Lorenzo Mottola 21 aprile 2024 Pochi se ne ricorderanno, ma l’espressione “taxi del mare” non è stata concepita da esponenti del Centrodestra: l’ha coniata Luigi Di Maio, attualmente inviato con ignote mansioni nel Medio Oriente (scudo umano anti-droni?) per conto dell’Unione Europea. Ed ex candidato silurato alle ultime politiche con una lista apparentata al Partito Democratico. Partito Democratico che ieri ha celebrato la vittoria in tribunale delle Ong che da ben sette anni erano sotto indagine per…
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Venerdì scorso, dopo ben otto anni, il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Trapani ha chiuso definitivamente il caso decretando l’infondatezza delle accuse e spazzando via i sospetti di collaborazione appunto con i trafficanti libici. Il reato contestato era favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La sentenza è stata chiara: non luogo a procedere, con il proscioglimento dei dieci indagati nel caso «Iuventa», dal nome della nave incriminata.
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Venerdì, intorno alle 12, il rumore della pioggia battente è stato a lungo sovrastato dalle urla di gioia, dai canti, dagli applausi. Anche le lacrime di commozione facevano rumore per la sentenza di non luogo a procedere per gli equipaggi delle navi delle Ong Jugend Rettet, Save The Children e Medici Senza Frontiere, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare. Il fatto non sussiste. Punto.
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Incredibile, ma vero: dopo sette anni, fiumi di intercettazioni, video, testimonianze, un agente sotto copertura a bordo e tre milioni di euro di spese, la madre di tutti i processi alle Ong del mare cola a picco. La lettura delle 17 pagine di requisitoria del procuratore aggiunto di Trapani, Maurizio Agnello, è illuminante. Il primo passo dell'affondamento del processo sancito venerdì dal giudice dell'udienza preliminare durata due anni, una delle più lunghe della storia giudiziaria italiana.
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Kathrin Schmidt è stata l’ultima capomissione della Iuventa, prima del sequestro della nave. Da quel 2 agosto 2017 a ieri ha vissuto sapendo che sarebbe potuta finire in carcere, fino a 20 anni, insieme agli altri tre membri dell’equipaggio imputati. Venerdì ha percorso le scale del tribunale a testa alta, è entrata in aula con la maglietta «no one is free until every one is free», è uscita con gli occhi rossi e gonfi di lacrime.
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“Salvare vite in mare non è reato. La decisione del Gup del Tribunale di Trapani di ‘non luogo a procedere perché il fatto non sussiste’ per gli imputati della nave Iuventa, smonta il teorema delle destre e del Governo Meloni che accusano le ONG di favorire l’immigrazione clandestina e di essere elemento di pull factor”. L’europarlamentare PD Pietro Bartolo commenta così la decisione del Gup sul Caso Iuventa.
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Erano coinvolte nel processo dei "taxi del mare" durato sette anni TRAPANI – Le Ong protagoniste del processo durato sette anni, che si è appena concluso nella sua fase preliminare a Trapani con la pronuncia del proscioglimento e che vedeva indagati gli equipaggi protagonisti di decine di salvataggi in mare tra il 2016 e il 2017, avranno riconosciuta a Trapani la cittadinanza onoraria. Ad annunciarlo è il sindaco Giacomo Tranchida
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Trapani. “È stato come avere una spada di Damocle sulla testa per sette anni, quindi inevitabilmente sono sollevato. Ma non solo per me. Oggi si chiude il capitolo delle ong taxi del mare, della criminalizzazione del soccorso. O almeno sarebbe l’unica cosa logica da fare”. Tommaso Fabbri di Medici senza Frontiere è uno dei dieci indagati dell’inchiesta Iuventa, prosciolti dal giudice per le indag…
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Prima il caso Iuventa, poi la Humanity 1. Due sentenze nel giro di poche ore hanno riacceso l’entusiasmo a sinistra per le ong, considerate fondamentali da qualcuno a sinistra per la gestione dell’immigrazione. Sì, perché molti fanno finta di non vedere che certe azioni incoraggiano i trafficanti di esseri umani, aumentando i loro proventi, esponendo migliaia di disperati a viaggi della speranza che a volte si trasformano in viaggi della morte.
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Sette anni e 50 mila ore di intercettazioni telefoniche e ambientali. 15 minuti per decidere che il reato non sussiste. "Ci sono gravi indizi di colpevolezza". Era la tesi accusatoria dell’allora procuratore aggiunto di Trapani. Dopo sette anni, è stato smentito dai suoi stessi colleghi che hanno chiesto il non luogo a procedere. Gli indagati, rischiavano fino a 20 anni di carcere, sono tutti membri delle organizzazioni non governative.
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Sette anni di accuse e indagini, una nave, la Juventa che soccorreva i migranti, che non era un 'Taxi del mare' e i cui volontari non erano d'accordo con i trafficanti e che, sequestrata nel porto di... Leggi tutta la notizia
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Tommaso Fabbri è un operatore umanitario, ex capo missione di Medici Senza Frontiere. È tra le persone che negli ultimi sette anni sono state indagate nella maxi inchiesta sul soccorso in mare, ora archiviata dal giudice di Trapani: ecco la sua testimonianza.
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Dal «Ci sono gravi indizi di colpevolezza» dell'allora procuratore capo di Trapani Ambrogio Cartosio al «non luogo a procedere» di ieri del gup il passo è stato breve. Anzi non proprio breve, visto che sono serviti 7 anni per un ribaltone. I 10 imputati dell'equipaggio delle Ong Jugend Rettet, Save the Children e Medici Senza Frontiere, accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, sono, infatti, stati graziati.
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"Forse ora la smetteranno di parlare dei ‘taxi del marè e capiranno che il soccorso è un obbligo legale e morale. Spero che si fermi questo linciaggio delle ong finalizzato a tenere lontane dai migranti, che sono sempre più soli, le organizzazioni umanitarie". A parlare è Tommaso Fabbri, senese e mangia d’oro 2018, capo missione di Medici Senza Frontiere ieri prosciolto, insieme a 9 attivisti di tre ong, dall’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
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Ma per il giudice per le udienze preliminari (GUP) il fatto non sussiste e il non luogo a procedere era stato chiesto dalla stessa procura della località siciliana dopo una inchiesta costata quasi 3 milioni di euro. Nel procedimento si era costituito parte civile il ministero dell’interno, che si è rimesso alla decisione del giudice. I pubblici ministeri avevano anche disposto il sequestro dell’imbarcazione Iuventa della ONG Jugend Rettet, una delle tre organizzazioni umanitarie coinvolte: un’imbarcazione che, nel…
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Vroon è stata prosciolta dal Gup di Trapani nel processo relativo ai presunti contatti tra le Ong e gli scafisti libici. Stesso esito per le organizzazioni SaveTheChldren, Medici senza frontiere e Jugend Rettet. Sentenza di non luogo a procedere per insussistenza del fatto anche per Marco Amato e Pietro Catania, comandanti delle navi Vos Hestia e Vos Prudence noleggiate alle due Ong per lo svolgimento delle operazioni Sar del 2016-2017 nel canale di Sicilia
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Di Simona Sassetti | 19 Aprile 2024 alle 20:15 Si è chiuso, dopo sette anni, con la sentenza di non luogo a procedere per i 10 imputati accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, il procedimento penale nei confronti dei componenti dell’equipaggio delle ong Jugend Rettet, Save The Children e Medici Senza Frontiere. Fra questi anche il senese Tommaso Fabbri, capo missione di Medici Senza Frontiere, insignito…
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Tutti prosciolti perché il fatto non sussiste. Con la sentenza di ieri del tribunale di Trapani sul caso Iuventa si chiude, dopo sette lunghi anni, la prima e più importante inchiesta sull’operato delle ong che si occupano di salvataggio in mare . I 10 imputati, componenti degli equipaggi delle organizzazioni Jugend Rettet, Save The Children e Medici senza frontiere erano accusati di favoreggiame…
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