Seicentonovanta miglia dal luogo del soccorso, 450 dal punto in cui adesso si trova la nave di Mediterranea, che ha la Sicilia e i suoi porti a una manciata di ore, e invece deve viaggiare per altri tre giorni prima di attraccare. Insiste il Viminale. Nonostante i report medici che attestano le precarie condizioni dei dieci ragazzi letteralmente estratti dall’acqua nella notte fra mercoledì e gio…
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Nel cuore del Canale di Sicilia, a poche miglia da Pantelleria, si trova la nave Mediterranea, gestita dall’ong Mediterranea Saving Humans, con a bordo dieci migranti soccorsi nei giorni scorsi. L’imbarcazione ha richiesto urgentemente di poter approdare in un porto vicino alla sua attuale posizione. Secondo quanto comunicato dall’ong, alle 2:35 di questa notte il Ministero dell’Interno ha indicato Genova come porto sicuro per lo sbarco.
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Seicentonovanta miglia dal luogo del soccorso, 450 dal punto in cui adesso si trova la nave di Mediterranea, che ha la Sicilia e i suoi porti a un passo, una manciata di ore, e invece deve viaggiare per altri tre giorni prima di attraccare. Insiste il Viminale. Nonostante i report medici che attestano le precarie condizioni dei dieci ragazzi tirati letteralmente fuori dall’acqua nella notte fra mercoledì e giovedì, per il ministero dell’Interno non esiste…
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(Adnkronos) – Quando Rebecca, leader del team medico che opera a bordo della nave Ocean Viking di Sos Mediterranee, ha visto il numero scritto a penna sulla mano di un migrante sopravvissuto a un naufragio non riusciva a crederci. Quel numero era il valore della sua glicemia. “L’equipaggio di Astral”, la nave che lo aveva soccorso, “aveva identificato un diabetico” tra le persone aiutate in mare “e aveva effettuato un test, scrivendo il risultato sulla sua mano.
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