Generale d’Italia a Stoccarda. Il mosaico era stato donato a un cittadino tedesco da un capitano della Wehrmacht, addetto alla catena dei rifornimenti militari in Italia durante la Seconda guerra mondiale e restituito dagli eredi al Nucleo Tpc di Roma
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Era stato un capitano della Wermacht, addetto alla catena dei rifornimenti militari in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, a donare ad un cittadino tedesco un pannello a mosaico su lastra di...
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Restituito al Parco archeologico di Pompei dal Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale un mosaico raffigurante una coppia di amanti, rimpatriato dalla Germania a mezzo di spedizione diplomatica, predisposta dal Consolato Generale d’Italia a Stoccarda (Germania).Il mosaico era stato donato a un cittadino tedesco da un Capitano della Wehrmacht, addetto alla catena dei rifornimenti militari in Italia durante la Seconda guerra mondiale e restituito dagli eredi al Nucleo TPC di Roma
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Un mosaico di epoca romana è stato rimpatriato dalla Germania grazie a una spedizione diplomatica organizzata dal Consolato Generale d’Italia a Stoccarda. Questo straordinario reperto, che rappresenta una coppia di amanti, si distingue per la sua scena erotica delicata, che suggerisce un'intimità senza essere esplicita. La sua origine è probabilmente riconducibile all'area vesuviana, forse da una villa del suburbio pompeiano, e risale al primo secolo d.
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Un mosaico raffigurante una coppia di amanti. Trafugato durante la seconda guerra mondiale, ora torna a casa, nel Parco archeologico di Pompei. Era stato donato a un cittadino tedesco da un capitano della Wehrmacht. È stato un erede dell'uomo a contattare i Carabinieri. Il mosaico potrebbe aver decorato la pavimentazione di una camera da letto di una domus o di una villa. In attesa di ulteriori analisi, il pannello sarà esposto temporaneamente…
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A Bolton (Uk), qualcuno ha rimesso le mani in soffitta e ha trovato dei pezzi d'intonaco trafugati dal Parco archeologico di Pompei dal caro zio Bob, negli anni Settanta. Il pronipote Paul li ha impacchettati per bene, così da essere sicuro non si rovinassero durante il trasporto, e li ha inviati al sito archeologico. Ha anche allegato un bigliettino in cui ammette il furto: "Ve li restituisco per dovere e con piacere".
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Cinque pietre sottratte negli anni Settanta al sito archeologico di Pompei hanno finalmente fatto ritorno al luogo a cui appartengono. Questo grazie al nipote del turista che tanti anni fa decise di portare con sé alcuni elementi del parco. Purtroppo non si tratta di una novità. Episodi di questo genere continuano a ripetersi ancora adesso, anche se, fortunatamente, c'è molta più attenzione. A dare la notizia è stato proprio il personale del Parco Archeologico di…
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Un pannello a mosaico a contenuto erotico, raffigurante due amanti, è stato riconsegnato all’Italia ed è stato mostrato in anteprima nell’auditorium degli Scavi di Pompei, prima di essere trasferito nell’Antiquarium del Parco archeologico, diretto da Gabriel Zuchtriegel. Il reperto era stato portato in Germania in seguito alle depredazioni di opere d’arte da parte delle truppe tedesche in Italia nel 1944
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Un mosaico di epoca romana raffigurante una coppia di amanti, rimpatriato dalla Germania a mezzo di spedizione diplomatica predisposta dal Consolato Generale d’Italia a Stoccarda (Germania). L’opera raffigura una scena erotica, di approccio ma non esplicita: decorava forse la pavimentazione di un ambiente riservato al padrone di casa. Probabile provenienza dall'area vesuviana, forse da villa del suburbio pompeiano.
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Ogni tanto a Pompei arrivano pacchetti contenenti reperti rubati dal sito archeologico, che i visitatori decidono di restituire via posta dopo anni. Alcuni temono infatti di restare vittime della cosiddetta "maledizione di Pompei", ossia quella "sfortuna" che - secondo la credenza popolare - colpisce chi trafuga oggetti dal Parco. E così, nei giorni scorsi, al sito storico è giunto l'ennesimo pacco, stavolta proveniente da Bolton, città del Regno…
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«Il compianto zio Bob le aveva messe in soffitta. Rieccovi le pietre che aveva trafugato mezzo secolo fa». La lettera e il pacchetto arrivato da Bolton (Inghilterra). Un nipote restituisce al Parco archeologico il maltolto dello zio tra le domus degli Scavi. Effetto del «mito della maledizione» che incombe sui turisti ladri degli scavi di Pompei. «Ve li restituisco per dovere e con piacere», ha scritto il nipote lasciando sottintendere la sua paura delle sciagure…
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«Queste pietre sono state prese illegalmente dallo zio Bob». Queste le parole scritte a mano su un biglietto di carta all'interno di una scatola fatta recapitare nel Parco Archeologico di Pompei. All'interno cinque pietre di diverse forme e materiale «trafugate» negli anni settanta dal turista inglese Bob e poi conservate nella sua soffitta. A ritrovarle il pronipote Paul che, dopo aver letto il…
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«Queste pietre sono state prese illegalmente dal sito di Pompei dallo zio Bob». Poche parole scritte a mano su un biglietto hanno fatto compagnia per oltre cinquant'anni a cinque pietre rubate dal Parco archeologico di Pompei da un cittadino inglese. A ritrovarle, nella sua soffitta di Manchester, è stato il pronipote dell'uomo, un certo Paul, che dopo aver letto il biglietto, ha chiamato il sito per informarsi…
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