MANDURIA (TARANTO) (ITALPRESS) – “E’ chiaro che quando c’è un risultato negativo ci siano del contraccolpi”, ma “nessuno pensa ad andare a elezioni anticipate. Forse si stanno perdendo ore importanti nei dibattiti” sul dopo referendum. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un videocollegamento con il primo “Forum della Cucina italiana”, l’evento promosso da Bruno Vespa in collaborazione con l’agenzia ICE e organizzato da Comin & Partners presso Masseria Li Reni.
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Salvini e Tajani smentiscono le elezioni anticipate, per i vicepremier il governo Meloni "va avanti"
I vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani hanno smentito l’ipotesi di elezioni anticipate in Italia, assicurando che il governo Meloni andrà avanti nonostante la sconfitta al Referendum sulla Giustizia. “Il governo tira dritto e arriva a fine legislatura senza alcun dubbio o tentennamento”, ha affermato il leader della Lega. “Nessuno pensa a elezioni anticipate”, ha dichiarato il numero uno di Forza Italia.
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Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Dopo il referendum “nessuno pensa a elezioni anticipate. Si stanno perdendo ore importanti nei dibattiti sul dopovoto. Quando c’è un risultato negativo ci sono dei contraccolpi, ma adesso dobbiamo lavorare sulle questioni soprattutto economiche, come far crescere l’economia, impedire che la…
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A Palazzo Chigi lo schema è chiaro. L'opzione del voto anticipato non è all'ordine del giorno. Venerdì sera, alla cena coi vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha semplicemente sondato gli alleati sulle varie ipotesi sul tavolo. Non c'è mai stata una richiesta precisa a Forza Italia e Lega di una disponibilità a considerare l'eventualità di un voto prima dell'ultima finanziaria.
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Non c'è l'ipotesi di un voto anticipato. Non esiste questa tentazione. Giorgia Meloni - per dirla con il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi - «vuole completare l'azione di cambiamento dell'Italia e continuare con il senso di responsabilità che fino adesso ha dato stabilità e risposte concrete». Sono ore di riflessione. Ma la volontà di Palazzo Chigi è netta: si va avanti, si pensa all'Italia, si mette al primo posto la stabilità.
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Dopo il risultato negativo al referendum e le recenti dimissioni che hanno scosso l’esecutivo, a Palazzo Chigi si apre una fase di valutazioni sul possibile riassetto della squadra di governo guidata da Giorgia Meloni. Al momento non ci sono decisioni ufficiali, ma tra le ipotesi che circolano con maggiore insistenza emerge anche quella di un possibile coinvolgimento di Luca Zaia in un eventuale rimpasto
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La settimana appena trascorsa è stata piuttosto impegnativa sul piano politico interno. Con le dimissioni di Andrea Delmastro e Giusi Bertolazzi, rispettivamente sottosegretario alla Giustizia e capo gabinetto del Guardasigilli Carlo Nordio, e con quelle, in aggiunta, di Daniela Santanchè, Ministro al Turismo, rispetto alle quali il Presidente del Consiglio del Ministri, Giorgia Meloni, ha assunto ad interim il ministero del Turismo, la maggioranza di Governo parrebbe essersi ritrovata nella condizione di dover…
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Dopo la sconfitta al referendum, la premier Meloni riflette su ulteriori modifiche nella squadra dell’esecutivo. Tra i nomi dei possibili nuovi ministri spunta anche quello dell’ex governatore leghista del Veneto. Per sostituire Santanchè al Turismo si pensa alla presidente dell'Enit Alessandra Priante. Possibile nomina come sottosegretario alla Giustizia: nella rosa Varchi, Maschio e Kelany ascolta articolo A una settimana dalla debacle referendaria, accompagnata dal terremoto delle dimissioni di Daniela…
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Dopo la disfatta del referendum sulla giustizia, nella maggioranza di governo si è aperta una fase di riflessione che riguarda sia gli equilibri interni sia le prospettive politiche dei prossimi mesi. Il risultato del voto – con la vittoria del No e un’affluenza più alta delle attese – ha infatti prodotto conseguenze immediate, tra dimissioni e tensioni nei partiti della coalizione. Secondo quanto ricostruisce la Repubblica, una…
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Nel silenzio occorre attaccarsi alla terzultima riga di un post sui social. Alle otto di domenica sera Giorgia Meloni interviene sul fermo preventivo disposto per 91 anarchici e scrive che sulla sicurezza «il governo continuerà a muoversi». Un modo, per chi è costretto a esercitare doti da esageta, per dire che «si va avanti». Come d’altronde ripete in privato la premier a chiunque le scriva o lo chiami: «Lasciamoci il referendum alle spalle».
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La fase di riflessione è prolungata. E si concluderà quando Giorgia Meloni chiarirà pubblicamente la prospettiva del suo governo. Ma assomiglia a più di un indizio la frase con cui la premier rivendica che «il decreto sicurezza funziona», dopo il fermo preventivo dei 91 anarchici: «È in questa direzione che il governo continuerà a muoversi: più strumenti per garantire sicurezza a tutti e più tutele…
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In molti consigliano a Giorgia Meloni di andare al voto anticipato. Il suggerimento, sulla carta, non è sbagliato: eviterebbe un anno di difficili compromessi con gli alleati e di economia declinante, a causa delle conseguenze della guerra in Iran, dopo una sconfitta elettorale ad alto impatto. Esistono, tuttavia, delle controindicazioni a questo scenario per la presidente del Consiglio. I rischi per la premier In primo luogo, non bisogna mai dimenticare che il “regista della crisi” non sarebbe la premier ma il…
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A sette giorni dal voto referendario, la nebbia intorno al governo non accenna a diradarsi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che dal giorno del voto non si è più fatta vedere in pubblico né ha rilasciato dichiarazioni se non attraverso le note ufficiali di palazzo Chigi, ha solo una domanda in mente: voto anticipato sì o no? La risposta sembra essere arrivata dalla cena informale a casa sua che si è svolta venerdì scorso dopo il consiglio dei ministri, con i vicepremier Matteo Salvini e Antonio…
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Il rimpasto, che s’ha da fare seppure in versione ridotta. Le elezioni anticipate, che nel partito di Giorgia Meloni qualcuno inizia ad accarezzare. La pietanza principale, servita al Torrino dalla premier ai due vicepremier, è però il costo dell'energia. Tanto che a Palazzo Chigi starebbero lavorando già a nuovi interventi contro il caro bollette. Toppa su toppa. E…
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La vittoria netta del No al referendum sulla giustizia va al di là della valutazione negativa fatta dagli elettori su separazione delle carriere tra magistratura requirente e magistratura giudicante, doppio Csm con sorteggio, Alta Corte. La vittoria del No ha, infatti, innescato effetti politici rilevanti in entrambi gli schieramenti. Cominciamo ad analizzare quelli dentro la maggioranza. Chi conosce Giorgia Meloni sa che, per indole e visione…
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