Il silenzio dei motori prima del back-to-back tra Austria e Silverstone non spegne i sussurri di un paddock visibilmente scosso. La Formula 1 ha salutato il Montmelò con la vittoria della Ferrari di Lewis Hamilton, l'unica eccezione in un inizio di stagione dominato da una Mercedes pigliatutto, capace di conquistare sei successi nelle prime sette gare. Eppure, dietro le quinte del Gran Premio di Catalogna, il tema che agita i sonni dei motoristi si chiama ADUO…
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La Formula 1 si prende una settimana di respiro, smonta le sue imponenti hospitality dopo il weekend di Barcellona e si prepara alla doppietta Austria-Silverstone. È il momento di tirare le somme di questo inizio di stagione europea, ma nel paddock l'aria è pesante, densa di calcoli e sussurri. L'argomento che fa bruciare i motori sussurrati dietro le quinte ha un nome ben preciso: ADUO (Aerodynamic and Power Unit Development Optimization).
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I risultati delle misurazioni che hanno portato la FIA a decidere chi e come potrà disporre dell'ADUO nel corso di questa stagione sono stati comunicati ai team, ma non ancora al resto del mondo. Da ciò che abbiamo potuto appurare, anche grazie a un'anticipazione di Lewis Hamilton data lo scorso 7 giugno - "la Red Bull ha il motore più potente, la Mercedes è seconda e noi siamo dietro", aveva detto il fresco vincitore del Gran Premio di Barcellona - il motore termico…
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Da un lato c’è chi si interroga se il meccanismo dell’Aduo sia corretto a garantire la convergenza di prestazioni tra power unit. Dall’altro, chi contesta i risultati stessi dell’analisi sui dati svolta dalla Fia. Red Bull Powertrain, con Ford, è il riferimento dello schieramento per potenza massima del motore V6. Così è deciso ma l’udienza è tutt’altro che tolta e la stessa Federazione potrebbe rivedere l’analisi dei dati.
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