Bentrovati. Giorni intensi, forse decisivi, per capire da che parte sta andando il mondo. Il colloquio Trump-Putin, che non è stato risolutivo come si sperava, è stato seguito oggi dalla conversazione tra il presidente americano e Volodymyr Zelensky. Le bombe, intanto, continuano a cadere sull’Ucraina. Sul fronte interno, la premier Giorgia Meloni ha deciso di accendere una miccia polemica intervenendo alla Camera dei deputati nel dibattito in vista del Consiglio europeo, che comincia oggi.
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Nei suoi due anni e mezzo alla guida del governo italiano, Giorgia Meloni era riuscita a limare il suo passato di giovane militante post-fascista ma anche, dialogando con Bruxelles, a eclissare le posizioni ultra-nazionaliste e anti-europeiste di quando era all’opposizione. Ieri, alla Camera dei deputati, additando il “Manifesto per un Europa libera e unità” scritto nel 1941, ha dileggiato tre co…
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Non è la prima volta che accade questo: nel discorso in vista del Consiglio europeo Giorgia Meloni assume un tono prudente, istituzionale, senza picchi. Poi, nelle repliche, si libera dai freni inibitori. Ci si potrebbe affidare alla spiegazione psicologica di un inconscio a fatica represso. Oppure – più probabile - alla tesi del format perfettamente voluto: tanto più è costretta al vincolo ester…
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Renata Colorni, figlia del filosofo antifascista Eugenio Colorni, ucciso nel 1944, e cresciuta da Altiero Spinelli, secondo marito della madre, ha da poco finito di ascoltare «indignata» le parole della premier pronunciate in Aula alla Camera e non esita a dire che «Giorgia Meloni non solo rinnega la memoria, ma la oltraggia anche». Suo padre e Spinelli furono tra gli ideatori e firmatari del Manifesto di Ventotene: che effetto le ha fatto sentire la premier dire di non riconoscersi in uno dei testi fondativi…
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Crisi di nervi Al termine di una giornata incandescente, la Camera approva la risoluzione di maggioranza in vista del consiglio europeo. Bignami alla semi-segretaria dem: "Ci dica una posizione che sia una" Al termine di una giornata incandescente la Camera approva la risoluzione di maggioranza, presentata dopo le comunicazioni della premier Meloni, in vista della riunione del Consiglio europeo che si apre domani.
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Il governo incassa un altro sì. Dopo il Senato è toccato alla Camera dei deputati. Chiusa una giornata di tensioni in Aula, infatti, è arrivato il via libera alla risoluzione unitaria di maggioranza sulle comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo. Quello del 20 marzo è appuntamento a cui la premier arriverà dopo aver incassato appunto dalla propria maggioranza un voto compatto.
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Il colpo di teatro arriva alla fine, quando Meloni oltraggia il Manifesto di Ventotene, leggendo alcune frasi decontestualizzate che da tempo la destra fa girare sui social. “Quella di Ventotene non è la mia Europa”, chiude e poi se ne va, consapevole di aver creato un’indignazione enorme e un imbarazzo tra i liberali e i moderati della sua maggioranza, a cominciare da Forza Italia. Prima va al Quirinale, dove Mattarella l’ha incontrata ma non per un colloquio a due, come è accaduto altre volte, ma…
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Tocca a Elly Schlein parlare. La leader del Pd è intervenuta in Aula, in occasione dell'audizione di Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue. Un intervento che è arrivato con le dichiarazioni di voto, al termine di una giornata di battaglia parlamentare, di scontri, urla e insulti. Al mattino, le critiche del premier al Manifesto di Ventotene avevano fatto scattare la reazione furibonda della sinistra: contestazione in aula, poi abbandonata…
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Giorgia Meloni oggi in diretta alla Camera dopo le comunicazioni in vista del Consiglio Europeo al Senato: il dibattito sull'intervento inizia alle ore 9:30, a seguire ci sarà la replica della premier con le dichiarazioni di voto sulle risoluzioni e il voto finale sulle risoluzioni presentate dai gruppi parlamentari. È passata ieri la risoluzione firmata da tutti…
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