Oggi è il compleanno dell’Europa. Sì, d’accordo. Capisco che, in piena overdose di Garlasco, la cosa susciti un interesse prossimo allo zero. Ma se è così (e personalmente sono assolutamente certo che sia...
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ABSTRACT Il 9 maggio, Giornata dell’Europa, non può prestarsi oggi a essere considerato come una ricorrenza meramente celebrativa. Si tratta, piuttosto, di una data fondativa che sollecita una riflessione sull’attuale crisi dell’ordine internazionale e sulle implicazioni che richiedono puntuali riflessioni sulle scelte da maturare sulla politica internazionale contemporanea. Il riferimento storico è alla Dichiarazione Schuman del 1950, con la quale si avviò il processo europeo con una svolta radicale…
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La ricorrenza del 9 maggio, “Giornata dell’Europa”, oggi non può passare inosservata, senza che sia messa a confronto con le scelte da compiere sul futuro dell’Europa. Il riferimento storico è alla Dichiarazione Schuman del 1950, con la quale si avviò il processo europeo grazie a una svolta radicale: si superò la tradizionale logica conflittuale tra Stati puntando a realizzare le prime forme di cooperazione istituzionalizzata.
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Per anni il progetto europeo ha vissuto di inerzia. Ha funzionato perché il contesto internazionale lo sosteneva: sicurezza garantita altrove, energia accessibile, mercati aperti, crescita – anche se diseguale – sufficiente a tenere insieme il consenso. In quel quadro, l’Europa ha potuto permettersi il lusso di non scegliere davvero. Di avanzare per compromessi minimi, di rifugiarsi nella tecnica, di trasformare la complessità in burocrazia.
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In un contesto mondiale attraversato da nuove tensioni tra superpotenze, l’Unione Europea mostra tutta la sua fragilità politica e strategica. Una condizione che alimenta interrogativi, timori e aspettative per quasi 500 milioni di cittadini. È da questa dicotomia – un continente ricco di storia e identità, ma un’istituzione percepita come distante e incompiuta – che prende avvio il nuovo appuntamento di Genius Loci.
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Il percorso dell’integrazione europea, iniziato ufficialmente il 9 maggio 1950 con la dichiarazione di Robert Schuman, attraversa oggi una fase critica. A quasi settant’anni dai trattati istitutivi della Comunità Economica Europea – settant’anni tra successi (soprattutto economici) e lacune politiche – il quadro che si delinea è complesso. Di fronte alle crisi internazionali, alla riconfigurazione degli equilibri geopolitici e alla forte competizione…
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In altre parole all’Europa manca la geografia. E senza geografia non esiste politica economica capace di funzionare nel lungo periodo di Pietro Francesco Maria De Sarlo Da anni il dibattito europeo ruota sempre attorno a: competitività, innovazione, produttività, debito, transizione energetica, difesa comune, mercato dei capitali. Draghi parla di “slow agony” e invoca tra 750 e 800 miliardi di nuovi investimenti annui.
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C’è una domanda che raramente viene posta con la necessaria franchezza: chi ha interesse a che l’Europa rimanga divisa, dipendente e strategicamente irrilevante? La risposta è scomoda. Ce l’hanno, per ragioni diverse, tutti i principali attori del sistema internazionale: gli Stati Uniti, la Cina, la Russia. E – con una logica tutta sua, né allineata n&…
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/05/2026 L'Europa e lo scombussolamento del mondo Il punto di partenza di questa riflessione è la percezione generalizzata della situazione attuale secondo la quale assistiamo a uno scombussolamento ingestibile degli equilibri mondiali, non solo della politica internazionale propriamente detta, ma anche dei valori che hanno ispirato l’evoluzione del mondo negli ultimi decenni. Questo primo quarto di secolo è stato caratterizzato da grandi crisi, forti e varie, dal…
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Nel ruolo che (non) sta svolgendo, l'Unione sembra smentire la previsione di Jean Monnet che cioè l'integrazione sarebbe proseguita e affermata nella e per la crisi. Quanto ora sta avvenendo a livello internazionale riecheggia, fatti i dovuti cambiamenti, la massima di Federico Bastiat "Quando non passano le merci, passano gli eserciti". Da ultimo, ben si vede un collegamento, sia pure "sui generis", tra commerci e reazioni sul piano militare: l'imposizione di un dazio del 25 per cento su automobili…
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Il convincente libro di Bini Smaghi spiega in modo chiaro perché l’Unione Europea, pur avendo tutte le carte per essere una grande potenza globale, finisce spesso per giocare in difesa, stretta tra le pressioni di Usa, Cina e Russia, il ritorno dei nazionalismi interni e un sistema economico e finanziario ancora troppo frammentato per giocare alla pari “Sulla carta non c’è motivo per cui…
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In un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche e nuove polarizzazioni, quanto è oggi urgente per l'Unione Europea rafforzare la propria unità politica e istituzionale? Ne abbiamo parlato con l’europarlamentare Pasquale Tridico. «È non solo urgente, è inevitabile. Il mondo sta cambiando più velocemente delle nostre istituzioni: la competizione sull'intelligenza artificiale, la…
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