Nel cuore pulsante del circus automobilistico, la Formula 1 si trova a un bivio epocale. L’ambizioso progetto dell’effetto suolo, introdotto per rivoluzionare le gare e restituire spettacolo, sembra ormai destinato a un rapido tramonto. Il 2026 segnerà una svolta storica, con l’addio definitivo a questa soluzione aerodinamica che, sebbene carica di aspettative, ha finito per deludere sia piloti che appassionati.
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Con il Gran Premio di Abu Dhabi 2025 di F1 si è chiuso ufficialmente il ciclo regolamentare delle vetture a effetto suolo, introdotte dalla FIA nel Circus nel 2022. L’obiettivo era chiaro: favorire i sorpassi, ridurre l’impatto delle turbolenze e consentire ai piloti di inseguirsi più da vicino. A conti fatti, però, le promesse non sono state mantenute. In pista, lo spettacolo atteso si è visto solo a sprazzi, ben al di sotto delle previsioni.
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Le F1 a effetto suolo escono di scena per lasciare il posto a quelle agili. I piloti, ora che questo regolamento va in pensione hanno cominciato a raccontare quanto abbiano risentito del mal di schiena per i forti sobbalzi del porpoising o per effetto del bouncing, il rimbalzo causato dal pattino quando strisciava sull’asfalto. Nikolas Tombazis, invece, l’argomento delle vetture introdotte nel 2022 lo ha preso da un’altra angolazione, mettendo in evidenza la debolezza della FIA…
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Max Verstappen era dietro oltre 100 punti ma ha portato il Mondiale all’ultima gara e alla fine ha ridotto il gap solo a 2 punti. Basterebbe questo a far capire quanto sia stato e sia autentico mattatore della Formula 1 di questi anni. Classe 1997, olandese figlio d’arte, si è laureato campione per la prima volta nel 2021 e non ha più smesso fino ad oggi. 4 mondiali consecutivi che hanno consacrato ancor di più la Red Bull come regina della Formula 1.
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